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Archive for the ‘ttc’ Category

Venerdi’ sera prima di uscire Isaac, l’armaiolo, mi ha di nuovo rivolto la parola, per chiedermi l’affitto. Certo che, che palle!, quando questi aprono bocca e mi rivolgono la parola sono fottutamente monotematici, sopratutto perche’ d’ora in poi non gli devo un centesimo!

Ieri mattina invece l’autista dello streetcar e’ uscito dal proprio posto al volante per andare a chiedere il biglietto ad un tizio, abbastanza stizzoso, il tipo aveva l’abbonamento.

Martedi’ e’ il giorno della memoria in Canada e nel Commonwealth, per strada si vedono davvero tante persone con un fiocchetto rosso, oggi ho scoperto che alle 11am di martedi’ la TTC oltre che tutti i posti di lavoro faranno 1 minuto di silenzio per ricordare i morti canadesi durante le guerre, in particolare la Prima Guerra Mondiale.

Oggi ho riacquisito delle speranze sul parentado. Sono andato ad Oakville, una delle zone piu’ prospere del Canada mi dicono. Anche li’ ho qualche parente (poteva mancare?), dopo la lezione di stamani treno diretto verso Ovest.
Famiglia composta da marito, moglie e quattro figli, di cui uno assente che vive a Newport in California, due a casa per il weekend ed uno piu’ pischello. Completamente differenti da quelli incontrati finora, sono riuscito ad instaurarci una discussione con un profilo piu’ elevato di “dove-trovo-i-pomodori-san-marzano e quello-ha-i-capelli-finti-per-coprire-le-corna-della-figlia-della-sorella“, a tavola poi tutti hanno fatto la propria parte, che non era proprio automatico.

Posso nutrire ancora qualche speranza insomma…

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Dopo la neve della mattinata di ieri il pomeriggio si e’ rivelato particolarmente freddo.
Inutile dire che streetcar, autobus e metro, unitite al fatto che molte stazioni escono direttamente sui caldi e accomodanti centri commerciali, ci hanno salvati nell’ultimo giro turistico di Ale a Toronto.

Niente di significativo tranne la sera, al concerto di Elisa (anche questo gratis), stile sagra paesana, principalmente italiani ovviamente, coda non troppo lunga sala grande ma non stadio come sarebbe ovvio in Italia, ma e’ normale.
Bella la voce, il concerto, personalmente, non mi ha entusiasmato, ma forse perche’ non ero in vena o non sapevo che fare, ma e’ un altro discorso :/

A fine concerto siamo usciti e abbiamo iniziato a fare commenti sul concerto, ci accorgiamo, se ne accorge lui in realta’, che il tipo accanto a noi e’ il bassista del gruppo, simpatico sul palco e fuori. Fortuna che i commenti non erano cattivi.

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Ieri sono stato a vedere Umberto Eco che presentava il suo ultimo libreo “Umberto Eco “Turning Back the Clock: Hot Wars and Media Populism” (A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico) all’universita’ di Toronto, evento organizzato dall’IIC. In Italia non lo avevo mai visto, e’ stato interessante.
Piccolo particolare fastidioso, l’auditorium e’ vicino casa, su Bloor, molto vicino, il che significa che e’ anche molto vicino alla stazione di incrocio tra la linea gialla e la linea verde, la frequenza dei treni nel sottosuolo nelle ore di punta e’ di due minuti (cinque quando non la prende nessuno..), nessun treno ha fatto ritardo, ogni 120 secondi si sentiva benissimo il trambusto dei convogli.
Davvero svegli a costruire un auditorium accanto alla stazione.

Mi sono informato un po’ sui salari nel mio campo e l’altro giorno ci ho provato, ho chiesto un aumento. Negato. Dato che e’ un’organizzazione ambientalista la gente viene pagata una ceppa, me compreso come ultimo arrivato. Sono una calamita per le situazioni sfigate.
Intanto in questo periodo sto importando qualcosa come 90 mila nomi di persone che hanno donato qualcosa a questa organizzazione, vabbe’.
Nella sezione chi ci finanzia del sito c’e’ trovo anche questo:
Our single largest contribution from a foundation – $205,000 – came from the Open Society Institute“, per chi non lo sapesse OSI e’ una creatura del finanziere filantropo George Soros. Buffo esser stipendiato da un tale personaggio..

La settimana scorsa i miei confratelli sono stati capaci di tenere due sacchi della spazzatura sul portico per 4-5 giorni, per il piacere di piccioni, scoiattoli e, probabilmente, procioni, che qui sembrano aggressivi come orsi grizzly da come ne parla la gente. Non ho avuto il coraggio di toccare i sacchetti per paura di prendermi una di quelle malattie di cui non esiste piu’ cura, non ho gli anticorpi sufficientemente forti per vivere normalmente qua.
Un giorno sono uscito di casa per andare a lavorare e mi sono trovato il contenuto del sacchetto davanti allo scalino, opera degli animaletti affamati di cui sopra, torno dall’ufficio e la scena non e’ cambiata, esco e rientro, dietro di me c’e’ Peter che spostera’ tutto da una parte, presumo, col piede.
Per chi mi legge e non mi conosce potrei sembrare piuttosto schizzinoso/fighetto, vi assicuro che non e’ cosi’. Qua, alcune situazioni fanno proprio schifo.
L’altro ragazzo che come me non e’ parte della confraternita ha rifatto il tetto della cucina, due giorni fa la donna delle pulizie ha reso quasi brillante la zona cucina, ieri il tipo si e’ messo a rifinire tutto, immaginate le condizioni. (e io che mercoledi’ ero tutto contento, “oggi mangio a casa!“, speranza caduta immediatamente.)

A proposito di schifo. L’altro giorno ho letto sul giornale che la Greyhound, una delle piu’ grosse ed usate compagnie di trasporti su ruota del Nord America, in Canada ha avuto alcuni casi di esposizione a tubercolosi, nel 2008 e in un paese dei piu’ avanzati al mondo.
Dopo il caso (non isolato, scopro ora) di decapitazione avvenuto non molto tempo fa, e’ un colpo non da poco per l’azienda (per i passeggeri dovrei dire).
Intanto io mi cerco un passaggio a London per il giorno del ringraziamento, che non si sa mai.

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Oggi al lavoro ho passato la mattinata a riorganizzare le mie foto canadesi, un disastro, devo finire.

Pomeriggio tranquillo, non ve ne importera’ nulla ma ho finalmente una situazione decente per quanto riguarda i vestiti, non sono piu’ costretto a spargerli ovunque ci sia uno spazietto vuoto.

Martedi’, serata Couchsurfing, meno entusiasmo del solito ma un sacco di visitatori dall’Europa al Sud America passando per il Giappone, piu’ chiacchere delle altre volte. Via via che passa il tempo mi sento e mi sentono sempre piu’ un questa sorta di comunita’ CS torontese, e la cosa mi piace assai.
Mentre andavo a prendere la metro ho trovato una fila ordinata di 100m per entrare, non ci volevo credere, non pensavo fosse possibile, ma anche questo e’ Toronto. Solo un tizio ha scavalcato, ma nessuno ha detto niente. Un po’ apatici pero’.

Sono uscito dalla stazione dei bus/metro con un tizio che contava i passi e si muoveva secondo una sua logica, qualcuno sa dirmi come si dice in italiano questa cosa?

La serata finisce con un salto da Tim Hortons per una cioccolata calda.

Mi sto abituando ai tempi di questa citta’, oggi sono uscito poco dopo le 8pm e sono rientrato da una mezzoretta, alle 11.30pm, la maggioranza degli altri CSers locali se ne erano gia’ andati, eravamo rimasti praticamente solo io e Cat.
Sto davvero apprezzando i ritmi, i volti, le persone, la vita di questa comunita’ nordamericana, vicina ma lontana dagli USA allo stesso tempo.
La cosa che devo modificare ancora forse sono i profili che mi creo, basso profilo d’ora in poi.

Vado a letto, domani sara’ una giornata piena, fatemi un in bocca al lupo.

nota: mi devo comprare un cappello.

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Martedi’.
Contrariamente alle mi previsioni, quelle cioe’ di utilizzare la bici come mezzo principale per muovermi per street ed avenue di Toronto, ho preso la tessera metro mensile anche per questo mese.

In questi due giorni di settembre ho fatto diversi giri in citta’ e mi sono reso conto che non posso tornare/arrivare ogni volta in condizioni pietose, e’ una di quelle poche cose su cui non transigo e che odio profondamente, non riuscirei a sopportarlo.

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Oggi BuskerFest festival a sud di downtown, artisti di strada, mangiatori di spade, manipolatori di burattini che manipolano burattini piu’ piccoli, un sacco di gente, al St Lawrence Market :) Bella situazione. Adesso non ho voglia quindi metto qualche foto nei prossimi giorni.

Ho conosciuto Peter, il presidente della Confraternita Alpha Delta Phi. Ancora niente chiavi..

Stasera invece, tornando a casa, alla stazione della metro ho incontrato un vecchietto italiano sui 70-75.
Qui funziona che per tutto fai la fila, scale mobili e autobus compreso, questo tizio arriva e si dirige dirattamente alla porta del bus scavalcando la fila, non sale, dato che sono principalmente donne a salire fa il “cavaliere” (beh, hai saltato la fila, che pretendi) e dice “prima le signore”, poi pero’ lo sento dire “signora” in italiano, gli faccio l’ovvia domanda se e’ italiano e l’ovvia risposta e’ si, di Cosenza, Firenze replico io.
Dalla stazione metro a casa ci sono cinque fermate (vedamo se le ricordo: Bathurst, Vaughan, Wychwood ave, Chistie st ed Arlinghton ave, la mia), in questo lasso di tempo mi racconta che e’ arrivato 18 anni fa o a 18 anni, non e’ stato molto chiaro, dopo aver finito la scuola, da solo senza genitori o prestiti si e’ fatto da solo, ha fatto il fotografo, e forse ha dipinto, per i pezzi grossi dalla famiglia reale del Belgio a Papa Giovanni (di cui ha un crocifisso e 15kg di carte) passando per attori e cantanti italiani, “mi conocono tutti, ma sai, io non lo dico a nessuno che non sta bene”, fatto sta che nel giro di 4 minuti sapevo praticamente tutta la sua vita e dove abita.
“Tempo fa ho litigato con…” si avvicina per non farsi sentire (parlavamo in italiano) “degli Ebrei”, mi dice sottovoce, perche’ “qui, sai, i canadesi sono tutti ignoranti e com’e’ l’Italia non c’e’ nessun altro paese”.
Mentre scendo dal bus mi sento dire “Bella Firenze”

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Il mio boss e’ un po’ demente.
Devo fare la transizione del sito a cui sto lavorando e c’e’ bisogno di piu’ spazio. Essedo il mio referente giorni fa gli ho chiesto di aumentarlo, mi ha risposto che di queste cose e di altre informazioni di cui ho bisogno se ne occupa un altro tizio (che non risponde alle mail).
Ieri (lunedi’) mattina il tizio viene e io, ingenuamente, espongo i miei quesiti, capisco (me lo dice esplicitamente) che lui non ne sa una ceppa, mi tiene un’ora ripetendo cinque volte le stesse tre cose per non arrivare a niente. Rispondo malino.
E’ la prima volta che mi arrabbio in inglese, e’ divertente.

Questo e’ ovviamente un tipo a cui piace ciarlare, parlava un inglese simile al mio e non ho mai capito il suo ruolo qua dentro. Mi interessa veramente? I don’t think so.

Oggi ho risolto, in parte, i problemi di spazio ed ho mandato un aggiornamento al capo, candidamente mi risponde “se hai bisogno di maggiore spazio dimmelo, che ne faccio richiesta al fornitore“, ho perso 4 giorni per una stronzata mannaggia a lui. Ma anche di questo mi importa il giusto.

Oggi il tizio e’ tornato da me, sono riuscito a liquidarlo in cinque minuti, ne sono orgoglioso (si, mi accontento di poco!).

Oggi ho comprato il poderoso biciclo che usero’ da settembre come mezzo di trasporto esclusivo (spero). Meno di 100$ ed in buone condizioni, pare. Il venditore, tale Sergei, mi ha fornito di freni di riserva e pennarello per dipingere la parte meno colorata, molto disponibile devo dire.
L’ho presa ad High Park, non troppo vicino da downtown. Qui si puo’ e ne ho approfittato per avvicinarla a casa in metro, lasciandola vicino ad una delle stazioni per proseguire la serata.

Prima di ritirarci siamo andati al secondo meeting settimanale di Couch Surfing Toronto, da Rivoli, anche se un po’ buio e musica troppo alta per parlare tranquillamente, l’ambiente e’ sicuramente interessante sia come persone che come locale, non troppo expensive per essere Toronto. Ci torneremo, magari un po’ prima, vista la quantita’ di persone, i posti a sedere scarseggiano. Ottimo metodo di spikkare l’inglish, persone da mezzo mondo ma anche molti autoctoni.
Ho reincontrato la ragazza che avevo conosciuto al Free Hugs Day ed e’ stato piu’ semplice rompere il ghiaccio.
Coincidenza ha voluto che una volta tornato a casa mi sono trovato nella cassetta della posta la cartolina di CouchSurfing per ri-diventare utente verificato.

Il ritorno e’ stato leggermente faticoso. Prima volta in assoluto da quando sono qua che non prendo la metro per tornare a casa, stavolta solo streetcar e bici. Non immaginavo pero’ che dalla stazione di Bathust a St Clare Ave ci fossero delle salite e meta’ strada rotta, se ci aggiungete che da piu’ di due mesi prima di fratturarmi il malleolo non toccavo una bici potete capire come mi sono sentito, ma sono arrivato comunque a casa in meno tempo di quanto pensassi.

Oggi giorno di acquisti, oltre alla bici mi sono deciso a comprare la versione inglese originale del libro che sto leggendo, Shock Doctrine.

Non l’ho scritto ma 3 (quasi 4) giorni fa, il 16 agosto, ho fatto 2 mesi di permanenza nel paese degli aceri.

nota: nelle statistiche di questo blog qualcuno mi ha trovato cercando la parola culo
nota2: oggi pensavo di non scrivere quasi nulla

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