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Archive for the ‘pulizia’ Category

E’ vero, all’inizio ero contento di venire a vivere in una confraternita, le decine di film mmerigani avevano creato un immaginario strano.

Passando il tempo mi rendo conto che le cose sono diverse, molto diverse.
Sara’ che con l’eta’ le cose si vedono in maniera diversa pero’ alcuni comportamenti dovrebbero universalmente noti.
Sara’ che ho ancora il dente (e non solo) avvelenato per essere costretto ad andarmene from my place perche’ questi hanno riunioni supersegrete di come farsi le pippe.
Ma quando ti scompaiono le cose in un frigo ilcui unico contenuto sono salse per i BBQ, o ti trovi sul nel lavandino, giusto sotto la scritto “rispetta gli altri, pulisci quando hai finito” il pienone di piatti, bicchieri, posate luridi, il sapone buttato li’ non in piedi ma per traverso, l’altro lavandino intasato da non voglio chiedermi cosa, i piatti puliti a sgocciolare che in realta’ sono sporchi perche’ il genio li ha lavati solo nella parte in alto, qualche domanda te la fai.
Quando poi senti discorsi tipo che “devo andare alla metro per incontrare mia madre, mi porta i soldi” ti immagini che in realta’, come pensavi, questi sono dei ragazzini viziati abituati ad ottenere cio’ che vogliono, pagano altri per fare cio’ che molti altri fanno da soli, tipo pulire cio’ che sporcano, cucina lurida = chiamare la donna delle pulizie, la mia amica russa.

Ne ho viste di case sporche, ma un minimo di dignita’ esisteva, qui manca anche quella, la pulizia di se stessi, dell’ambiente dove vivi quotidianamente, e’ incredibile come questo aspetto sia totalmente assente. Disarmante oserei dire.

Scusate lo sfogo.

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E’ vero, da quando sono qua sono le piccole cose che riescono a farmi apprezzare la vita.
Oggi sono uscito dalla mia stanza nelle nuova casa ed ho trovato una piacevole sorpresa: hanno iniziato a pulire la cucina!
La signora che mi sono trovato davanti (la porta di ingresso della mia stanza e’ in cucina) con guanti da pulizia addosso, si e’ presentata, russa se non erro, e si e’ scusata nel caso mi avesse svegliato, anche se fosse ne sarei stato felice.
Tra le due chiacchere di commenti sulle condizioni della cucina ha detto che ci vorra’ una settimana circa.
Sono proprio contento, entro pochi giorni avro’ una cucina usabile e, magari, senza troppi abitanti a quattro zampe. hurrah!

Intanto stamattina ho ricevuto una telefonata dal TIFF che mi confermava un altro turno in cui ero in Waiting List e una mail per andare in Dundas Square, forse. :)

Dimenticavo, ieri pomeriggio dopo il Waterfront mi sono trovato vicino ad uno stadio dell’ Universita’ di Toronto, giocavano il match di football UoT vs. Waterloo, fan, studenti, colorati di viola/porpora, i colori della squadra, urlanti.
Prima dell’inizio della partita hanno fatto il loro ingresso una ventina di ragazzi vestiti in nero stile back bloc, neri, con bastoni e catene, dipinti di nero, sono entrati a bordo campo, hanno chiesto di tapparsi le orecchie al pubblico per poi far esplodere un qualcosa, esplodere si.. poi se ne sono andati tranquillamente a vedere la partita.
Purtroppo ero stanco dal giro in bici e dal non aver quasi dormito di notte e me ne sono tornato a casa.
Sara’ per la prossima

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Stamattina mentre andavo al lavoro, percorrendo il consueto passaggio che va dalla metro gialla alla stazione di Spadina/Bloor c’era, come spesso capita, un tizio che suonava la chitarre, la cosa curiosa era che davanti a lui si era piazzato un uomo che gli fissava la chitarra. Chissa’.

Oggi sono tornato alla nuova casa per finire di pulire, in realta’ queste due parole per definire quella stanza non sono le piu’ adatta, l’una accanto all’altra. Il bagno adesso ha un aspetto semi decente e la camera e’ in condizioni dignitose.
Anche oggi sono tornato la’ con l’aspettativa di prendermi un po’ di forniture dal terzo (secondo) piano, ma anche oggi Seth, che come le altre due volte aveva promesso di aiutarmi, aveva altro da fare, in particolare questo pomeriggio era molto impegnato a giocare a Risiko. Quello di cui ho bisogno e’ il materasso, un divano, una scrivania e se c’e’ un armadietto. Rimandato tutto a mercoledi’.

Nel frattempo aprendo gli occhi sulla porta, che da sulla cucina, Irma ha visto un topo sui fornelli, che non la fa prender proprio bene. Seth e l’altro energumeno continuano a dire che e’ colpa dell’estate che a breve arrivera’ la ditta di pulizie ma io ho come l’impressione che con questa storia dell’estate mi stiano a pigliare per il culo, pero’ e’ anche vero che ci vivono anche loro li’ e mangiare dove vivono i topi, ecco, non e’ il massimo..

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Partiamo dell’inizio

Le mie coinquiline sono un po’ di fòri.
Comprendo che alle 2 del mattino hai fame e capisco che se sei con degli amici a casa vi fate qualcosa, ma strillare come fossero le 2 del pomeriggio un po’ meno, eccheccazz..!

Oggi giretto a caso, volevo prendere la metro verde giusto cosi’ per provare e riflettevo su alcune cose. Rispetto a quella di NY per esempio e’ veramente pulita, tra i binari della grande mela ricordo cibarie di tutti i tipi e di tutte le ere geologiche, topi capaci di azzannare un gatto e farlo fuori, interni ed esterni dei trei taggati dai vari writers che ci passavano, musicisti e musicanti (o aspiranti tali), un mondo, vita insomma! qui e’ tutto pulito, i binari non hanno una cicca, i treni non una tag o una scritta, musicanti neanche a parlarne, ho visto solo un paio di senzatetto chiedere l’elemosina ma di li’ a poco, probabilmente, sarebbero stati allontanati.
Altra cosa, che dovremmo imparare in Italia e’ una certa informalita’, forse lo dicevo anche nell’altro blog, ho visto un controllore (quello che esamina i biglietti all’ingresso della metro) su una sedia quasi a strasciconi, era comodo insomma mentre faceva il suo lavoro.
Sempre a proposito della TTC e’ buffo notare che mentre ad esempio a Firenze se un autista si ferma 10 metri dopo una fermata o ad un semaforo per far salire qualcuno lo fa a suo rischio e pericolo, qui e’ la procedura standard. Gli autobus poi sono tutti ibridi elettrico/benzina.

Oggi tanto per cambiare ho preso la metro sbagliata, che volete quella gialla e’ a forma di U e a volte non faccio caso a quale parte della U mi trovo.

Dopo essere sceso dalla metro verde mi sono incamminato come al solito, ad un certo punto incrocio due tizi che stanno parlando animatamente, le uniche parole che riesco a sentire sono “fucking tourist nerd“. Proseguo per la mia strada.

Finora ho incrociato tre indiani d’America (o almeno cosi’ mi sono sembrati, non si sa mai), uno chiedeva l’elemosina, un altro era praticamente a strasciconi ed il terzo non era molto convinto di quello che stava facendo. sigh!
Parlando di indiani d’India invece ne ho notati alcuni (nonostante questo) con libri di informatica in mano, tanto lo sappiamo che ci faranno (il verbo corretto forse e’ il presente) il mazzo.

Ancora la conosco troppo poco ma Toronto non e’ una citta’ turistica, non sono molte le attrazioni (se escludiamo i festival) che vi si possono trovare, la sua attrazione piu’ famosa e’ la CN Tower (che anche basta :)
Le strade sono enormi e non troppo affollate (qui c’e’ lo spazio) e per attraversare qualche blocco ti ci devi impegnare, in questi giorni mi sto impegnando parecchio e sto notando un tot di cose che preferisco appuntare adesso, fra poco tempo le avro’ gia’ metabolizzate.
Le pubblicita’ sono fatte di persone normali, in un paese del nord America non te lo aspetti ma uomini e donne nei manifesti non sono modelli presi dalle agenzie di grido ma uomini e donne del quotidiano, ispanici, neri, bianchi, gialli, verdi, grigio scuro.

Camminando a diverse ore ti accorgi di alcune differenze, di giorno e’ pieno di catene di cibo, abbigliamento, farmacia, ecc.. la sera, intorno alle 19 iniziano a chiudere e quello che rimane aperto sono solo i negozietti a cui non daresti un centesimo. In giro poi e’ pieno di pubblicita’ progresso sull’ambiente dalle strade al sottosuolo, cestini per la raccolta differenziata ovunque.
Simpatico e’ il fatto che sia rispetto a NY e London la percentuale di SUVvoni e’ notevolmente inferiore.

Arrivando dall’Italia e’ anche buffo trovarsi decine di madri di famiglia 50-60enni attrezzate di iPod e cuffiette, e’ la regola.

Forse in passato mi sono dimenticato di dirlo ma qui rispetto alle nostre parti il codice della strada ha alcune regole diverse, se non guidi puoi non far caso al fatto che su questi stradoni puoi sorpassare sia a destra che ha sinistra, la cosa strana invece sono i semafori, il verde e’ verde ma il rosso non e’ proprio rosso, e non parlo dello stereotipo napoletano :) in pratica se il semaforo e’ rosso e da sinistra non arriva nessun veicolo allora puoi girare alla tua destra, pedoni attenti insomma, anche se la precedenza e’ sempre dei bipedi.

E infine il Toronto Jazz Festival, passeggiando a caso l’ho trovato tra Bay e Queens, la cosa interessantissima che ho scoperto e’ il fatto che in teoria i concerti sono a pagamento 10-20-30$ fino a 130$, in realta’ se stai fuori dal tendone, in piedi o trovi una sedia di fortuna, ma non davanti agli artisti, e’ gratis, il tendone sotto cui si svolgono i concerti non viene chiuso insomma, bello :)
Ero in maglietta e iniziava a far freschino, alle 21 me ne sono andato.

scrivo troppo? :)

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