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Archive for the ‘ontario’ Category

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Un pugno di ore mi separa dalla partenza.
Molti dei lettori di questo blog mi conoscevano quando sono partito, altri mi hanno incontrato in questi 177 giorni, qualcuno meno, altri mi hanno soltanto visto ed altri ancora solo letto, come un qualsiasi blog.
Tanto e’ cambiato, alcuni contatti rimarranno altri si perderanno col tempo, e’ normale, sara’ il futuro a riservarci sorprese e noi ad aiutarlo.

Prima che si verifichi questo pero’ mi piacerebbe un commento da te, giusto due parole, un pensiero, un ricordo per chiudere questo spazio che mi ha impegnato dall’inizio alla fine di questa mia permanenza (in attesa di..).

Attenzione!
Questo blog continuera’ per alcuni giorni dopo la fine del viaggio.

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Domani parto per Quebec City.

In un’occasione come questa dovrei essere molto felice, non ci sono mai stato, tutti ne parlano bene, ecc, ecc..
Avrei preferito rimanere a Toronto, ma sono contento di come parto, senza rimorsi.
Viva la sincertita’.

E, forse, viva le favole.

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Sabato ho dimenticato di dire che nel pomeriggio, prima della festa, sono anche stato all’AGO, Art Gallery of Ontario, una fila di 2 ore di lunghezza spropositata, pero’ scorreva piuttosto bene.
Era l’inaugurazione dopo i lavori e quindi ad ingresso gratuito. Interessante anche se il 90% delle targhette erano assenti, vedevi ma non sapevi cosa.
La “Galleria Italia“, quella visibile dall’esterno, era piena di nomi italiani sulle colonne in legno, finanziatori.

Sabato sera invece e’ stata la serata piu’ eccitante che ho avuto negli ultimi 5 anni. Ho cenato verso le 7-7.30 circa, dopo 15 minuti mi sono abbioccato per qualche minuto prima di pensare alla serata e, con un’interruzione di 15-20 secondi, mi sono svegliato alle 9.30 della domenica.

Domenica invece la gita nelle periferie torontesi e’ saltata per una buona causa, ma non importa.
Sapevo di una “Santa Claus parade“, perche’ no?
Esco di casa e, oltre al nevischio, noto uno strano traffico davanti casa. La parade passa su Bloor st, mi avvicino ed e’ in corso.
Atmosfera meravigliosamente strana. La visione che mi trovo davanti sono i due lati della strada pieni di gente, 40% bambini entusiasti accompagnati dai genitori, tutti infreddoliti, sedie, coperte, tutto il necessario per scaldarsi sotto quello che sara’ il primo regalo natalizio alla citta’ di Toronto, qualcuno piu’ credente di me potrebbe definirlo un regalo dal cielo, ha iniziato a nevicare bene, per poco piu’ di 20 minuti ma nevica durante la parata di Babbo Natale, qualcosa significhera’ (o anche.no).

La parata era sul commerciale andante, tutti i carri sponsorizzati, la Mattel con delle Barbie giganti, la Coca Cola con orsi altrettanto grandi, Sears, Canadian Tire, Zellers, e cosi’ via, bande da mezzo Nord America, i carri portavano bambini in costume urlanti “Merry Christmas” tutti contenti ma spesso infreddoliti da temperatura e neve.

Piccolo dettaglio: io non ero esattamente preparato a tutto questo, al freddo intendo, normalmente non porto i guanti ed anche in questa occasione mi mancavano, poi ero con la macchina fotografica in mano e le tenevo pure fuori, se aggiungete che per vedere dovevo star fermo capite che non era il massimo, anche se molto divertente.
L’ultimo carro era lui, si proprio lui, Santa Claus che salutava i bambini presenti
Una volta finita la parata tutte le centinaia e conetinatia di persone si sono alzate ed ordinatamente (quasi) si sono dirette verso i mezzi pubblici (St. George & Spadina stns principalmente), io ho proseguito infilando in un negozio caldo per poi, piu’ tardi, beccare Valerio.
Giornata quasi natalizia.

La sera avevamo un appuntamento per un evento sull’inizio dell’European Film Festival ad una struttura vicina al consolato polacco.
All’arrivo, inconsapevoli, scopriamo che e’ una serata di gala, presenti direttori e staff dei consolati europei, il nostro abbigliamento non era dei piu’ formali, ci siamo fatti notare ecco.
Abbiamo scroccato una cena a base di stuzzichini di vario tipo e un sacco di vino da tutta Europa (Grecia, Romania, Slovacchia, Francia, ecc.. per l’Italia c’era un rosso Negramaro, non poteva mancare l’immigrato, il vino cileno).
La nostra compagnia, conosciuta, era interessante, uno dei commensali si e’ fatto notare, come esempio mi verrebbe da citare il film “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” con Alberto Sordi, lui era un Sordi un po’ meno impacciato, la terra il Canada e non l’Australia, lei una italiana del 2009 e non la Cardinale.

Oggi e’ l’ennesimo giorno in cui ricevo pessime notizie da Firenze.
Vorrei non farmela prender male e vedere queste indicazioni come un “segno” che devo rimanerci poco, purtroppo non ci riesco; vengono da amici e da persone di cui pensavo di potermi fidare. Sono molto deluso.

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Questa e’ il week-end del gay pride, durante la settimana ci sono stati diversi eventi, oggi e domani sono i giorni clue, oggi la marcia piu’ politica domani il corteo vero e proprio.

La marcia di oggi me la sono persa, non l’ho trovata proprio (ho scoperto che dovevo girare a sinistra anziche’ a destra sulla Church St.)

Miei soliti giri che quasi mi perdo, mi ha fatto strano vedere una gran quantita’ di poliziotti in bici. Dato che qui e’ sempre consigliato avere protezioni su veicoli anche non a motore, anche loro avevano il casco, la cosa buffa era che sui loro c’erano delle bandierine arcobaleno.

Premessa: non sono stato al gay pride di Roma
In tardo pomeriggio mi ero programmato di passare in un paio di posti, capito pero’ nella strada degli eventi del pride, ovviamente salta tutto. Passeggiando mi fermo ad un palco dove con delle performances, largo pubblico ad applaudire, e’ divertente. Il presentatore fa un sacco di battute sul fatto che gli spettacoli sono per famiglie e bambini ma non e’ proprio cosi’.. le battute sulla chiesa e su gesu’ poi si sprecano (da noi sarebbe stato arrestato per vilipendio alla religione di stato?)
La cosa che piu’ si faceva notare era l’organizzazione, nei piu’ minimi dettagli, poi le sponsorizzazioni, a parte che la TD Canada sponsorizza un sacco di eventi culturali in giro per Toronto (Jazz Festival incluso), per la fiera del gay pride mi sono visto svariate tende con il loro logo ma una mi ha colpito particolarmente, ve lo immaginate un gruppo di ragazzi e ragazze in costume da bagno della (per esempio) Banca di Roma ed il loro logo impresso sulla pelle? io no, ma e’ questo che c’e’. La banca sembra sponsorizzare in maniera significativa l’intero evento ed in maniera non proprio convenzionale. La Banca di Roma avrebbe gia’ ricevuto la scomunica del Papa ed il ritiro di qualche miliardo di euro..

Le persone poi la cosa piu’ bella, qui le manifestazioni di affetto sono rare nel quotidiano, e non dico chissa’ cosa, anche il solo tenersi per mano, e’ molto piu’ facile vedere una coppia gay che una etero mano nella mano. Al gay pride le coppie ovviamente erano di tutti i tipi, giovani, vecchi, bianche, neri, verdi, rossi, camionisti incazzati, checche isteriche, aitanti marinai, tenere vecchiette, di tutto un po’.
Bambini ad ogni angolo, Family Pride che e’ parte dell’intero evento, tende del municipio di Toronto per la salute degli animali che le persone portano.
Ovviamente anche cose di dubbio gusto come quello/a (non ho capito) mezzo gnudo/a che si faceva fotografare mentre la gente soffiava nella bottiglia che aveva conficcata in culo, ma e’ il bello della varieta’ di sensibilita’; poi in giro a petto all’aria, uomini, donne, trans, ecc..

E’ un evento che coinvolge tutta la citta’, giornalisti TV divertiti, giornali pieni di notizie sull’evento, addirittura il Partito Liberale dell’Ontario presente con il suo candidato in uno stand nella fiera del pride.

Domani sara’ IL giorno del Gay Pride, il principale corteo. Pare inoltre che questa sia una delle manifestazioni LGBT piu’ grandi del Nord America e del mondo, tanto che sembra arriveranno persone da tutti gli USA.

nota: dal 2003 il Canada e’ uno dei paesi in cui l’omosessualita’ e’ motivo di asilo politico
nota2: il leader del Democratic Party (il PD) dell’Ontario ha pagato un pubblicita’ per dire “Happy Pride Day!”, ve lo immaginate, ora, Veltroni?

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