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Archive for the ‘partenza’ Category

Stasera festa di addio/arrovederco quasi completamente italiana.
E’ stato quasi come ricordare quella sera di alcuni mesi fa dove ho salutato gli amici fiorentini, in partenza per un futuro abbastanza ignoto.
Devo dire che e’ stato divertente, com’e’ andata, le persone e sopratutto un’atmosfera particolarmente vicina e rilassata.
Contrariamente ai giorni scorsi oggi mi sono sentito piuttosto rilassato, non succedeva da quando ho iniziato a pensare seriamente alla partenza, rilassato anche sugli aspetti piu’ personali che mi stanno accadendo e di cui ho scritto molto poco.

Stasera e’ stata diversa.
A fine festa, una volta uscito per tornare a casa, durante i miei quotidiani 20-30 minuti di cammino al freddo, mi sono sentito strano, stavo violando la neve, quel manto bianco che alle 2 del mattino e’ incontaminato era, pochi centimentri dietro di me, pieno di impronte numero 9½.
La neve della serata, quasi magica, stava attaccando anche sui miei vestiti.

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Sono stati cinque giorni interessanti, diversi oserei dire.
Il viaggio e’ partito con soli due punti fermi: il biglietto aereo sola andata TO-QC e le due citta’ da visitare, Quebec City e Montreal. Il resto abbiamo, piu’ o meno, improvvisato.
La partenza creativa, la hostess del volo low-cost sembrava ubriaca e l’ora di ritardo non ha assolutamente aiutato a rassicurarci, magari pero’ ce l’ha fatta prender bene.
Arrivati a QC il taxi ci porta a casa di Francois che ci ospitera’ per due giorni nel suo semi-seminterrato. Divertente giovane Quebecois che vive nella periferia di una citta’ quasi morta con alcuni coinquilini, tutti artisti o studenti del circo che vedremo il giorno della partenza e dell’arrivo. Il centro, bellino, lo si gira in due ore, il resto del tempo lo abbiamo passato in un ristorante marocchino, in un baretto francesizzante ed a casa a cucinare. La neve ed il freddo fuori non hanno aiutato..
Volevamo un po’ alcolizzarci ma anche qua il concetto di alcool e’ deviato dal proibizionismo, l’1% di alcool non e’ alcool.
Dallo scorso fine settimana Francois conosce alcune parole nuove. Meglio non pronunciarle in ambito accademico pero’..
Da QC a Montreal siamo arrivati con Martin (Marten), tramite un servizio di passaggi in auto chiamato Allo Stop, il nostro autista era un neolaureato nutrizionista che durante il viaggio si e’ bevuto Redbull e altre amenita’ del genere, speriamo bene per i suoi pazienti.
Arriviamo a Montreal e non troviamo la neve, siamo felici di questo, anche se il freddo e’ comunque significativo.
Pausa liberatoria da McDonald’s, non ci mettevo piede dal 1997.
Arriviamo a casa di Marco, vive col fratello e un ingegnere Romeno stabilitosi qua. La casa e’ “creativa” nel senso che una pulitina negli ultimi 10 anni potevano dargliela, inizialmente ci guardiamo in faccia e telepaticamente pensiamo di spostarci al nostro Piano B ma decidiamo di restare, pieno centro e siamo stanchi.
L’accoglienza e’ buona, usciamo per mangiare qualcosa e il locale ci “offre” mezzo litro di vino.
A casa dormiamo chi in cucina chi in salotto, entrambe situazioni che volevo personalmente evitare visti gli ultimi mesi della confraternita ma penso che sono gli ultimi giorni.
Il salotto ha un compagno di dormite, e’ un topino, un ratto lungo mezzo metro in realta’. Quasi divertente se non facesse schifo vedere questo animale in gabbia.
Restiamo 3 notti, non vediamo quasi gli inquilini tranne l’ultima sera, il piu’ interattivo e’ il romeno.
Incontriamo anche il nostro Piano B, Veronique, che troviamo nella media dei Quebecois, ovvero ignora il resto del Canada con un certo astio (“ne sapete piu’ voi appena arrivati del Canada che io che ci vivo”), e’ un’aspirante insegnante e lo diventera’.
L’ultima sera andiamo a bere un Moijito quasi degno del nome che porta, almeno un po’ di alcool c’e’.

Sia Quebec City che Montreal hanno comunque un’architettura diversissima da Toronto, sono piu’ “europee”, differenziate, le persone possono toccarti con un dito o colpirti con una mazza ferrata e non chiedono sempre e comunque “sorry” come a Toronto. Bene.
Abbiamo girato la zona degli spaccini al freddo, un po’ la vecchia Montreal, pagato per una chiesa nordamericana, visitato la parte inglese della citta’ e mangiato bene (a casa..).

Anche il ritorno e’ un passaggio in auto, ottenuto stavolta tramite craigslist in tre ore.
Ci troviamo in un van con alla guida una sigora greca avanti con l’eta’ che guida a zig zag su stada dritta, sua figlia che parla un po’ di italiano e due ragazzi che ci rivolgono la parola solo per chiederci dov’e’ la spazzatura.

Arriviamo a Toronto dopo 5 ore di viaggio, un sandwich lurido e un mandarino.

La doccia successiva mi ha fatto rinascere.
Adesso e fino alla mia partenza staro’ con un altro ragazzo di couchsurfing, situazione meravigliosa, lui giordano e simpatico.

Forse dovrei scrivere qualcosaltro, forse di piu’ personale ma non me la sento, non ne so nulla, sono confuso, le cavallette hanno assaltato il mio cervello.

I prossimi giorni saranno di saluti, non ce la posso fare, non voglio, sopratutto con alcune persone.

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Dopo la mattina dove ho appreso che in Italia devi starci il meno possibile, la sera c’e’ stata una festa a casa della giornalista dalla quale ho appreso dell’esistenza del visto che ho usato per venire qua.
Gran parte dei partecipanti erano possessori, come me, del WHV che permette di lavorare o far vacanza in Canada.

La compagnia si e’ rivelata simpatica e divertente, siamo finiti in giro per Toronto sotto la pioggia come una rimpatriata strana. Io poi alle 3 e qualcosa sono tornato a casa (ho attraversato la strada) che avevo questa mattina sveglia in orario decente.

Oggi pero’ un po’ di tristezza era nell’aria. A scuola di inglese ho salutato, questa era probabilmente l’ultima lezione, fra parenti e Quebec il mese prossimo non so quanto potro’ venire. Non credevo ma un po’ mi e’ dispiaciuto, anche se soltanto un giorno a settimana cominiciavo ad abiturarmi, l’insegnante piu’ affettuosa di quanto pensassi.
Oggi era anche il giorno della partenza di Anna, lei e’ rimasta qua solo 3 mesi ma e’ stata la prima, fra quelli che conosco meglio, ad andarsene, il prossimo saro’ io, in realta’ in certi momenti non vedo l’ora, che non voglio stare con l’angoscia. Per il resto tornare in Italia mi spaventa un po’.
Devo cercare una zattera.

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Ebbene si, anche Toronto ha i suoi ROM, anzi, il suo Royal Ontario Museum, che avevate pensato?!?
Scherzi a parte, ieri sono finalmente stato al museo che, fra l’altro, e’ a dieci minuti da casa mia.
Il mercoledi’ dalle 4.30pm a chiusura alle 5.30pm e’ gratuito, e si vede che viene apprezzato.
Decine di persone affollano, in maniera moderata, l’ingresso del museo.
Entro e mi trovo di fronte Triceratopi, Tirannosauri, Brontosauri e altri scheletri.
Le stanze accanto sono piene invece di uccelli, una grotta mostra l’habitat dei pipistrelli, alcuni bambini hanno paura di entrare mentre i genitori dicono “tranquillo, io sono qui”, davvero scene simpatiche.

La cosa bella e’ stata l’interattivita’, c’erano alcuni oggetti palesemente ricostruiti e altri originali che potevi toccare (oltre alla zona bambini), come la mandibola dello squalo (piccolo) che una ragazza dello staff del museo mi ha invitato a prendere in mano.
Limitata (o forse non ho fatto in tempo a vedere tutto) invece la parte europea mentre gli Egizi hanno la loro bella area.

La sera invece festicciola di pochi eletti per salutare Anna che sabato prendera’ il volo per la vecchia Italia.
Il prossimo saro’ io.

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Pochi giorni fa mi e’ arrivata una mail dalla BMO Bank of Montreal, una delle banche piu’ diffuse in Canada, il succo della mail era che mi hanno bloccato il conto corrente.
Peccato che io un conto alla BMO non l’ho mai avuto e, visto che ho ricevuto il messaggio sulla mia email privata (che pago) e non su gmail, hotmale, libero ecc, mi chiedo come lavorano veramente gli spammers.
Giusto per parlare.

La settimana scorsa sono successi un paio di strani episodi: ero un po’ giu’ di morale e in entrambi i casi sono prima passato davanti ad un locale che metteva musica non proprio allegra e poi, la sera del giorno successivo, sul marciapiede, un jazzista che suonava qualcosa in sintonia col mio stato d’animo.
Really weird..

(lo ammetto, inizio a non avere molti argomenti di cui parlare..)

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Come potete notare ultimamente sto scrivendo la mattina anziche’ la sera, avere connessione regolare una volta ogni 10 giorni non e’ proprio simpatico.

Ieri ho compiuto il primo passo verso il ritorno in Italia, ho venduto la bici. Devo dire che ci ho pure guadagnato ma un po’ mi e’ dispiaciuto, tutto quello che faro’ d’ora in poi sara’ nell’ottica di riempire una valigia.

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