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Archive for the ‘freddo’ Category

Fa freddo, nevica, ma

tutto il resto e’ noia

(quasi tutto)

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Oggi che ho fatto?Ah si, ho preso un po’ di freddo.

Uscendo di casa ho trovato Toronto sommersa da un velo di 5-10cm bianco.
Dopo lavoro sono andato a fare un po’ di foto in giro per la citta’ mentre mi dirigevo verso la sede del Toronto International Film Festival a ritirare la lettera di referenza per i turni che ho fatto come volontario (magari una virgola eh..).
Al ritorno ho deciso di andare a vedere un film svedese, Mind the gap, Se upp för dårarna in lingua originale.
Dal 16 al 30 novembre infatti si svolge il Festival del Cinema Europeo, lingua originale, sottotitoli anglofoni, gratis.
Le quasi due ore sono passate piuttosto velocemente, la trama non particolarmente impegnativa ma devo dire che mi e’ piaciuto molto. Non sto qua a raccontarne la trama (che trovate qui), ma parte delle storie che raccontava le ho percepite in quanto straniero in un Paese diverso dal mio, molti in sala ridevano ad alcune battute che avrebbero magari richiesto qualche secondo in piu’ di riflessione.

Al ritorno a casa mi cucino una pasta, mentre la giro sbuca uno degli amici dei confratelli e, rivolgendosi ad un’altro nella stanza adiacente, chiede “ma avete lo chef?“, a parte che era un pastino sfigato visto che piu’ di questo poco posso fare qui, io rimango sempre piu’ sconvolto dall’assenza delle mezze misure, qui pare che esistano o i ragazzini o gli 80enni, una via di mezzo e’ davvero difficile trovarla, per fortuna io ci sono riuscito!

Mentre tornavo a casa dal film (anche durante in realta’) ho pero’ pensato che in una situazione “normale”, ovvero in Italia, come cittadino Italiano che vive una vita normale, avrei preso un po’ in giro il film, forse non sarei neanche andato a vederlo, da qua pero’ e’ diverso, alcune scene me le sentivo addosso, mi mancano alcuni comportamenti, alcune persone, sono contento da una parte di tornare, vediamo per quanto.

un abbraccio.

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Dopo la neve della mattinata di ieri il pomeriggio si e’ rivelato particolarmente freddo.
Inutile dire che streetcar, autobus e metro, unitite al fatto che molte stazioni escono direttamente sui caldi e accomodanti centri commerciali, ci hanno salvati nell’ultimo giro turistico di Ale a Toronto.

Niente di significativo tranne la sera, al concerto di Elisa (anche questo gratis), stile sagra paesana, principalmente italiani ovviamente, coda non troppo lunga sala grande ma non stadio come sarebbe ovvio in Italia, ma e’ normale.
Bella la voce, il concerto, personalmente, non mi ha entusiasmato, ma forse perche’ non ero in vena o non sapevo che fare, ma e’ un altro discorso :/

A fine concerto siamo usciti e abbiamo iniziato a fare commenti sul concerto, ci accorgiamo, se ne accorge lui in realta’, che il tipo accanto a noi e’ il bassista del gruppo, simpatico sul palco e fuori. Fortuna che i commenti non erano cattivi.

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Freddino

Ieri, tornando a casa dal lavoro, sono stato avvolto da un mulinello di vento e foglie violente, il primo approccio al clima invernale.

E’ arrivato Ale, e con lui il freddo ed il vento pare. Dopo qualche giro per la citta’, Kensington, CN Tower, Queen, abbiamo fatto un salto al Gay Village, spettacolo queer quasi esilarante con questi personaggi davvero creativi.

Stamani sono uscito di casa con una bellissima giornata e l’inizio di quello che probabilmente sara’ l’inverno canadese.
Stava nevicando.
Sta nevicando!

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Oggi cinema con Blerina.
Centro commerciale (mall) di Yorkdale, sala piena, schermo enorme, in alcune scene dovevo seguire i personaggi spostando la testa.
Il film era “The dark night“, “Il cavaliere oscuro” in Italia, arrivati presto per avere buoni posti.  Via via che gli altri spettatori entravano in sala portavano con se gli odori piu’ “strani”, maleodoranti oserei dire, tutto quel cibo, dalle pizze ai popcorn passando per bevande e dolciumi vari, troppo dal mio inutile punto di vista.
Al mio arrivo la temperatura esterna era piuttosto calda, ero in maglietta a maniche corte come tutti i giorni, arrivato ad un quarto della proiezioni ha cominciato a far freddo in sala, odio questi maniaci dell’aria condizionata, non sanno cos’e’ la moderazione.

Alla fine del film (un secondo dopo il primo carattere dei titoli di coda l’80% delle persone gia’ inseguiva la porta) un tappeto di popcorn, carte, pezzi di pizza e amenita’ varie ricopriva il pavimento e contemporaneamente una squadra di almeno 4-5 persone era gia’ pronta per ripulire tutto quanto lasciato per terra.

nota: il costo del biglietto era di 10.95$ (tasse incluse)

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Partiamo dell’inizio

Le mie coinquiline sono un po’ di fòri.
Comprendo che alle 2 del mattino hai fame e capisco che se sei con degli amici a casa vi fate qualcosa, ma strillare come fossero le 2 del pomeriggio un po’ meno, eccheccazz..!

Oggi giretto a caso, volevo prendere la metro verde giusto cosi’ per provare e riflettevo su alcune cose. Rispetto a quella di NY per esempio e’ veramente pulita, tra i binari della grande mela ricordo cibarie di tutti i tipi e di tutte le ere geologiche, topi capaci di azzannare un gatto e farlo fuori, interni ed esterni dei trei taggati dai vari writers che ci passavano, musicisti e musicanti (o aspiranti tali), un mondo, vita insomma! qui e’ tutto pulito, i binari non hanno una cicca, i treni non una tag o una scritta, musicanti neanche a parlarne, ho visto solo un paio di senzatetto chiedere l’elemosina ma di li’ a poco, probabilmente, sarebbero stati allontanati.
Altra cosa, che dovremmo imparare in Italia e’ una certa informalita’, forse lo dicevo anche nell’altro blog, ho visto un controllore (quello che esamina i biglietti all’ingresso della metro) su una sedia quasi a strasciconi, era comodo insomma mentre faceva il suo lavoro.
Sempre a proposito della TTC e’ buffo notare che mentre ad esempio a Firenze se un autista si ferma 10 metri dopo una fermata o ad un semaforo per far salire qualcuno lo fa a suo rischio e pericolo, qui e’ la procedura standard. Gli autobus poi sono tutti ibridi elettrico/benzina.

Oggi tanto per cambiare ho preso la metro sbagliata, che volete quella gialla e’ a forma di U e a volte non faccio caso a quale parte della U mi trovo.

Dopo essere sceso dalla metro verde mi sono incamminato come al solito, ad un certo punto incrocio due tizi che stanno parlando animatamente, le uniche parole che riesco a sentire sono “fucking tourist nerd“. Proseguo per la mia strada.

Finora ho incrociato tre indiani d’America (o almeno cosi’ mi sono sembrati, non si sa mai), uno chiedeva l’elemosina, un altro era praticamente a strasciconi ed il terzo non era molto convinto di quello che stava facendo. sigh!
Parlando di indiani d’India invece ne ho notati alcuni (nonostante questo) con libri di informatica in mano, tanto lo sappiamo che ci faranno (il verbo corretto forse e’ il presente) il mazzo.

Ancora la conosco troppo poco ma Toronto non e’ una citta’ turistica, non sono molte le attrazioni (se escludiamo i festival) che vi si possono trovare, la sua attrazione piu’ famosa e’ la CN Tower (che anche basta :)
Le strade sono enormi e non troppo affollate (qui c’e’ lo spazio) e per attraversare qualche blocco ti ci devi impegnare, in questi giorni mi sto impegnando parecchio e sto notando un tot di cose che preferisco appuntare adesso, fra poco tempo le avro’ gia’ metabolizzate.
Le pubblicita’ sono fatte di persone normali, in un paese del nord America non te lo aspetti ma uomini e donne nei manifesti non sono modelli presi dalle agenzie di grido ma uomini e donne del quotidiano, ispanici, neri, bianchi, gialli, verdi, grigio scuro.

Camminando a diverse ore ti accorgi di alcune differenze, di giorno e’ pieno di catene di cibo, abbigliamento, farmacia, ecc.. la sera, intorno alle 19 iniziano a chiudere e quello che rimane aperto sono solo i negozietti a cui non daresti un centesimo. In giro poi e’ pieno di pubblicita’ progresso sull’ambiente dalle strade al sottosuolo, cestini per la raccolta differenziata ovunque.
Simpatico e’ il fatto che sia rispetto a NY e London la percentuale di SUVvoni e’ notevolmente inferiore.

Arrivando dall’Italia e’ anche buffo trovarsi decine di madri di famiglia 50-60enni attrezzate di iPod e cuffiette, e’ la regola.

Forse in passato mi sono dimenticato di dirlo ma qui rispetto alle nostre parti il codice della strada ha alcune regole diverse, se non guidi puoi non far caso al fatto che su questi stradoni puoi sorpassare sia a destra che ha sinistra, la cosa strana invece sono i semafori, il verde e’ verde ma il rosso non e’ proprio rosso, e non parlo dello stereotipo napoletano :) in pratica se il semaforo e’ rosso e da sinistra non arriva nessun veicolo allora puoi girare alla tua destra, pedoni attenti insomma, anche se la precedenza e’ sempre dei bipedi.

E infine il Toronto Jazz Festival, passeggiando a caso l’ho trovato tra Bay e Queens, la cosa interessantissima che ho scoperto e’ il fatto che in teoria i concerti sono a pagamento 10-20-30$ fino a 130$, in realta’ se stai fuori dal tendone, in piedi o trovi una sedia di fortuna, ma non davanti agli artisti, e’ gratis, il tendone sotto cui si svolgono i concerti non viene chiuso insomma, bello :)
Ero in maglietta e iniziava a far freschino, alle 21 me ne sono andato.

scrivo troppo? :)

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