Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘nyc’ Category

Pochi giorni fa, grazie alla nuova stagista Anna, ho scoperto di essere un immigrato clandestino in territorio statunitense.
Direte, “ma se sei in Canada!”, e’ vero’, ma lo sarei stato anche se fossi ancora in Italia.
In pratica l’anno scorso, quando sono uscito dagli USA, alla frontiera col Canada non mi hanno tolto il foglietto I-94 verde (che tanto sicuramente torni negli States avranno pensato), quello che chiede se hai partecipato a qualche genocidio nazista. Questo comporta l’inserimento nella lista nera degli overstays, in due parole alla frontiera possono rispedirmi indietro.
Sono andato all’ambasciata ieri pensando (leggi: sperando disperatamente) di far qualcosa la’, invece dopo aver chiesto informazioni la sbirra da guardia, bussa alla finestrina delle informazioni e mi da un foglio con le istruzioni da seguire per togliermi da questo status. Il foglio veniva da un malloppone ed era a portata di mano, da questo deduco che non sono il solo ad avere questo “problema”. Mannaggia a loro.

Per risolvere la cosa devo mandare una lettera con cui dico che mi sto cospargendo la testa di cenere e un tot di documenti a London, nel Kentucky. Speriamo bene. La certezza della mia cancellazione sara’ solo dopo quattro mesi.
Non siamo soli nella burocrazia. Amara consolazione.

Ieri ho anche scoperto che il lavoro che ho fatto negli ultimi sei giorni va rifatto da capo, il boss ed il tipo logorroico non comunicano e quando lo fanno non si capiscono e mi danno le informazioni dimezzate e sbagliate.

Altro giro da Rivoli per Couchsurfing, abbiamo beccato un tizio di Toronto dirigente di una qualche organizzazione per la tutela degli animali, lui ed il suo amico avevano entrambi un tatuaggio “vegano” circondato da una pannocchia o giu’ di li’.
Quasi quasi me ne faccio uno “I eat meat“.
Personaggi di rilievo un ragazzo del Sud Dakota e New York (crisi d’identita’?) che si e’ fatto il viaggio in bici dagli USA a qua e un altro tizio, piu’ ragazzino, inglese di Londra, UK, che ha attraversato 25 paesi vivendo per un po’ in tutti quanti, lavoretti qua e la’ e insegnando Inglese, al massimo gli posso dare 22 anni.

Oggi primo giorno in cucina, pentolame e altre cose limitati ma me la sono cavata, purtroppo solo scatolette o cibo a lunga conservazione, che le condizioni igeniche dei frighi non sono egrege e poi devo indagare quante cose spariranno.

nota: mentre aggiungevo le categorie a questo post ho visto due scoiattoli salire su un albero, acchiappare qualcosa e scendere, tutto nell’arco di 5 secondi.

Annunci

Read Full Post »

Toronto (cirono come dicono qua) non ha un vero immaginario ma ne e’ stato creato uno generico, immaginato.
Non ha i palazzi di NYC, non ha la vicinanza, i punkettoni e la famiglia reale di Londra, non ha la storia di Berlino e non ha la filmografia di queste citta’.
Ma al contempo ha (quasi) tutto questo.
Non e’ una citta’ turistica, le dita di una mano sono troppe per elencare le sue attrazioni turistiche.
Ha pero’ una peculiarita’ che molte citta’ dalle nostre parti stanno perdendo o hanno perso da tempo: e’ a misura di essere umano, servizi, pedoni prima di tutto, ma sopratutto cultura e investimenti, voglia di vivere che leggi nei volti delle persone. Tanta.
Atteggiamenti, stili, da noi un 16enne sarebbe “additato” qui 40-45enni in skate o pattini per strada invece di auto e metro, arzilli 60enni scatenati quando dalpalco il jazzista di turno invita un “move your feet! move your feet!..” snobbati (o quasi) da noi e comunque casi rari. Famiglie giovani, forse troppo, mercato e organizzazione troppo inseriti nella quotidianita’ e tradizioni parentali/nazionali seguite senza stare al passo coi tempi.
Occhi e volti meravigliosi, vitali, sorridenti. Felici.
Un pubblico eterogeneo, ditutte le eta’, applausi e ovazioni da grandi occasioni. Bello.

Quanti gabbiani..

Giretto anche al Kensington Market, la zona portoghese con bancherelle che vendono di tutto.

Mi sono beccato anche una sorta di critical mass, oltre alle bici in realta’ era pieno di mezzi con ruote e spinti da piedi, di tutte le forme.

Read Full Post »

Partiamo dell’inizio

Le mie coinquiline sono un po’ di fòri.
Comprendo che alle 2 del mattino hai fame e capisco che se sei con degli amici a casa vi fate qualcosa, ma strillare come fossero le 2 del pomeriggio un po’ meno, eccheccazz..!

Oggi giretto a caso, volevo prendere la metro verde giusto cosi’ per provare e riflettevo su alcune cose. Rispetto a quella di NY per esempio e’ veramente pulita, tra i binari della grande mela ricordo cibarie di tutti i tipi e di tutte le ere geologiche, topi capaci di azzannare un gatto e farlo fuori, interni ed esterni dei trei taggati dai vari writers che ci passavano, musicisti e musicanti (o aspiranti tali), un mondo, vita insomma! qui e’ tutto pulito, i binari non hanno una cicca, i treni non una tag o una scritta, musicanti neanche a parlarne, ho visto solo un paio di senzatetto chiedere l’elemosina ma di li’ a poco, probabilmente, sarebbero stati allontanati.
Altra cosa, che dovremmo imparare in Italia e’ una certa informalita’, forse lo dicevo anche nell’altro blog, ho visto un controllore (quello che esamina i biglietti all’ingresso della metro) su una sedia quasi a strasciconi, era comodo insomma mentre faceva il suo lavoro.
Sempre a proposito della TTC e’ buffo notare che mentre ad esempio a Firenze se un autista si ferma 10 metri dopo una fermata o ad un semaforo per far salire qualcuno lo fa a suo rischio e pericolo, qui e’ la procedura standard. Gli autobus poi sono tutti ibridi elettrico/benzina.

Oggi tanto per cambiare ho preso la metro sbagliata, che volete quella gialla e’ a forma di U e a volte non faccio caso a quale parte della U mi trovo.

Dopo essere sceso dalla metro verde mi sono incamminato come al solito, ad un certo punto incrocio due tizi che stanno parlando animatamente, le uniche parole che riesco a sentire sono “fucking tourist nerd“. Proseguo per la mia strada.

Finora ho incrociato tre indiani d’America (o almeno cosi’ mi sono sembrati, non si sa mai), uno chiedeva l’elemosina, un altro era praticamente a strasciconi ed il terzo non era molto convinto di quello che stava facendo. sigh!
Parlando di indiani d’India invece ne ho notati alcuni (nonostante questo) con libri di informatica in mano, tanto lo sappiamo che ci faranno (il verbo corretto forse e’ il presente) il mazzo.

Ancora la conosco troppo poco ma Toronto non e’ una citta’ turistica, non sono molte le attrazioni (se escludiamo i festival) che vi si possono trovare, la sua attrazione piu’ famosa e’ la CN Tower (che anche basta :)
Le strade sono enormi e non troppo affollate (qui c’e’ lo spazio) e per attraversare qualche blocco ti ci devi impegnare, in questi giorni mi sto impegnando parecchio e sto notando un tot di cose che preferisco appuntare adesso, fra poco tempo le avro’ gia’ metabolizzate.
Le pubblicita’ sono fatte di persone normali, in un paese del nord America non te lo aspetti ma uomini e donne nei manifesti non sono modelli presi dalle agenzie di grido ma uomini e donne del quotidiano, ispanici, neri, bianchi, gialli, verdi, grigio scuro.

Camminando a diverse ore ti accorgi di alcune differenze, di giorno e’ pieno di catene di cibo, abbigliamento, farmacia, ecc.. la sera, intorno alle 19 iniziano a chiudere e quello che rimane aperto sono solo i negozietti a cui non daresti un centesimo. In giro poi e’ pieno di pubblicita’ progresso sull’ambiente dalle strade al sottosuolo, cestini per la raccolta differenziata ovunque.
Simpatico e’ il fatto che sia rispetto a NY e London la percentuale di SUVvoni e’ notevolmente inferiore.

Arrivando dall’Italia e’ anche buffo trovarsi decine di madri di famiglia 50-60enni attrezzate di iPod e cuffiette, e’ la regola.

Forse in passato mi sono dimenticato di dirlo ma qui rispetto alle nostre parti il codice della strada ha alcune regole diverse, se non guidi puoi non far caso al fatto che su questi stradoni puoi sorpassare sia a destra che ha sinistra, la cosa strana invece sono i semafori, il verde e’ verde ma il rosso non e’ proprio rosso, e non parlo dello stereotipo napoletano :) in pratica se il semaforo e’ rosso e da sinistra non arriva nessun veicolo allora puoi girare alla tua destra, pedoni attenti insomma, anche se la precedenza e’ sempre dei bipedi.

E infine il Toronto Jazz Festival, passeggiando a caso l’ho trovato tra Bay e Queens, la cosa interessantissima che ho scoperto e’ il fatto che in teoria i concerti sono a pagamento 10-20-30$ fino a 130$, in realta’ se stai fuori dal tendone, in piedi o trovi una sedia di fortuna, ma non davanti agli artisti, e’ gratis, il tendone sotto cui si svolgono i concerti non viene chiuso insomma, bello :)
Ero in maglietta e iniziava a far freschino, alle 21 me ne sono andato.

scrivo troppo? :)

Read Full Post »

Quando e’ scomodo scrivere a penna mi appunto le cose sul telefonino.

L’altro giorno, quando la Spagna ha affondato gli azzurri nazionali alla stazione della metro non sapevo quale prendere, ero davanti alla mappa e mi si avvicina un tizio, mi chiede da che partedevo andare e mi indica quale treno prendere.
Ho pensato che volesse qualcosa, non sono avvezzo alla gentilezza delle persone. Dovro’ abituarmi? :)

Qui, cosi’ come a New York, anche se in misura minore, c’e’ sempre puzzo di cibo, la “pizza” la fa da padrona, che poi definirla pizza e’ davvero eccessivo.

A proposito di cibo, una cosa che ho notato qua e che dalle nostre parti vedo molto molto meno e’ vedere molti geniroti con figli (25-30enni) a pranzo/cena fuori (cibo veloce di solito, ma non solo..), anche l’altro giorno alla partita.

Una cosa invece che ho “apprezzato” sono i senzatetto, gli homeless. Ci sono. Non che sia contento che esistano (si, insomma avete capito!), ma il fatto che siano visibili e anche in downtown; non sono nascosti come a NY dove erano piu’ unici che rari a Manhattan.

Ultima nota per oggi.
Ma quanto diavolo comprano qua? Trovi centri commerciali dove meno te li aspetti (ahah, ho scovato la beta del nuovo sito TTC), luoghi dove due elefanti di medie dimensioni possono tranquillamente passeggiare proboscide nella proboscide senza dare troppo nell’occhio. La cosa sconcertante e’ il fatto che sono perennemente pieni di persone con le dita sul POS, comprendo che il mercato gira una cifra qua, ma che case hanno? sicuramente piu’ grandi della camera che ho affittato! 8^)

buona serate

nota a margine: i motori di ricerca iniziano a fare il proprio mestiere..

Read Full Post »