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Archive for the ‘metro’ Category

Dopo la neve della mattinata di ieri il pomeriggio si e’ rivelato particolarmente freddo.
Inutile dire che streetcar, autobus e metro, unitite al fatto che molte stazioni escono direttamente sui caldi e accomodanti centri commerciali, ci hanno salvati nell’ultimo giro turistico di Ale a Toronto.

Niente di significativo tranne la sera, al concerto di Elisa (anche questo gratis), stile sagra paesana, principalmente italiani ovviamente, coda non troppo lunga sala grande ma non stadio come sarebbe ovvio in Italia, ma e’ normale.
Bella la voce, il concerto, personalmente, non mi ha entusiasmato, ma forse perche’ non ero in vena o non sapevo che fare, ma e’ un altro discorso :/

A fine concerto siamo usciti e abbiamo iniziato a fare commenti sul concerto, ci accorgiamo, se ne accorge lui in realta’, che il tipo accanto a noi e’ il bassista del gruppo, simpatico sul palco e fuori. Fortuna che i commenti non erano cattivi.

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Ieri sono stato a vedere Umberto Eco che presentava il suo ultimo libreo “Umberto Eco “Turning Back the Clock: Hot Wars and Media Populism” (A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico) all’universita’ di Toronto, evento organizzato dall’IIC. In Italia non lo avevo mai visto, e’ stato interessante.
Piccolo particolare fastidioso, l’auditorium e’ vicino casa, su Bloor, molto vicino, il che significa che e’ anche molto vicino alla stazione di incrocio tra la linea gialla e la linea verde, la frequenza dei treni nel sottosuolo nelle ore di punta e’ di due minuti (cinque quando non la prende nessuno..), nessun treno ha fatto ritardo, ogni 120 secondi si sentiva benissimo il trambusto dei convogli.
Davvero svegli a costruire un auditorium accanto alla stazione.

Mi sono informato un po’ sui salari nel mio campo e l’altro giorno ci ho provato, ho chiesto un aumento. Negato. Dato che e’ un’organizzazione ambientalista la gente viene pagata una ceppa, me compreso come ultimo arrivato. Sono una calamita per le situazioni sfigate.
Intanto in questo periodo sto importando qualcosa come 90 mila nomi di persone che hanno donato qualcosa a questa organizzazione, vabbe’.
Nella sezione chi ci finanzia del sito c’e’ trovo anche questo:
Our single largest contribution from a foundation – $205,000 – came from the Open Society Institute“, per chi non lo sapesse OSI e’ una creatura del finanziere filantropo George Soros. Buffo esser stipendiato da un tale personaggio..

La settimana scorsa i miei confratelli sono stati capaci di tenere due sacchi della spazzatura sul portico per 4-5 giorni, per il piacere di piccioni, scoiattoli e, probabilmente, procioni, che qui sembrano aggressivi come orsi grizzly da come ne parla la gente. Non ho avuto il coraggio di toccare i sacchetti per paura di prendermi una di quelle malattie di cui non esiste piu’ cura, non ho gli anticorpi sufficientemente forti per vivere normalmente qua.
Un giorno sono uscito di casa per andare a lavorare e mi sono trovato il contenuto del sacchetto davanti allo scalino, opera degli animaletti affamati di cui sopra, torno dall’ufficio e la scena non e’ cambiata, esco e rientro, dietro di me c’e’ Peter che spostera’ tutto da una parte, presumo, col piede.
Per chi mi legge e non mi conosce potrei sembrare piuttosto schizzinoso/fighetto, vi assicuro che non e’ cosi’. Qua, alcune situazioni fanno proprio schifo.
L’altro ragazzo che come me non e’ parte della confraternita ha rifatto il tetto della cucina, due giorni fa la donna delle pulizie ha reso quasi brillante la zona cucina, ieri il tipo si e’ messo a rifinire tutto, immaginate le condizioni. (e io che mercoledi’ ero tutto contento, “oggi mangio a casa!“, speranza caduta immediatamente.)

A proposito di schifo. L’altro giorno ho letto sul giornale che la Greyhound, una delle piu’ grosse ed usate compagnie di trasporti su ruota del Nord America, in Canada ha avuto alcuni casi di esposizione a tubercolosi, nel 2008 e in un paese dei piu’ avanzati al mondo.
Dopo il caso (non isolato, scopro ora) di decapitazione avvenuto non molto tempo fa, e’ un colpo non da poco per l’azienda (per i passeggeri dovrei dire).
Intanto io mi cerco un passaggio a London per il giorno del ringraziamento, che non si sa mai.

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Oggi al lavoro ho passato la mattinata a riorganizzare le mie foto canadesi, un disastro, devo finire.

Pomeriggio tranquillo, non ve ne importera’ nulla ma ho finalmente una situazione decente per quanto riguarda i vestiti, non sono piu’ costretto a spargerli ovunque ci sia uno spazietto vuoto.

Martedi’, serata Couchsurfing, meno entusiasmo del solito ma un sacco di visitatori dall’Europa al Sud America passando per il Giappone, piu’ chiacchere delle altre volte. Via via che passa il tempo mi sento e mi sentono sempre piu’ un questa sorta di comunita’ CS torontese, e la cosa mi piace assai.
Mentre andavo a prendere la metro ho trovato una fila ordinata di 100m per entrare, non ci volevo credere, non pensavo fosse possibile, ma anche questo e’ Toronto. Solo un tizio ha scavalcato, ma nessuno ha detto niente. Un po’ apatici pero’.

Sono uscito dalla stazione dei bus/metro con un tizio che contava i passi e si muoveva secondo una sua logica, qualcuno sa dirmi come si dice in italiano questa cosa?

La serata finisce con un salto da Tim Hortons per una cioccolata calda.

Mi sto abituando ai tempi di questa citta’, oggi sono uscito poco dopo le 8pm e sono rientrato da una mezzoretta, alle 11.30pm, la maggioranza degli altri CSers locali se ne erano gia’ andati, eravamo rimasti praticamente solo io e Cat.
Sto davvero apprezzando i ritmi, i volti, le persone, la vita di questa comunita’ nordamericana, vicina ma lontana dagli USA allo stesso tempo.
La cosa che devo modificare ancora forse sono i profili che mi creo, basso profilo d’ora in poi.

Vado a letto, domani sara’ una giornata piena, fatemi un in bocca al lupo.

nota: mi devo comprare un cappello.

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Martedi’.
Contrariamente alle mi previsioni, quelle cioe’ di utilizzare la bici come mezzo principale per muovermi per street ed avenue di Toronto, ho preso la tessera metro mensile anche per questo mese.

In questi due giorni di settembre ho fatto diversi giri in citta’ e mi sono reso conto che non posso tornare/arrivare ogni volta in condizioni pietose, e’ una di quelle poche cose su cui non transigo e che odio profondamente, non riuscirei a sopportarlo.

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Il mio boss e’ un po’ demente.
Devo fare la transizione del sito a cui sto lavorando e c’e’ bisogno di piu’ spazio. Essedo il mio referente giorni fa gli ho chiesto di aumentarlo, mi ha risposto che di queste cose e di altre informazioni di cui ho bisogno se ne occupa un altro tizio (che non risponde alle mail).
Ieri (lunedi’) mattina il tizio viene e io, ingenuamente, espongo i miei quesiti, capisco (me lo dice esplicitamente) che lui non ne sa una ceppa, mi tiene un’ora ripetendo cinque volte le stesse tre cose per non arrivare a niente. Rispondo malino.
E’ la prima volta che mi arrabbio in inglese, e’ divertente.

Questo e’ ovviamente un tipo a cui piace ciarlare, parlava un inglese simile al mio e non ho mai capito il suo ruolo qua dentro. Mi interessa veramente? I don’t think so.

Oggi ho risolto, in parte, i problemi di spazio ed ho mandato un aggiornamento al capo, candidamente mi risponde “se hai bisogno di maggiore spazio dimmelo, che ne faccio richiesta al fornitore“, ho perso 4 giorni per una stronzata mannaggia a lui. Ma anche di questo mi importa il giusto.

Oggi il tizio e’ tornato da me, sono riuscito a liquidarlo in cinque minuti, ne sono orgoglioso (si, mi accontento di poco!).

Oggi ho comprato il poderoso biciclo che usero’ da settembre come mezzo di trasporto esclusivo (spero). Meno di 100$ ed in buone condizioni, pare. Il venditore, tale Sergei, mi ha fornito di freni di riserva e pennarello per dipingere la parte meno colorata, molto disponibile devo dire.
L’ho presa ad High Park, non troppo vicino da downtown. Qui si puo’ e ne ho approfittato per avvicinarla a casa in metro, lasciandola vicino ad una delle stazioni per proseguire la serata.

Prima di ritirarci siamo andati al secondo meeting settimanale di Couch Surfing Toronto, da Rivoli, anche se un po’ buio e musica troppo alta per parlare tranquillamente, l’ambiente e’ sicuramente interessante sia come persone che come locale, non troppo expensive per essere Toronto. Ci torneremo, magari un po’ prima, vista la quantita’ di persone, i posti a sedere scarseggiano. Ottimo metodo di spikkare l’inglish, persone da mezzo mondo ma anche molti autoctoni.
Ho reincontrato la ragazza che avevo conosciuto al Free Hugs Day ed e’ stato piu’ semplice rompere il ghiaccio.
Coincidenza ha voluto che una volta tornato a casa mi sono trovato nella cassetta della posta la cartolina di CouchSurfing per ri-diventare utente verificato.

Il ritorno e’ stato leggermente faticoso. Prima volta in assoluto da quando sono qua che non prendo la metro per tornare a casa, stavolta solo streetcar e bici. Non immaginavo pero’ che dalla stazione di Bathust a St Clare Ave ci fossero delle salite e meta’ strada rotta, se ci aggiungete che da piu’ di due mesi prima di fratturarmi il malleolo non toccavo una bici potete capire come mi sono sentito, ma sono arrivato comunque a casa in meno tempo di quanto pensassi.

Oggi giorno di acquisti, oltre alla bici mi sono deciso a comprare la versione inglese originale del libro che sto leggendo, Shock Doctrine.

Non l’ho scritto ma 3 (quasi 4) giorni fa, il 16 agosto, ho fatto 2 mesi di permanenza nel paese degli aceri.

nota: nelle statistiche di questo blog qualcuno mi ha trovato cercando la parola culo
nota2: oggi pensavo di non scrivere quasi nulla

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Ok, le possibilita’ sono due:
1. sono fortunato, e questa la scarto subito
2. la piogga fa orario d’ufficio e tornando a casa si fa vedere

anche oggi l’ho scampata quasi per un pelo, il tempo di tornare, farmi una doccia e mettere qualcosa sul fuoco (pardon, i fornelli sono elettrici, odio) ed e’ venuto giu’ per 15 minuti il diluvio universale, poi basta. Incredibile.

Come promesso oggi ho iniziato a cercare una bici, vediamo se riesco a trovare qualcosa di decente entro la fine della settimana, non ne posso piu’ di queste differenze di temperatura tra luoghi al chiuso con aria condizionata, fuori caldo umido, stazione metro molto caldo e umido e treni, streetcar e bus freddi. Alla fine se va avanti cosi’ mi prendo davvero qualcosa :(

Ieri sera ho fatto un salto allo Sneaky Dee’s, posto decisamente interessante.

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Non so da dove iniziare, quindi comincero’ dalla fine.

Stasera, tornando alla mia reggia, ho visto un sacco di luci sul terrazzino di un paio di case oltre la mia e troppe macchine parcheggiate per strada (due..). Stavano girando un film o una pubblicita’, la cosa che si notava di piu’ era un’affettatrice..

Ho girato almeno 7-8 scuole di inglese, mi hanno dato tutte l’idea di entrare in qualcosa di molto simile a quello che ho trovato a New York quindi, a parte quella che sto seguendo (gratis) ed un’altra di cui mi hanno parlato tutti molto bene ma che posso frequentare solo un giorno a settimana da settembre, ho deciso che investiro’ qualche risparmio in alcool, che possiamo definire un altro genere di scuola, ne ho gia’ spesi troppi in formazione farlocca, meglio divertirsi.

Ok, arriviamo al significato del titolo.
Avete letto tutti quanti della mia ricerca di casa, dei posti coi topi, con le pareti creative o l’odore “particolare” di queste zone.
L’altro giorno dopo settimane di ricerca mi sono deciso a chiamare il contatto che mi avevano dato e che, per email, non rispondeva mai, tale Monhit o qualcosa del genere.

Ci fisso per le 6.30 di lunedi’, lui e’ un indiano che per vivere fa anche questo, ha in gestione delle stanze in questa struttura, forse anche in altre, sembra un tipo tranquillo e ispira fiducia ma sa bene in fatto suo.

Lo dico solo adesso che volevo averne la conferma, avendo sborsato per primo e ultimo mese, scaramanzia lo sapete..
Per farla breve dal 1 settembre andro’ a vivere in una confraternita, la Alpha Delta Phi di Toronto (non so se e’ proprio quella giusta :P, fra i suoi alumni compaiono personaggi come Rockfeller).

Quello che mi hanno raccontato e’ esattamente l’immaginario che si ha dalle decine di film mmerigani che passano le nostre tv. Per chi non lo conoscesse consiglio Animal House (soprannome dato dal mio contatto alla casa in questione).
Mi raccontavano di aver visto buttar giu’ divani, sedie, poltrone ecc da questa casa.

La visita non e’ stata delle migliori, delirio completo, poltrone, sedie, panche ovunque per terra, accompagnate da sporco diffuso. Stanno per chiamare un’impresa di pulizie perche’, come diceva Seth, che mi ha portato in giro per casa prima dei 45minuti di ritardo di Monhit: “e’ estate, non c’e’ nessuno e a chi c’e’ non importa molto, poi dopo le vacanze noi studiamo molto, non come in Europa o in Italia che all’universita’ vi divertite e studiate poco“.

Avevo due scelte, una stanza piccola al terzo (secondo) piano sotto il soffitto con la finestra rotta e poca voglia di ripararla, e una piu’ grande al pian terreno o al primo piano come dicono qua (vicino alla cucina..) con il bagnetto privato interno. Ho optato per quest’ultima. E’ vero che la pago un po’ di piu’ (con i prezzi italiani e’ ok, con quelli di qua un po’ meno, nonostante lo sconto) ma e’ anche vero che sto prendendo questa nuova sistemazione come un’esperienza, vivere con 13 confratelli sara’ divertente :)

La zona fra l’altro e’ fighissima: dall’altra parte della strada c’e’ l’Istituto Italiano di Cultura, a 3-400 metri la stazione della metro di St. George e in 5 minuti a piedi sono in ufficio, inoltre la zona e’ ben predisposta per raggiungere praticamente tutto dalla Chinatown Spadina/Dundas, la Little Italy di College st., la vita di Queen/Richmond/Adelaide/King, e’ la parte ad ovest di downtown, quella piu’ viva, ma sopratutto e’ la tavola numero 6 della mia mappa di Toronto, e’ un po’ come quando su una cartina vedere tutta la citta’ ma sul retro c’e’ il particolare della zona piu’ centrale o piu’ fighetta, io sono li’! e da come potrete capire, piglia bene! :)

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