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Archive for the ‘saluti’ Category

Oggi terzo ed ultimo giro di saluti, collettivi e privati.
Quello privato piu’ toccante del collettivo, per ovvie ragioni.

Pensavo peggio, speravo forse, ma da come sono fatto me lo aspettavo in questo modo.
Dispiace, senza dubbio dispiace lasciare le persone in questo modo, dopo 6 mesi stai solo iniziando ad apprezzarle, vivi in un Paese, una Citta’, inizi ad avere il tempo di capirla, di conoscerla e di interagire con le persone in maniera differente dalla semplice conoscenza casuale.
Dispiace lasciare quelli che in questi mesi ti sono stati vicini, che ti hanno aiutato ad andare avanti, a crearti una nuova vita, anche se temporanea, in un luogo completamente nuovo per te.
Dispiace conoscere una persona, troppo tardi o forse al momento giusto, avere poco, troppo poco tempo per conoscerla, inizi a starci bene insieme ed il tuo volo e’ pronto, li’ a poche ore di distanza, ti crei i tuoi film, fai la coda per vedere la trilogia de Il Signore degli Anelli e ti accorgi che l’altra sta invece iniziando da Vacanze di Natale 1982, il ritorno, il tempo e’ stato tiranno e tu rovini parte di quello che poteva o non poteva essere, che sarebbe potuto essere. Perche’ sai, sapete, che hai una scadenza troppo vicina per essere vera, ti ritrovi il giorno prima con troppi segni che ti stanno ad indicare la via, che sara’ retta, storta, strabica, strana ma e’ pur sempre la via a cui stai pensando, che, con buone probabilita’ vuoi, a cui, fra l’altro, stai pensando gia’ da molto tempo.
Non vuoi tornare sul vecchio tracciato, sul vecchio percorso, non ne sei sicuro, non sai.
Se cresciuto, sei cambiato, maturato direbbe qualcuno, forse anche io. Ti senti diverso, quasi un’altra persona, non vuoi e non senti il bisogno di tornare alla vecchia, e’ uno scalino che hai fatto, che non ti aspettavi, non cosi’, non in questo modo.
Gli ultimi mesi sono stati significativi, le ultime settimane decisive per le scelte che farai dal tuo ritorno a poco o molto.

La paura vera, quella di cui ti preoccupi, quella piu’ grande e’ una ed ha un nome soave che pero’ nasconde un grosso pericolo, si chiama abitudine.

Un grazie a tutti, buoni e cattivi, belli e brutti, etero, homo e trans, uomini e donne, grandi e piccoli, nuovo e vecchio continente, italiani, armeni e cittadini del mondo, bianchi e neri, gialli o verdi, amici o stronzi, nobili e approfittatori.
Quello che sono lo devo anche a voi.

E non e’ una minaccia.

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Ieri sera primi saluti, piuttosto intimi, a couchsurfing.
Niente di significativo da raccontare.

La compagnia ottima, sopratutto il dopo.

nota: -parole +azione.

nota2: proprio bello tornare dopo sei mesi e trovarsi cio’ che doveva esser gia’ successo.

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Sono stati cinque giorni interessanti, diversi oserei dire.
Il viaggio e’ partito con soli due punti fermi: il biglietto aereo sola andata TO-QC e le due citta’ da visitare, Quebec City e Montreal. Il resto abbiamo, piu’ o meno, improvvisato.
La partenza creativa, la hostess del volo low-cost sembrava ubriaca e l’ora di ritardo non ha assolutamente aiutato a rassicurarci, magari pero’ ce l’ha fatta prender bene.
Arrivati a QC il taxi ci porta a casa di Francois che ci ospitera’ per due giorni nel suo semi-seminterrato. Divertente giovane Quebecois che vive nella periferia di una citta’ quasi morta con alcuni coinquilini, tutti artisti o studenti del circo che vedremo il giorno della partenza e dell’arrivo. Il centro, bellino, lo si gira in due ore, il resto del tempo lo abbiamo passato in un ristorante marocchino, in un baretto francesizzante ed a casa a cucinare. La neve ed il freddo fuori non hanno aiutato..
Volevamo un po’ alcolizzarci ma anche qua il concetto di alcool e’ deviato dal proibizionismo, l’1% di alcool non e’ alcool.
Dallo scorso fine settimana Francois conosce alcune parole nuove. Meglio non pronunciarle in ambito accademico pero’..
Da QC a Montreal siamo arrivati con Martin (Marten), tramite un servizio di passaggi in auto chiamato Allo Stop, il nostro autista era un neolaureato nutrizionista che durante il viaggio si e’ bevuto Redbull e altre amenita’ del genere, speriamo bene per i suoi pazienti.
Arriviamo a Montreal e non troviamo la neve, siamo felici di questo, anche se il freddo e’ comunque significativo.
Pausa liberatoria da McDonald’s, non ci mettevo piede dal 1997.
Arriviamo a casa di Marco, vive col fratello e un ingegnere Romeno stabilitosi qua. La casa e’ “creativa” nel senso che una pulitina negli ultimi 10 anni potevano dargliela, inizialmente ci guardiamo in faccia e telepaticamente pensiamo di spostarci al nostro Piano B ma decidiamo di restare, pieno centro e siamo stanchi.
L’accoglienza e’ buona, usciamo per mangiare qualcosa e il locale ci “offre” mezzo litro di vino.
A casa dormiamo chi in cucina chi in salotto, entrambe situazioni che volevo personalmente evitare visti gli ultimi mesi della confraternita ma penso che sono gli ultimi giorni.
Il salotto ha un compagno di dormite, e’ un topino, un ratto lungo mezzo metro in realta’. Quasi divertente se non facesse schifo vedere questo animale in gabbia.
Restiamo 3 notti, non vediamo quasi gli inquilini tranne l’ultima sera, il piu’ interattivo e’ il romeno.
Incontriamo anche il nostro Piano B, Veronique, che troviamo nella media dei Quebecois, ovvero ignora il resto del Canada con un certo astio (“ne sapete piu’ voi appena arrivati del Canada che io che ci vivo”), e’ un’aspirante insegnante e lo diventera’.
L’ultima sera andiamo a bere un Moijito quasi degno del nome che porta, almeno un po’ di alcool c’e’.

Sia Quebec City che Montreal hanno comunque un’architettura diversissima da Toronto, sono piu’ “europee”, differenziate, le persone possono toccarti con un dito o colpirti con una mazza ferrata e non chiedono sempre e comunque “sorry” come a Toronto. Bene.
Abbiamo girato la zona degli spaccini al freddo, un po’ la vecchia Montreal, pagato per una chiesa nordamericana, visitato la parte inglese della citta’ e mangiato bene (a casa..).

Anche il ritorno e’ un passaggio in auto, ottenuto stavolta tramite craigslist in tre ore.
Ci troviamo in un van con alla guida una sigora greca avanti con l’eta’ che guida a zig zag su stada dritta, sua figlia che parla un po’ di italiano e due ragazzi che ci rivolgono la parola solo per chiederci dov’e’ la spazzatura.

Arriviamo a Toronto dopo 5 ore di viaggio, un sandwich lurido e un mandarino.

La doccia successiva mi ha fatto rinascere.
Adesso e fino alla mia partenza staro’ con un altro ragazzo di couchsurfing, situazione meravigliosa, lui giordano e simpatico.

Forse dovrei scrivere qualcosaltro, forse di piu’ personale ma non me la sento, non ne so nulla, sono confuso, le cavallette hanno assaltato il mio cervello.

I prossimi giorni saranno di saluti, non ce la posso fare, non voglio, sopratutto con alcune persone.

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Ultimo settimana Londinese, un po’ di saluti al parentado.
Fine settimana piu’ corto del solito visto che venerdi’ sera ero a dare i biglietti al cinema e lunedi’ mattina al lavoro.
Sabato giornata di attesa ed un salutino.
A letto presto che ho dormito davvero poco, se poi pensate che in TV c’era Maria de Filippi.

Domenica mattina sveglia presto presto, a pranzo festa di compleanno per i 365 gorni di un bimbo, capirete che la rumorosa preparazione del cibo, accompagnata dalle urla e dalle pareti di cartone..

La festa per un bambino di un anno invitando un pupazzo della TV non mi pareva molto sensato, magari per gli altri piu’ grandi ma non per lui. Mi viene da pensare pero’ che invitare un pupazzo del genere per dei bambini e vedere gli adulti esaltati alla sua vista mi pare profondamente diseducativo, per entrambi, saro’ antico e della vecchia scuola ma un’Alice’s Adventures in Wonderland lo avrei apprezzato di piu’ (sanno cos’e’?).

Detto questo, dopo essersi ingozzati di ottimo cibo, la festa e’ finalmente finita,

qualche saluto e ci dirigiamo da altri parenti. Avevo avvisato del mio arrivo/saluto in modo da rivedere per l’ultima volta le piccole pesti ed e’ andata bene, accoglienza come mi aspettavo. E’ stata una gioia rivedere quelle creature.

Partiamo per la stazione degli autobus, arrivo a Toronto intorno alle 11pm.

nota: post bruttino

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