Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘james joyce’ Category

Questa era la mia finestra ieri sera prima di andare a dormire

finastra serale

e quest’altra questa mattina

finestra mattutina

Ieri ha nevicato tutto il giorno, bello devo dire, non bufera ma neve pian piano che ha attaccato per qualche centimentro.
La cosa pericolosa adesso e’ il ghiaccio, non tanto per il quasi scivolone di stamattina, e neanche per i tizi che ieri mattina hanno deciso di pulire i vetri e bagnare tutto il marciapiede (potevano farlo prima) che diventera’ una latra di ghiaccio. Il pericolo viene dalla strada, saro’ anche arrogante, ma qui non sanno guidare e con questo tempo, strada scivolosa, le cose peggiorano, spero solo che in questo mese non mi uccida nessuno.

Nei prossimi giorni spero di fare qualche giro fotografico.

Intanto ieri sera sono stato invitato allo Yuk Yuk’s, un Comedy Club dove 5-6 comici si sono dati il cambio per quasi due ore, una sorta Zelig diciamo.
Ovviamente il livello di comprensione e’ stato piuttosto basso, il presentatore, uno dei pochi comprensibili dall’inizio alla fine, mi ha pure coinvolto per quei due minuti necessari a fare una figuraccia.

La serata e’ finita al James Joyce tra una birra e un classico burger&fries mentre fuori continuava a nevicare, ancora, devo dire, senza molto freddo.

Annunci

Read Full Post »

Devo ammettere di essermi sbagliato, la mia confreaternita non e’ poi cosi’ noiosa, ieri non e’ successo nulla di significativo, mi hanno dato cosi’ occasione di scrivere qualcosa qua.

Forse devo ringraziarli. Ma anche no.
Le cose si sono svolte in pochi minuti.

Peter, il capo della confraternita, quello che doveva darmi le chiavi e mi ha dato buca, quello che non mi caga, l’unico fra tutti che neanche quando e’ di fronte a me mi saluta, neanche un “Hi”, niente, zero, ieri sera mentre ero in cucina stavo per inzuppare la forchetta nel mio pasto viene (e li’ gia’ dovevo sospettare) e mi dice:
Peter: “Perche’ non hai risposto quando ho bussato?
Io: “Sai com’e’, ero sotto la doccia
e continua
Peter: “Hai presente il lunedi’ pomeriggio, quando non puoi stare qui perche’ abbiamo riunone?
Io: “Si
Lui: “Ecco, devi andartene per una mezzora, abbiamo una riunione adesso
Io: “Ok, sono qua, dammi il tempo di mangiare e me ne vado, tanto dovrei andarmene comunque
Lui: “No, devi andartene ora
Io: “Dai, ci metto 10 minuti a mangiare, poi me ne vado
Lui: “No, ora
A quel punto mi sfogo e gliene dico quattro, che, minkia, neanche un’ora di preavviso mi ha dato sto tizio.

Mentre mi vesto per uscire sbuca dalla porta e mi allunga 20$ per la cena, inizialmente rifiuto, non e’ questione di soldi ovviamente, insiste e li prendo.
Fortuna che dall’altra parte della strada ci sono le ragazze che mi hanno raccattato.
Al pagamento dell’affitto di ottobre ne riparliamo bene.

Il lunedi’ dalle 7 alle 9.30pm non posso stare in quella che per 3 mesi dovrebbe essere la mia casa, la cucina e’ lezza, ieri sono stato nella stanza della lavanderia e dire che e’ sporca e’ un’eufemismo, creepy la definirei, mi avevano assicurato connessione in camera e c’e’ una volta su 10. A tutto questo si aggiunge il fatto che di punto in bianco me ne devo andare a loro piacimento, ma stiamo fuori?!?

Esco visibilmente alterato sbattendo la porta, alle mie spalle il signorino chiude la porta (che normalmente si
apre con una combinazione) col chiavistello, capitasse mai che questo italiano del cazzo torni all’improvviso a fare una scenata.

I 20$ dollari ci pagano da bere al James Joyce.

Prima pero’ andiamo a vedere la Samba sul marciapiede all’angolo Spadina/Bloor.

Torno a casa e tanto per cambiare non c’e’ connessione in camera, vado nella stanza comune e in 15 minuti sento entrare gente urlante, vabe’ vado a letto, non sono in vena.
Come sapete la mia stanza confina con la cucina, mi trovo 5-6 di loro, c’e’ anche Seth, senza il boss, un po’ alticci che stanno cucinando. Quando sono cosi’ (e sono a casa, non li vedo mai..) sono pure simpatici, intavoliamo una discussione sulla lingua inglese e sul miglior modo di impararla/migliorarla, con loro che parlano solo inglese, inserendo due fuck ogni tre frasi. Vado a letto che e’ meglio.

Read Full Post »