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Archive for the ‘cucina’ Category

Ieri pomeriggio dopo lavoro mi sono trovato la cucina vuota ed un sacco di pezzi di plastica a coprire zone delicate (bicchieri, stoviglie varie, pentole, ecc..)
Da meta’ pomeriggio il tetto della cucina non c’era piu’.
Chissa’ per quanti altri giorni mi tocca mangiar fuori. !@#$%^&*()

Tempismo perfetto.
Parte del tetto era rotto, sporco e gocciolava, ma visto che in estate “non c’era nessuno, non potevano farlo in quel periodo? Poi io naturalmente vengo a conoscenza di queste azioni a cose fatte.

Questo a parte ieri sera da Rivoli ci hanno “cacciati via”, nel senso che nell’area in cui solitamente stavamo c’era una festa privata di una trasmissione televisiva, con i due conduttori. Aria fiacca, la nostra.

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E’ vero, all’inizio ero contento di venire a vivere in una confraternita, le decine di film mmerigani avevano creato un immaginario strano.

Passando il tempo mi rendo conto che le cose sono diverse, molto diverse.
Sara’ che con l’eta’ le cose si vedono in maniera diversa pero’ alcuni comportamenti dovrebbero universalmente noti.
Sara’ che ho ancora il dente (e non solo) avvelenato per essere costretto ad andarmene from my place perche’ questi hanno riunioni supersegrete di come farsi le pippe.
Ma quando ti scompaiono le cose in un frigo ilcui unico contenuto sono salse per i BBQ, o ti trovi sul nel lavandino, giusto sotto la scritto “rispetta gli altri, pulisci quando hai finito” il pienone di piatti, bicchieri, posate luridi, il sapone buttato li’ non in piedi ma per traverso, l’altro lavandino intasato da non voglio chiedermi cosa, i piatti puliti a sgocciolare che in realta’ sono sporchi perche’ il genio li ha lavati solo nella parte in alto, qualche domanda te la fai.
Quando poi senti discorsi tipo che “devo andare alla metro per incontrare mia madre, mi porta i soldi” ti immagini che in realta’, come pensavi, questi sono dei ragazzini viziati abituati ad ottenere cio’ che vogliono, pagano altri per fare cio’ che molti altri fanno da soli, tipo pulire cio’ che sporcano, cucina lurida = chiamare la donna delle pulizie, la mia amica russa.

Ne ho viste di case sporche, ma un minimo di dignita’ esisteva, qui manca anche quella, la pulizia di se stessi, dell’ambiente dove vivi quotidianamente, e’ incredibile come questo aspetto sia totalmente assente. Disarmante oserei dire.

Scusate lo sfogo.

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Anche stasera ho mangiato a casa, le stoviglie che avevo lavato l’altro giorno erano esattamente nella stessa posizione in cui li avevo lasciati. Non vorrei essere nei panni degli stomaci dei miei roommates.
Mentre cucino arriva Matthew (se non ricordo male), biondino ben piazzato, chiede se sono “l’italiano”, birra alla mano si presenta, mi da il benvenuto formale, del tipo “benvenuto, spero tu ti trova bene, ecc..“, dice che ha abitato in questa casa per 4 anni ed e’ “awesome!“, fai quello che vuoi, nessuno ti dice nulla, dormi quando vuoi, e cose cosi’. Direi che ci credo.
Finisce il discorso dicendo, con un filo di aria di sufficienza, che nell’altra stanza ci sono dei ragazzi giovani, 19-20 anni, mentre lui va per i 30.
Buffo incontro devo dire.

Ormai sono quasi 20 giorni che vivo in questa casa, devo dire che tornando indietro non so cosa farei, sono due le cose che mi mancano, la prima e’ una pulizia generale e l’altra una cucina degna di questo nome. Sapete che non sono schizzinoso ma lo standard che ho trovato e’ piuttosto basso se parliamo di igene.

nota: devo stroncare alcune dinamiche che mi porto dietro da tempo. Alla radice.

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Pochi giorni fa, grazie alla nuova stagista Anna, ho scoperto di essere un immigrato clandestino in territorio statunitense.
Direte, “ma se sei in Canada!”, e’ vero’, ma lo sarei stato anche se fossi ancora in Italia.
In pratica l’anno scorso, quando sono uscito dagli USA, alla frontiera col Canada non mi hanno tolto il foglietto I-94 verde (che tanto sicuramente torni negli States avranno pensato), quello che chiede se hai partecipato a qualche genocidio nazista. Questo comporta l’inserimento nella lista nera degli overstays, in due parole alla frontiera possono rispedirmi indietro.
Sono andato all’ambasciata ieri pensando (leggi: sperando disperatamente) di far qualcosa la’, invece dopo aver chiesto informazioni la sbirra da guardia, bussa alla finestrina delle informazioni e mi da un foglio con le istruzioni da seguire per togliermi da questo status. Il foglio veniva da un malloppone ed era a portata di mano, da questo deduco che non sono il solo ad avere questo “problema”. Mannaggia a loro.

Per risolvere la cosa devo mandare una lettera con cui dico che mi sto cospargendo la testa di cenere e un tot di documenti a London, nel Kentucky. Speriamo bene. La certezza della mia cancellazione sara’ solo dopo quattro mesi.
Non siamo soli nella burocrazia. Amara consolazione.

Ieri ho anche scoperto che il lavoro che ho fatto negli ultimi sei giorni va rifatto da capo, il boss ed il tipo logorroico non comunicano e quando lo fanno non si capiscono e mi danno le informazioni dimezzate e sbagliate.

Altro giro da Rivoli per Couchsurfing, abbiamo beccato un tizio di Toronto dirigente di una qualche organizzazione per la tutela degli animali, lui ed il suo amico avevano entrambi un tatuaggio “vegano” circondato da una pannocchia o giu’ di li’.
Quasi quasi me ne faccio uno “I eat meat“.
Personaggi di rilievo un ragazzo del Sud Dakota e New York (crisi d’identita’?) che si e’ fatto il viaggio in bici dagli USA a qua e un altro tizio, piu’ ragazzino, inglese di Londra, UK, che ha attraversato 25 paesi vivendo per un po’ in tutti quanti, lavoretti qua e la’ e insegnando Inglese, al massimo gli posso dare 22 anni.

Oggi primo giorno in cucina, pentolame e altre cose limitati ma me la sono cavata, purtroppo solo scatolette o cibo a lunga conservazione, che le condizioni igeniche dei frighi non sono egrege e poi devo indagare quante cose spariranno.

nota: mentre aggiungevo le categorie a questo post ho visto due scoiattoli salire su un albero, acchiappare qualcosa e scendere, tutto nell’arco di 5 secondi.

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E’ vero, da quando sono qua sono le piccole cose che riescono a farmi apprezzare la vita.
Oggi sono uscito dalla mia stanza nelle nuova casa ed ho trovato una piacevole sorpresa: hanno iniziato a pulire la cucina!
La signora che mi sono trovato davanti (la porta di ingresso della mia stanza e’ in cucina) con guanti da pulizia addosso, si e’ presentata, russa se non erro, e si e’ scusata nel caso mi avesse svegliato, anche se fosse ne sarei stato felice.
Tra le due chiacchere di commenti sulle condizioni della cucina ha detto che ci vorra’ una settimana circa.
Sono proprio contento, entro pochi giorni avro’ una cucina usabile e, magari, senza troppi abitanti a quattro zampe. hurrah!

Intanto stamattina ho ricevuto una telefonata dal TIFF che mi confermava un altro turno in cui ero in Waiting List e una mail per andare in Dundas Square, forse. :)

Dimenticavo, ieri pomeriggio dopo il Waterfront mi sono trovato vicino ad uno stadio dell’ Universita’ di Toronto, giocavano il match di football UoT vs. Waterloo, fan, studenti, colorati di viola/porpora, i colori della squadra, urlanti.
Prima dell’inizio della partita hanno fatto il loro ingresso una ventina di ragazzi vestiti in nero stile back bloc, neri, con bastoni e catene, dipinti di nero, sono entrati a bordo campo, hanno chiesto di tapparsi le orecchie al pubblico per poi far esplodere un qualcosa, esplodere si.. poi se ne sono andati tranquillamente a vedere la partita.
Purtroppo ero stanco dal giro in bici e dal non aver quasi dormito di notte e me ne sono tornato a casa.
Sara’ per la prossima

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Stamattina mentre andavo al lavoro, percorrendo il consueto passaggio che va dalla metro gialla alla stazione di Spadina/Bloor c’era, come spesso capita, un tizio che suonava la chitarre, la cosa curiosa era che davanti a lui si era piazzato un uomo che gli fissava la chitarra. Chissa’.

Oggi sono tornato alla nuova casa per finire di pulire, in realta’ queste due parole per definire quella stanza non sono le piu’ adatta, l’una accanto all’altra. Il bagno adesso ha un aspetto semi decente e la camera e’ in condizioni dignitose.
Anche oggi sono tornato la’ con l’aspettativa di prendermi un po’ di forniture dal terzo (secondo) piano, ma anche oggi Seth, che come le altre due volte aveva promesso di aiutarmi, aveva altro da fare, in particolare questo pomeriggio era molto impegnato a giocare a Risiko. Quello di cui ho bisogno e’ il materasso, un divano, una scrivania e se c’e’ un armadietto. Rimandato tutto a mercoledi’.

Nel frattempo aprendo gli occhi sulla porta, che da sulla cucina, Irma ha visto un topo sui fornelli, che non la fa prender proprio bene. Seth e l’altro energumeno continuano a dire che e’ colpa dell’estate che a breve arrivera’ la ditta di pulizie ma io ho come l’impressione che con questa storia dell’estate mi stiano a pigliare per il culo, pero’ e’ anche vero che ci vivono anche loro li’ e mangiare dove vivono i topi, ecco, non e’ il massimo..

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