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Archive for the ‘cultura’ Category

Oggi solito tran tran, mattina al lavoro, sono riuscito a portare la valigia grande a casa nuova, ho comprato il porta incenso che cosi’ tolgo un po’ di puzzo dall’area dormitorio e la mascherina per gli occhi per dormire decentemente.
Domani mattina e’ il turno dell’ultima borsa e, se non piove, anche la bici, e sono a posto!

Dopo il party a scuola per l’ultimo giorno (ci hanno dato da mangiare e bere praticamente solo troiai) ci siamo spostati all’Istituto Italiano di Cultura, quello davanti alla mia futura casa e il futuro lavoro di Irma.

C’era una sorta di conferenza con Eugenio Bennato (che ho scoperto essere un fisico) e la Taranta Power, la platea quasi piena di 70enni rimasti ai loro 20 anni. Mezz’ora di ritardo ma ne e’ valsa la pena. Bennato ha iniziato a parlare (anche in inglese e quasi meglio del Direttore….), qualche demo dello spettacolo di domani (ah gia’, non l’ho detto, domani c’e’ la festa a Little Italy su College st., oltre alla Taranta Power altre cose italiane agghiaccianti) e qualche domanda non troppo vispa da parte del pubblico ultrasettantenne.

Finita la conferenza sia io che Irma abbiamo intrattenuto rapporti interpersonali con i componenti e la componente della band. Lei vera calabrese, io mezzosangue, siamo finiti, grazie ad uno dei componenti del gruppo, a cena con tutti loro da Giovanni’s (ristorante italiano, ovviamente, dove fra l’altro lavora l’altro italiano col mio stesso permesso), pasto, risotto al pesce per esser precisi, offerto da Radio Chin, altro pilastro della comunita’ italiana a Toronto.

I componenti devo dire che sono davvero uno spettacolo, simpaticissimi, domani comunque andiamo a vederli e magari ci facciamo pure il giro turistico insieme, se si riprendono dal sonno.
Ci sono un paio di commenti buffi che forse e’ meglio che non scrivo, nel caso chiedete.

Insomma, abbiamo svoltato cendando con la Taranta Power, che buffo, tutto mi aspettavo tranne questo.
Poi forse Eugenio ce l’ha un po’ con me, che gli ho finito il bicchiere di grappino spagnolo.. ;)

Tornto a casa e mi trovo il padrone sbronzo, ha saputo che mi trasferisco in una confraternita, anche lui mi ha chiesto se conoscevo il film Animal House, ha guadagnato 100 punti (ne aveva persi 100.000, siamo a -99.900).
Dall’altra parte del mondo dovevo stare per incontrare questi personaggi :)

nota: da domani dormo a casa nuova
nota2: questo e’ il 60esimo post che scrivo

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Non so da dove iniziare, quindi comincero’ dalla fine.

Stasera, tornando alla mia reggia, ho visto un sacco di luci sul terrazzino di un paio di case oltre la mia e troppe macchine parcheggiate per strada (due..). Stavano girando un film o una pubblicita’, la cosa che si notava di piu’ era un’affettatrice..

Ho girato almeno 7-8 scuole di inglese, mi hanno dato tutte l’idea di entrare in qualcosa di molto simile a quello che ho trovato a New York quindi, a parte quella che sto seguendo (gratis) ed un’altra di cui mi hanno parlato tutti molto bene ma che posso frequentare solo un giorno a settimana da settembre, ho deciso che investiro’ qualche risparmio in alcool, che possiamo definire un altro genere di scuola, ne ho gia’ spesi troppi in formazione farlocca, meglio divertirsi.

Ok, arriviamo al significato del titolo.
Avete letto tutti quanti della mia ricerca di casa, dei posti coi topi, con le pareti creative o l’odore “particolare” di queste zone.
L’altro giorno dopo settimane di ricerca mi sono deciso a chiamare il contatto che mi avevano dato e che, per email, non rispondeva mai, tale Monhit o qualcosa del genere.

Ci fisso per le 6.30 di lunedi’, lui e’ un indiano che per vivere fa anche questo, ha in gestione delle stanze in questa struttura, forse anche in altre, sembra un tipo tranquillo e ispira fiducia ma sa bene in fatto suo.

Lo dico solo adesso che volevo averne la conferma, avendo sborsato per primo e ultimo mese, scaramanzia lo sapete..
Per farla breve dal 1 settembre andro’ a vivere in una confraternita, la Alpha Delta Phi di Toronto (non so se e’ proprio quella giusta :P, fra i suoi alumni compaiono personaggi come Rockfeller).

Quello che mi hanno raccontato e’ esattamente l’immaginario che si ha dalle decine di film mmerigani che passano le nostre tv. Per chi non lo conoscesse consiglio Animal House (soprannome dato dal mio contatto alla casa in questione).
Mi raccontavano di aver visto buttar giu’ divani, sedie, poltrone ecc da questa casa.

La visita non e’ stata delle migliori, delirio completo, poltrone, sedie, panche ovunque per terra, accompagnate da sporco diffuso. Stanno per chiamare un’impresa di pulizie perche’, come diceva Seth, che mi ha portato in giro per casa prima dei 45minuti di ritardo di Monhit: “e’ estate, non c’e’ nessuno e a chi c’e’ non importa molto, poi dopo le vacanze noi studiamo molto, non come in Europa o in Italia che all’universita’ vi divertite e studiate poco“.

Avevo due scelte, una stanza piccola al terzo (secondo) piano sotto il soffitto con la finestra rotta e poca voglia di ripararla, e una piu’ grande al pian terreno o al primo piano come dicono qua (vicino alla cucina..) con il bagnetto privato interno. Ho optato per quest’ultima. E’ vero che la pago un po’ di piu’ (con i prezzi italiani e’ ok, con quelli di qua un po’ meno, nonostante lo sconto) ma e’ anche vero che sto prendendo questa nuova sistemazione come un’esperienza, vivere con 13 confratelli sara’ divertente :)

La zona fra l’altro e’ fighissima: dall’altra parte della strada c’e’ l’Istituto Italiano di Cultura, a 3-400 metri la stazione della metro di St. George e in 5 minuti a piedi sono in ufficio, inoltre la zona e’ ben predisposta per raggiungere praticamente tutto dalla Chinatown Spadina/Dundas, la Little Italy di College st., la vita di Queen/Richmond/Adelaide/King, e’ la parte ad ovest di downtown, quella piu’ viva, ma sopratutto e’ la tavola numero 6 della mia mappa di Toronto, e’ un po’ come quando su una cartina vedere tutta la citta’ ma sul retro c’e’ il particolare della zona piu’ centrale o piu’ fighetta, io sono li’! e da come potrete capire, piglia bene! :)

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Stasera sono andato all Beach International Jazz Festival, ho alzato bandiera bianca.
E’ in effetti un altro mondo, in pratica hanno chiuso una strada dal 1897 al 2375, un bel pezzo, e ogni 100 metri circa un gruppo o un tizio suonava, dal tipo fermo immobile per due ore con chitarra e microfono, passando per il gruppetto jazz proseguendo con i gruppi rock e con l’orchestra, un po’ di tutto insomma. Ognuno aveva il suo pubblico, dalle ragazzine urlanti ai distinsi signori, accanto, a ballare o accennare segni di movimenti, molto giovani e molto anziani fianco a fianco, una neo-mamma aspirante frik, scene anche buffe.
Senza un filo di retorica alla fine sono venuto via con un po’ di vergogna addosso (stava anche chiudendo.. orario 19.00-23.00). Vedere Firenze che da questo punto di vista supporta iniziative di tizi morti da 500 anni fa venire una tristezza non indifferente.

La cosa bella e’ che qui, nonostante cio’ che dicono i locali, i mezzi pubblici funzionano e di traffico da parcheggio, nonostante la strada fosse piena di gente, neanche l’ombra. Puoi spostarti sul serio 24 ore su 24, capillarmente, per tutta la citta’.

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Oggi sono stato all’Istituto Italiano di Cultura (IIC), bella situazione, informale e amichevole dire, diverso da come me lo immaginavo, persone interessanti devo dire.
Ovviamente hanno una biblioteca italiana piu’ grande di quella della Publica Library di Toronto, unita alla situazione, ho l’impressione che ci faro’ capolino spesso nei prossimi mesi.

Dopo, vispo come sono, mi sono scolato in compagnia un litro di birra, vispo perche’ ero digiuno da ieri sera se non contiamo il biscotto di stamani, un po’ l’ho sentita, sopratutto perche’ poi sono andato a vedere un’altra stanza, per settembre.

Situazione interessante, anche se buffa, genitori con 3 figli rispettivamente di bimba di 6 anni in giro per casa, bambino di 2 spaparanzato a dormire sulla poltrona e un altro di 6 mesi attaccato alla mamma. Posizione geografica interessante (c’e’ pure la finestra! e volendo l’aria condizionata) ma, con tutto il rispetto, non sono sicuro di voler sentire un bimbo di 6 mesi piangere la notte (anche i bimbi canadesi piangono, vero?).
Quando ho ripreso la metro mi sono trovato di fronte alla versione canadese di John Lennon da giovane.

nota: qui sto iniziando a capire che devo iniziare a sbronzarmi probabilmente..
nota2: guardate che chicca che ho trovato

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