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Archive for the ‘tiff’ Category

Ok, ieri non ho scritto, ero un po’ teso per un paio di cose che sono successe.

Sulla prima sono ancora in attesa, la seconda spero sia risolta. Ma procediamo con calma.

Una volta entrati a far parte dei volontari del TIFF si viene iscritti ad una newsletter, in questi messaggi vengono fatte comunicazioni di servizio, spostameni di orari, uffici, richieste di volontari, internship, ecc..

Qualche settimana fa in una di queste newsletter facevano richiesta per una internship (stage) per il supporto tecnico ai loro uffici, come requisiti chiedevano piu’ o meno il mio profilo.
Mando il mio cv (che il resume’ mi pareva limitato) la mattina ed il pomeriggio mi rispondono, mercoledi’ pomeriggio sono a colloquio con questa Roberta.
Mi accomodo, si fanno due chiacchere, mi chiede un po’ cosa faccio, cosa ho fatto, cosa voglio fare, esperienze, le solite cose di un colloquio insomma. Il tutto con un velo, un piumone, di informalita’, il giro sembra tutto molto giovane.

Entro la fine della settimana mi fara’ sapere, se dovessero prendermi un po’ di progetti andrebbero a modificarsi, ma bene cosi’.
Sto aspettando.

La seconda cosa e’ una menata, la mia sistemazione abitativa.
Ottobre si stava avvicinando e quindi la data del pagamento dell’affitto. Come ben sapete se avete seguito un po’ questo blog ci sono un sacco di cose che non vanno, per questo volevo parlare col tizio che mi ha affittato la stanza. Riesco a parlarci per telefono solo una volta, poi non risponde, devo nascondere il numero del cellulare per riuscire a fissarci. Scopro che non e’ piu’ lui il manager della casa (doh!), ma i miei accordi erano con lui, per farla breve riesco ad abbassare il prezzo dell’affitto mensile, pero’ devo anche parlare con la T.D.C. di Peter, oggi riesco a beccarlo e “spunto” (per modo di dire) 50$ piu’ di quanto avevo proposto, non ho insistito perche’ qui devo viverci.
Quando gli elenco le cose che non vanno la sua risposta e’ “e cosa ti aspettavi?” questi studenti confraternitari megalomani non li reggo (trogloditi qualcuno ha detto, concordo :).
Questo per spiegare in due parole gli scorsi 2-3 giorni piuttosto intensi e stressanti, c’ho pure dormito male.

Vediamo che succede, se succede qualcosa, nei prossimi giorni, che secondo me non e’ finita qua.

Detto questo domani pomeriggio alle 6.52pm inizia la Nuit Blanche di Toronto, per qualche ora mi sono messo volontario per l’evento europeo che quest’anno (sfiga!) si svolgera’ al consolato italiano.

Morale delle favole: aspetto
nota: ieri mentre andavo al lavoro il cane al guinzaglio di una tipa si e’ messo a farla in mezzo di strada, sulle strisce, lei imbarazzatissima. stonzate ma ci vogliono.

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Ieri sera mega festa dello staff e dei volontari del TIFF. La sede era davvero bella, una chiesa sconsacrata su due piani piu’ un paio di aree laterali raggiungibili tramite alcuni corridoi non proprio in vista.

Ingresso blindato, per accedere alla festa era necessario il biglietto di invito (ritirabile solo il giorno prima con un documento di identita’) ed un documento che provava di avere almeno 19 anni.
La serata e’ iniziata un po’ male visto che ha piovuto tutto il pomeriggio ma una volta la dentro tutto e’ cambiato.
L’ingresso letteralmente pieno di gente, facevano diligentemente la fila per il sushi, oltrepassata questa coda era quasi vuoto.
A mezzanotte quasi non si camminava dalle persone presenti.
Alle pareti laterali tavolini pieni di pizze (locali) di vario tipo, avevo fame e ne ho mangiate in quantita’, non sapendo che di li’ a 10 minuti avrebbero aperto l’altra zona piena di altre delizie insalate, cani caldi, hamburger e dolcetti. L’ho accusata tutta la sera, erano mesi che non mangiavo cosi’ tanto..
Sicurezza a tutti gli ingressi che impediva di spostarsi con qualunque cosa fosse liquido, peggio che all’aereoporto, vino, birra o succo di frutta non faceva alcuna differenza o lo finivi o lo lasciavi li’. Uno spreco.
Nota negativa la birra, letteralmente imbevibile, Stella Artois, sponsor del TIFF.

Presenti i nostri meravigliosi supervisor in panni e atteggiamenti meno stressati rispetto ai giorni del festival.

Alcol, cibo e musica (dalla faccia un tizio pescato a caso con dei dischi ed un impianto che poteva risparmiarsi di accendere) offerti dal TIFF (e ci mancherebbe).

Ad un certo punto una ventata ha portato via meta’ del cibo carnivoro presente nella sala col patio.

Ho ribeccato Valerio.

Unica cosa che mi dispiace il non aver assistito allo speech iniziale.

Al ritorno a casa abbiamo ritrovato Seth, non era scomparso, ha una casa nella zona e sta abitando li’.

A letto che di mattina si lavora.

nota: si stanno presentando alcune dinamiche che avevo anche a Firenze, devo stroncarle in partenza.

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Ieri ultimo turno del TIFF, aprivo la via alle Cadillac con i VIPs a bordo. Nonostante lo stupido compito, turno decisamente migliore degli altri giorni, persone piu’ amichevoli e con cui interagire rispetto ai super espertoni delle altre volte.
Due le cose significative, la prima un ragazzetto orientale che voleva fotografarsi con noi volontari ed ha catturato immagini di ogni centimentro quadrato che ci circondava per piu’ di un’ora, quasi inquietante.
L’altro, l’arrivo di alcuni attori koreani del film “Il buono, il brutto e il cattivo“, incredibile la quantita’ di ragazzine presenti e urlanti, deve essere una sorta di Brad Pitt / Scamarcio koreano, per la prima volta, e non ero il solo, ho visto i volontati spingere le barricate che stavano per cedere davanti alle fan impazzite.

Dopo il turno con Irma e il nuovo arrivo, Anna, abbiamo raggiunto altri due ragazzi dell’istituto di cultura per un giro a Yorkville, giusto a due passi dalla nostra dimora.
Tornando a casa la festa della mia confraternita era in pieno svolgimento ma se prima eravamo troppi al mio ritorno sono dovuto andare a letto nonostante la situazione decisamente interessante, ero davvero stanco e la mattina dopo mi dovevo alzare in tempi ragionevoli.

La mattina dopo appunto sono andato alla nuova scuola a sostenere il test d’ingresso per il livello medio o avanzato. Abbiamo conosciuto una povera giovane vecchia, 18 anni, succube di una zia come tante di cui ho gia’parlato in passato e di una mentalita’ arcaica in una citta’ moderna, la pieta’ spingeva per rapimento ed lavaggio del cervello immediati, ma forse non era il caso. Il mondo doveva essere ai suoi piedi, ma l’ambiente che vive quotidianamente non gli permette neanche di immaginarlo. La zia e’ pure venuta in classe.
Pieta’ e’ purtroppo l’unica parola che mi viene in mente.

Post scuola siamo andati a prendere il biglietto per la famigerata super-mega-stra-ultra-dott-ing-avv-festa dello staff del TIFF che si terra’ domani, oggi? domenica insomma, vedremo. Avvolta nell’ombra fino alla fine, i biglietti sono ritirabili (si dice ritirabili?) solo mostrando un documento di identita’.

Nel pomeriggio con Anna andiamo ad una sorta festa un po’ fuori Toronto, Mississauga, dopo un’iniziale astio dei confronti dell’organizzatore, ho decisamente apprezzato.
Alcuni di voi sanno che faccio parte di un’organizzazione che promuove l’uso di Linux, la sede principale e’ Toronto quindi quale migliore occasione per vedere di persona questi soggetti? Beh, ne e’ valsa la pena, l’inaugurazione del nuovo ufficio di una delle aziende, che e’ una casa, era una cosa piuttosto intima, 9 persone piu’ noi due, ci sono venuti a prendere e riportare in macchina alla stazione dei treni che dista 25 minuti e questo lo abbiamo caldamente apprezzato.
La festa era interessante, nonostante il nostro arrivo alla fine dei fochi, tutti molto cordiali e simpatici, eta’ media 40qualcosa, ad abbassarla noi due ed il collega del padrone di casa, che pero’ ci ha lasciati quasi subito (caso vuole che abiti a 2 blocchi da noi).
Dolci e cibo grassi ma buoni, serata piovosa finita sul portico a parlare di quando questo tizio da giovincello si faceva gli acidi.
Dettagli a chi di dovere :)

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Ieri.
La sera precedente avevo sostituito la sim italiana per vedere se c’erano messaggi, ripristinando poi quella canadese. Ho sbagliato il settaggio dell’ora e mi sono alzato alle 10, per fortuna abito vicino a dove lavoro..
Ho ritrovato la tipa a pulire la cucina, forse posso iniziare ad usarla.

Dopo aver fatto il mio dovere per l’economia canadese sono andato al cinema a vedere il film The Burrowers, schermo enorme, freddo come al solito.

Il film.
Bello come scene, fotografia, personaggi, la carenza pero’ (un dettaglio) e’ la storia. Partito come un classico Western con Cowboy buoni e Indiani cattivi che massacrano le povere famigliole, con donne indifese e bambini innocenti, con il solito generale americano esaltato a capo di una pattuglia a caccia di pellerossa assassini e incivili, proseguendo si capisce che in realta’ non sono indiani ma dei mostri che arrivano ogni tre generazioni, si muovono nella notte perche’ al sole di abrustoliscono. Sembrava una rivisitazione in chiave ottocentesca del film coi grossi vermi degli anni 90 Potevo trovare di meglio..

A sera in banda siamo andati alla festa che il TIFF organizza tutte le sere in un hotel, niente di particolare in realta’, anche se le parvenze parevano fighette i prezzi erano piuttosto standard.

Stamani mi sono alzato per tempo.

Oggi ultimo turno al TIFF.

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Penultimo turno

Il TIFF e’ a buon punto, oggi il mio quarto e penultimo turno al RTH, venerdi’ l’ultimo, all’esterno stavolta.
Facendo la coda per entrare mi sento quasi in imbarazzo, sembrano tutti esperti di cinema, io gia’ ricordo male i nomi delle persone che conosco.

Oggi e’ andata piuttosto bene, dovevo stare sul balcone a dire come una macchinetta “fatti piu’ in la’” e mi sono ritrovato all’ingresso a tenere a bada ragazzine impazzite per Kevin Zegers.

Mi sono trovato di fronte Tim Robbins, alto quanto una giraffa e Ben Kingsley. Niente film.
Con me faceva il turno una tipa che ritenevo simpatica, non ha mai smesso di parlare per ore, veterana del festival, si atteggiava a so-tutto-io. Ho rivisto Bob.
Ero anche vicino alle tizie che distribuivano dei flyer con il voto del film in visione per vincere una Cadillac, in inglese e’ ballots, a me venivano in mente le ballotte.

Durante la pausa sono andato al box office per capire se riesco a vedermi un altro film, mentre cercavo il mio spettacolo ho conosciuto un’italiana, si fa per dire, sembrava un uomo (no, non era trans) diceva di esser calabrese ma lo parlava a stento, spero vivamente mi prendesse in giro quando mi ha detto di chiamarsi Grazia Genoveffa..
Al box office invece ho trovato una ragazza che e’ stata 3 anni fa a Firenze, “woooonderful!”, la cosa che ricordava meglio era un ristorante “crazy and very very good food!”

Domani e’ l’11 settembre, l’anno scorso ero al Guggenheim di New York.

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TIFF Day off

Oggi e domani giornate libere dal TIFF, destino ha voluto che andassi anche oggi al RTH.
Purtroppo nel pomeriggio lo staff del TIFF ha comunicato che non e’ piu’ possibile prendere merchandising con i voucher dei turni, ho approfittato dell’offerta 4-for-1 e ho preso 4 biglietti per un film, domani vediamo se riesco a trovare 3 persone volenterose.

Oggi serata completamente Couchsurfing, Elisabeth torna in Austria e l’abbiamo salutata con cena e pubbettino (che tanto ino non era). Noi.

Ieri mi sono scordato una cosa, nel teatro prima della proiezione sono entrati in squadra quattro tizi con maglietta “ANTI PIRACY” che controllavano non ci fossero videocamere o dispositivi di ripresa all’interno della sala, usavano dei dispositivi simili a videocamere.

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Dunque.
Giornata interessante al TIFF oggi. Per prima cosa mi sono andato a piazzare sulla mezzanina, ho aiutato una tipa che lavora al RTH, nonostante il poco lavoro e’ stato il primo turno “impegnativo”, poco lavoro perche’ dovevamo controllare i biglietti per un’are in cui potevano starci al massimo 32 persone, al giro delle 6.30pm ce ne saranno state una ventina, a quello delle 9.30pm 7-8, tutto il resto si e’ pienato di magliette verdi (i volontari appunto).
Oggi in proiezione c’erano The Duchess e The other man, il bello di questo turno e’ stato che li ho visti entrambi.

Ma facciamo un passo indietro. Ieri mi ero aggiornato sui film in proiezione per controllare se c’era qualcosa di significativo, il fatto che la protagonista di The Duchess fosse la meravigliosa Keira Knightley mi ha fatto cercare un turno che mi permettesse di avvicinarmi, e’ andata bene.
Una volta entrato il pubblico pagante io e l’altra uscera siamo entrati a vedere il film quando ancora lo stavano presentando ed e’ salita sul palco Keira, un’ovazione. Vestitino grigio non sembrava neanche lei, mingherlina mingherlina.
Finito il film me la sono trovata ad una fila di sedie lontano da me.
Arriva adesso il turno delle 9.30pm, The other man, mentre aspetto gli ultimi spettatori mi trovo di fronte a Liam Neeson circondato da uomini in nero del suo staff probabilmente, film intenso che ho capito fino ad un certo punto, altro protagonista maschile era Antonio Banderas, anche loro a fine film applauditi dal pubblico come Keira, mentre non ho visto la Duchessa, sia Neeson che Banderas sono usciti dalla mia area del teatro, il primo velocemente mentre il secondo si e’ fatto attendere quei 15-20 minuti ma e’ stato disponibilissimo con chi chiedeva autografi e foto, cosi’ come il regista Richard Eyre.

Una cosa che ho notato e’ che, contrariamente alle mie apettative, non c’era la calca per accaparrarsi un autografo, una foto o solo uno sguardo da questi personaggi, situazione molto pacata (parlo del dentro, fuori le ragazzine urlanti non mancavano).
L’altra caratteristica di questo festival e’ l’accessibilita’, e’ il secondo festival del cinema a livello mondiale dopo Cannes, per vedere un film basta comprare il biglietto con dovuto anticipo, giorni, ed il costo e’ 39.95$, 19.95 se hai la tessera studente o senior (anziani), oppure usare i voucher dei volontari. Non sono cifre astronomiche e per essere cosi’ grande 40$ ci si possono anche spendere.

Dicevo giornata impegnativa perche’ eravamo in due e in due si parla, non capivo tutto ma in 6 ore di parole ne sono uscite ed entrate. Non proprio tutte andate a buon fine devo dire.

nota: ieri mi ero scordato di dire alcune cose, come per esempio l’aver trovato da Tim Hortons il cugino canadese di Darryl Jenks, il modello di gel per capelli de Il Principe cerca moglie, oppure un volontario come me che ogni 20 minuti era in bagno a pettinarsi (vuoi mai che una telecamera di riprenda) e unico ad indossare dei jeans, unico indumento esplicitamente sconsigliato dall’organizzazione.
nota2: ieri per tutta la mattinata e buona parte del pomeriggio c’e’ stata una riunione della confraternita, sembrava una cosa piuttosto seria e formale, c’era anche un vecchio fratello, nel senso che una 70ina di primavere le aveva tutte.

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