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Archive for the ‘frat house’ Category

Ieri ci sono state le elezioni americane, ovviamente qui, come vicini di casa sono piuttosto sentite, le iniziative e le proiezioni pubbliche di CNN e altri programmi tv si sprecavano.

Ma partiamo dall’inizio.

Nel tardo pomeriggio ho finalmente reincontrato uno dei miei cugini a Toronto per un corso, cena presto presto con due suoi colleghi.
Quando si parla di spreco italiano non pensiamo a quello che fanno anche qui, erano in 3 per un corso di una settimana con un docente torontese, l’azienda ovviamente pagava tutto: 300$ a notte per camera per 7 giorni piu’ pranzi e cene, piu’ trasporto prima classe arriviamo a quasi 9000$. Ma vabbe’.
Dicevo, cena in questa catena di ristoranti non proprio economica, il Jack Astor’s, 90% signorine in nero a servire, selezionate da un concorso di bellezza del College, la nostra fa la carina col collega vicino al corridoio, una ragazza piuttosto energetica che sa effettivamente come accogliere i clienti (diciamo che la pagano per questo la divisa piuttosto aderente aiuta) o meglio, per ricevere una lauta mancia.

A fine serata la vedo in rosso sulla metro tutta mogia mogia, tutte quelle ore a sorridere, fare la carina, correre su e giu’ coi piatti non sono sicuramente poi cosi’ divertenti.

Finita la cena vado con Concita in un paio di posti a vedere le elezioni americane, il secondo e’ il cinema Bloor organizzato da NOW Toronto in cui proiettano CNN e uno spettacolo di un’altra tv, una roba comica. Nel frattempo scorrono i risultati, la gente esulta alla vittoria stato per stato di Obama e si lancia in lunghi buuuu su quelli vinti da McCain.
Ad un certo punto, verso le 11 e qualcosa tutti si alzano in piedi ed esultano in un grande applauso.

Barak Obama e’ il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

Devo ammettere che sono rimasto stupito, non mi aspettavo una cosa cosi’ veloce.
A questo punto proviamo ad andare in un paio di posti per vedere i festeggiamenti, ci dirigiamo alla festa dei Democratici americani ma vogliono 25$ di ingresso, rinunciamo, passiamo allora alla grande festa in Dundas sq, arriviamo e ci sono 80 persone in tutto, molti dei quali “frikkettoni” con musica a tutto volume ed una sagoma a grandezza naturale di Obama.
Ok, e’ finito tutto (o non e’ neanche cominciato) a mezzanotte.

Questa mattina sento dei rumori nella cucina e penso che siano gli operai che portano via i rimasugli della festa di Halloween. Mi sbaglio.
Esco per andare al lavoro e trovo una troupe televisiva che sta girando un film. Tutto e’ ovviamente pulito (o messo da una parte..), a me come al solito, diocristo, non hanno detto nulla e la tipa un po si stupisce, ma neanche troppo.
Mentre esco mi fermano un minuto che stanno girando una scena sulla porta.
Il tavolone e’ pieno di cibo e quando sono a 50 metri da casa due studentesse zaino in spalla scendono dalle scale di casa.
Ci vediamo alle 2pm.

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Un po’ di riflessione, come se non ce ne fosse abbastanza.

Ieri come sapete era Halloween, quello vero, almeno come festa.
I confratelli organizzavano un grosso party, inizialmente non ero molto entusiasta di partecipare a questa festa, poi pero’ ho cambiato idea.

I piani erano quelli di fare un giro con le ragazze e Cat per altre feste di Toronto, siamo prima stati a casa di un’amica col piede rotto, dopodiche’ ci siamo spostati su Church st, la zona gay, dove la strada era chiusa al traffico. Un sacco le persone, vestite, o svestite, in tutti i modi, l’atmosfera rilassata e divertita si riusciva a toccare con mano, sorrisi ovunque, siamo arrivati sul posto praticamente seguendo un mostro, un costume fatto davvero bene.

E’ l’1am, incredibile ma il tempo passa dannatamente veloce, mi stacco dal gruppo e me ne vado a casa, alla festa.
Arrivo a casa alle 1.30am circa, ma e’ troppo tardi, la festa sta finendo, cerco una birra ma anche quella e’ terminata.
Seth, Peter, che mi risulta quasi simpatico, ed altri cercano di non far rientrare in casa i partecipanti completamente sbronzi, mi metto in un angolo vicino all’ingresso ad osservare. Molto giovani, qualcuno/a non dimostra i 19 anni permessi per bere, ubriachi fradici, mezzi nudi/e, urlanti, arrabbiati dalla sbornia, uno su tre non si regge in piedi, questi sono i partecipanti alla festa che sembra esser stata anche molto divertente, ho provato a far un giro ma era impossibile quasi camminare.

Dopo una mezzora che ho osservato la situazione e due frasi con una tipa che non capiva la mia battuta sui peccatori, vado a letto.
Sono circa le 2am.

Alle 7 del mattino sento bussare alla porta di camera, rincoglionito vado ad aprire ed il tipo, birra alla mano e palesemente sbronzo, spalanca la bocca, stupito di vedersi qualcuno davanti che apre quella strana porta. E’ stata la scena piu’ bella della giornata.

Dimenticavo di dire che anche io ovviamente mi sono vestito, da suora.
Il costume ha riscosso anche un discreto successo, quando prima di uscire sono andato a mangiare qualcosa, al vetro del locale mi hanno salutato in diversi, una coppia di 55-60enni passando mi fa un cenno, dopo un minuto vedo lei che torna indietro e mi fa il segno della croce. Divertente.

Oggi invece sono stato piuttosto a terra, ripensando a ieri.
Da quando sono qui per fortuna ho davvero poche cose di cui pentirmi, una di queste pero’ e’ sono le festa a cui, alla fine, non ho mai partecipato nonostante le mie intenzioni su questa.
La colpa e’ mia ma devo smetterla, come sempre, di stare dietro agli altri. L’altra cosa e’ il non aver mai molto interagito coi miei confratelli, ma proprio non ci sono riuscito, ho nutrito e covato troppo astio nei loro confronti per la situazione domestica, ripensandoci mi dispiace. Stamani prima di andare a scuola (si, mi voglio male) il manovale della casa mi ha fatto un discorso strano in proposito, era, dietro sua ammissione, completamente sbronzo (“quando mi sono svegliato ho trovato 3 persone che non conosco che dormivano in camera mia“) mi ha fatto notare con dispiacere sincero la mia poca partecipazione alla vita della casa (“you’re a cool persone but we didn’t talk so much“) ma quasi sempre quando li vedo e’ solo al volo, sto poco a casa ed sul loro stile di vita non riesco a passarci sopra, e’ davvero piu’ forte di me, arrivato a questo punto pero’, questa mia rigidita’, la vedo come un handicap, un qualcosa che avrei dovuto superare da subito. Per questa cosa sono stato male tutto il giorno, mi sono sorti davvero troppi dubbi sulla mia permanenza qua.
Forse pero’ questi mesi e’ normale, o forse no.

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