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Archive for the ‘jazz’ Category

Pochi giorni fa mi e’ arrivata una mail dalla BMO Bank of Montreal, una delle banche piu’ diffuse in Canada, il succo della mail era che mi hanno bloccato il conto corrente.
Peccato che io un conto alla BMO non l’ho mai avuto e, visto che ho ricevuto il messaggio sulla mia email privata (che pago) e non su gmail, hotmale, libero ecc, mi chiedo come lavorano veramente gli spammers.
Giusto per parlare.

La settimana scorsa sono successi un paio di strani episodi: ero un po’ giu’ di morale e in entrambi i casi sono prima passato davanti ad un locale che metteva musica non proprio allegra e poi, la sera del giorno successivo, sul marciapiede, un jazzista che suonava qualcosa in sintonia col mio stato d’animo.
Really weird..

(lo ammetto, inizio a non avere molti argomenti di cui parlare..)

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Saro’ veloce che ho sonno.

Finalmente un po’ di movida, anche se molto tranquilla.
Oggi mi sono organzzato meglio, orari piu’ nordamericani :)

Alle 19.30 circa (anzi le 7.30pm) ero al Just for Laughs Festival, e in effetti c’era da ridere, molti gli artisti di strada che intrattenevano le centinaia di persone presenti, ad alcuni spettacoli era impossibile vedere alcunche’ dalla quantita’ di persone. Una festa per i bambini insomma, di tutte le eta’.
(Fra l’altro mi e’ pure parso di vedere lei, falso)

Come da programma alle 9 sono ripartito per il Beaches Jazz Festival: In alcuni punti era impossibile camminare dalla quantita’ di gente presente, grandi, medi, piccini, a mandorla, neri, kkk (no, questi per fornuna rimangono nell’Illinois, mentre scrivevo mi e’ venuta in mente questa divertente scena di un po’ di anni fa), hiphop, un po’ di tutto insomma. Vivo.
Ho finito la serata in un Club, come li chiamano qua, The Annex Wreck Room su Bathurst Street, ma credo di aver sbagliato serata, vediamo la prossima volta.
ps: pero’ ho il timbro sulla mano (lavabile con acqua la prima volta:)

nota: se qualcuno dovess trasferirsi da queste parti, per sempre o per un periodo, consiglio vivamente di trovarsi un posto nella zona Annex, confrontata con NYC e’ un po’ un incrocio tra Soho ed il Greenwitch Village.
nota2: mentre scrivo questo post ho ricevuto la mia prima puntura da una zanzara nordamericana.

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Ieri sera volevo tornare al Beach Jazz Festival. Solito giro bus+metro+bus, uscito dalla metro pero’ mi trovo spiazzato, c’e’ un altro festival! uno per ridere stavolta, il Just for Laughs, il famoso hahaha.com
Erano le 9.45 e stava per finire, mi dirigo allora alla mia meta originaria, ma anche questa e’ li’ li’ per terminare.

Nel frattempo ho visto un’altra stanza e mi sono beccato il secondo tizio in biblioteca che soffre di flatolenza romorosa, deve essere di moda andare a farle in biblioteca. ;-)

Devo abituarmi ad uscire presto la sera..

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Stasera sono andato all Beach International Jazz Festival, ho alzato bandiera bianca.
E’ in effetti un altro mondo, in pratica hanno chiuso una strada dal 1897 al 2375, un bel pezzo, e ogni 100 metri circa un gruppo o un tizio suonava, dal tipo fermo immobile per due ore con chitarra e microfono, passando per il gruppetto jazz proseguendo con i gruppi rock e con l’orchestra, un po’ di tutto insomma. Ognuno aveva il suo pubblico, dalle ragazzine urlanti ai distinsi signori, accanto, a ballare o accennare segni di movimenti, molto giovani e molto anziani fianco a fianco, una neo-mamma aspirante frik, scene anche buffe.
Senza un filo di retorica alla fine sono venuto via con un po’ di vergogna addosso (stava anche chiudendo.. orario 19.00-23.00). Vedere Firenze che da questo punto di vista supporta iniziative di tizi morti da 500 anni fa venire una tristezza non indifferente.

La cosa bella e’ che qui, nonostante cio’ che dicono i locali, i mezzi pubblici funzionano e di traffico da parcheggio, nonostante la strada fosse piena di gente, neanche l’ombra. Puoi spostarti sul serio 24 ore su 24, capillarmente, per tutta la citta’.

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Toronto (cirono come dicono qua) non ha un vero immaginario ma ne e’ stato creato uno generico, immaginato.
Non ha i palazzi di NYC, non ha la vicinanza, i punkettoni e la famiglia reale di Londra, non ha la storia di Berlino e non ha la filmografia di queste citta’.
Ma al contempo ha (quasi) tutto questo.
Non e’ una citta’ turistica, le dita di una mano sono troppe per elencare le sue attrazioni turistiche.
Ha pero’ una peculiarita’ che molte citta’ dalle nostre parti stanno perdendo o hanno perso da tempo: e’ a misura di essere umano, servizi, pedoni prima di tutto, ma sopratutto cultura e investimenti, voglia di vivere che leggi nei volti delle persone. Tanta.
Atteggiamenti, stili, da noi un 16enne sarebbe “additato” qui 40-45enni in skate o pattini per strada invece di auto e metro, arzilli 60enni scatenati quando dalpalco il jazzista di turno invita un “move your feet! move your feet!..” snobbati (o quasi) da noi e comunque casi rari. Famiglie giovani, forse troppo, mercato e organizzazione troppo inseriti nella quotidianita’ e tradizioni parentali/nazionali seguite senza stare al passo coi tempi.
Occhi e volti meravigliosi, vitali, sorridenti. Felici.
Un pubblico eterogeneo, ditutte le eta’, applausi e ovazioni da grandi occasioni. Bello.

Quanti gabbiani..

Giretto anche al Kensington Market, la zona portoghese con bancherelle che vendono di tutto.

Mi sono beccato anche una sorta di critical mass, oltre alle bici in realta’ era pieno di mezzi con ruote e spinti da piedi, di tutte le forme.

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Partiamo dell’inizio

Le mie coinquiline sono un po’ di fòri.
Comprendo che alle 2 del mattino hai fame e capisco che se sei con degli amici a casa vi fate qualcosa, ma strillare come fossero le 2 del pomeriggio un po’ meno, eccheccazz..!

Oggi giretto a caso, volevo prendere la metro verde giusto cosi’ per provare e riflettevo su alcune cose. Rispetto a quella di NY per esempio e’ veramente pulita, tra i binari della grande mela ricordo cibarie di tutti i tipi e di tutte le ere geologiche, topi capaci di azzannare un gatto e farlo fuori, interni ed esterni dei trei taggati dai vari writers che ci passavano, musicisti e musicanti (o aspiranti tali), un mondo, vita insomma! qui e’ tutto pulito, i binari non hanno una cicca, i treni non una tag o una scritta, musicanti neanche a parlarne, ho visto solo un paio di senzatetto chiedere l’elemosina ma di li’ a poco, probabilmente, sarebbero stati allontanati.
Altra cosa, che dovremmo imparare in Italia e’ una certa informalita’, forse lo dicevo anche nell’altro blog, ho visto un controllore (quello che esamina i biglietti all’ingresso della metro) su una sedia quasi a strasciconi, era comodo insomma mentre faceva il suo lavoro.
Sempre a proposito della TTC e’ buffo notare che mentre ad esempio a Firenze se un autista si ferma 10 metri dopo una fermata o ad un semaforo per far salire qualcuno lo fa a suo rischio e pericolo, qui e’ la procedura standard. Gli autobus poi sono tutti ibridi elettrico/benzina.

Oggi tanto per cambiare ho preso la metro sbagliata, che volete quella gialla e’ a forma di U e a volte non faccio caso a quale parte della U mi trovo.

Dopo essere sceso dalla metro verde mi sono incamminato come al solito, ad un certo punto incrocio due tizi che stanno parlando animatamente, le uniche parole che riesco a sentire sono “fucking tourist nerd“. Proseguo per la mia strada.

Finora ho incrociato tre indiani d’America (o almeno cosi’ mi sono sembrati, non si sa mai), uno chiedeva l’elemosina, un altro era praticamente a strasciconi ed il terzo non era molto convinto di quello che stava facendo. sigh!
Parlando di indiani d’India invece ne ho notati alcuni (nonostante questo) con libri di informatica in mano, tanto lo sappiamo che ci faranno (il verbo corretto forse e’ il presente) il mazzo.

Ancora la conosco troppo poco ma Toronto non e’ una citta’ turistica, non sono molte le attrazioni (se escludiamo i festival) che vi si possono trovare, la sua attrazione piu’ famosa e’ la CN Tower (che anche basta :)
Le strade sono enormi e non troppo affollate (qui c’e’ lo spazio) e per attraversare qualche blocco ti ci devi impegnare, in questi giorni mi sto impegnando parecchio e sto notando un tot di cose che preferisco appuntare adesso, fra poco tempo le avro’ gia’ metabolizzate.
Le pubblicita’ sono fatte di persone normali, in un paese del nord America non te lo aspetti ma uomini e donne nei manifesti non sono modelli presi dalle agenzie di grido ma uomini e donne del quotidiano, ispanici, neri, bianchi, gialli, verdi, grigio scuro.

Camminando a diverse ore ti accorgi di alcune differenze, di giorno e’ pieno di catene di cibo, abbigliamento, farmacia, ecc.. la sera, intorno alle 19 iniziano a chiudere e quello che rimane aperto sono solo i negozietti a cui non daresti un centesimo. In giro poi e’ pieno di pubblicita’ progresso sull’ambiente dalle strade al sottosuolo, cestini per la raccolta differenziata ovunque.
Simpatico e’ il fatto che sia rispetto a NY e London la percentuale di SUVvoni e’ notevolmente inferiore.

Arrivando dall’Italia e’ anche buffo trovarsi decine di madri di famiglia 50-60enni attrezzate di iPod e cuffiette, e’ la regola.

Forse in passato mi sono dimenticato di dirlo ma qui rispetto alle nostre parti il codice della strada ha alcune regole diverse, se non guidi puoi non far caso al fatto che su questi stradoni puoi sorpassare sia a destra che ha sinistra, la cosa strana invece sono i semafori, il verde e’ verde ma il rosso non e’ proprio rosso, e non parlo dello stereotipo napoletano :) in pratica se il semaforo e’ rosso e da sinistra non arriva nessun veicolo allora puoi girare alla tua destra, pedoni attenti insomma, anche se la precedenza e’ sempre dei bipedi.

E infine il Toronto Jazz Festival, passeggiando a caso l’ho trovato tra Bay e Queens, la cosa interessantissima che ho scoperto e’ il fatto che in teoria i concerti sono a pagamento 10-20-30$ fino a 130$, in realta’ se stai fuori dal tendone, in piedi o trovi una sedia di fortuna, ma non davanti agli artisti, e’ gratis, il tendone sotto cui si svolgono i concerti non viene chiuso insomma, bello :)
Ero in maglietta e iniziava a far freschino, alle 21 me ne sono andato.

scrivo troppo? :)

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