Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘couchsurfing’ Category

Ieri sera primi saluti, piuttosto intimi, a couchsurfing.
Niente di significativo da raccontare.

La compagnia ottima, sopratutto il dopo.

nota: -parole +azione.

nota2: proprio bello tornare dopo sei mesi e trovarsi cio’ che doveva esser gia’ successo.

Read Full Post »

Sono stati cinque giorni interessanti, diversi oserei dire.
Il viaggio e’ partito con soli due punti fermi: il biglietto aereo sola andata TO-QC e le due citta’ da visitare, Quebec City e Montreal. Il resto abbiamo, piu’ o meno, improvvisato.
La partenza creativa, la hostess del volo low-cost sembrava ubriaca e l’ora di ritardo non ha assolutamente aiutato a rassicurarci, magari pero’ ce l’ha fatta prender bene.
Arrivati a QC il taxi ci porta a casa di Francois che ci ospitera’ per due giorni nel suo semi-seminterrato. Divertente giovane Quebecois che vive nella periferia di una citta’ quasi morta con alcuni coinquilini, tutti artisti o studenti del circo che vedremo il giorno della partenza e dell’arrivo. Il centro, bellino, lo si gira in due ore, il resto del tempo lo abbiamo passato in un ristorante marocchino, in un baretto francesizzante ed a casa a cucinare. La neve ed il freddo fuori non hanno aiutato..
Volevamo un po’ alcolizzarci ma anche qua il concetto di alcool e’ deviato dal proibizionismo, l’1% di alcool non e’ alcool.
Dallo scorso fine settimana Francois conosce alcune parole nuove. Meglio non pronunciarle in ambito accademico pero’..
Da QC a Montreal siamo arrivati con Martin (Marten), tramite un servizio di passaggi in auto chiamato Allo Stop, il nostro autista era un neolaureato nutrizionista che durante il viaggio si e’ bevuto Redbull e altre amenita’ del genere, speriamo bene per i suoi pazienti.
Arriviamo a Montreal e non troviamo la neve, siamo felici di questo, anche se il freddo e’ comunque significativo.
Pausa liberatoria da McDonald’s, non ci mettevo piede dal 1997.
Arriviamo a casa di Marco, vive col fratello e un ingegnere Romeno stabilitosi qua. La casa e’ “creativa” nel senso che una pulitina negli ultimi 10 anni potevano dargliela, inizialmente ci guardiamo in faccia e telepaticamente pensiamo di spostarci al nostro Piano B ma decidiamo di restare, pieno centro e siamo stanchi.
L’accoglienza e’ buona, usciamo per mangiare qualcosa e il locale ci “offre” mezzo litro di vino.
A casa dormiamo chi in cucina chi in salotto, entrambe situazioni che volevo personalmente evitare visti gli ultimi mesi della confraternita ma penso che sono gli ultimi giorni.
Il salotto ha un compagno di dormite, e’ un topino, un ratto lungo mezzo metro in realta’. Quasi divertente se non facesse schifo vedere questo animale in gabbia.
Restiamo 3 notti, non vediamo quasi gli inquilini tranne l’ultima sera, il piu’ interattivo e’ il romeno.
Incontriamo anche il nostro Piano B, Veronique, che troviamo nella media dei Quebecois, ovvero ignora il resto del Canada con un certo astio (“ne sapete piu’ voi appena arrivati del Canada che io che ci vivo”), e’ un’aspirante insegnante e lo diventera’.
L’ultima sera andiamo a bere un Moijito quasi degno del nome che porta, almeno un po’ di alcool c’e’.

Sia Quebec City che Montreal hanno comunque un’architettura diversissima da Toronto, sono piu’ “europee”, differenziate, le persone possono toccarti con un dito o colpirti con una mazza ferrata e non chiedono sempre e comunque “sorry” come a Toronto. Bene.
Abbiamo girato la zona degli spaccini al freddo, un po’ la vecchia Montreal, pagato per una chiesa nordamericana, visitato la parte inglese della citta’ e mangiato bene (a casa..).

Anche il ritorno e’ un passaggio in auto, ottenuto stavolta tramite craigslist in tre ore.
Ci troviamo in un van con alla guida una sigora greca avanti con l’eta’ che guida a zig zag su stada dritta, sua figlia che parla un po’ di italiano e due ragazzi che ci rivolgono la parola solo per chiederci dov’e’ la spazzatura.

Arriviamo a Toronto dopo 5 ore di viaggio, un sandwich lurido e un mandarino.

La doccia successiva mi ha fatto rinascere.
Adesso e fino alla mia partenza staro’ con un altro ragazzo di couchsurfing, situazione meravigliosa, lui giordano e simpatico.

Forse dovrei scrivere qualcosaltro, forse di piu’ personale ma non me la sento, non ne so nulla, sono confuso, le cavallette hanno assaltato il mio cervello.

I prossimi giorni saranno di saluti, non ce la posso fare, non voglio, sopratutto con alcune persone.

Read Full Post »

Oggi ho passato tutto il giorno con Viola, su e giu’ per la citta’ tra commissioni, fotografie e semplice turismo.
Giornata positiva.

Stasera festa di addio per due componenti di Couchsurfing Toronto, Garry (che sara’ il PR di flikr.com) e Stephanie, situazione molto divertete. Ancora meglio la compagnia che e’ arrivata a meta’ serata e mi ha appena lasciato.

Domani parto per Quebec City, i miei compagni di viaggio sono Viola che ho ritrovato dopo piu’ di un decennio che non ci vedevamo e Valerio, che ho conosciuto pochissimi mesi fa.

Read Full Post »

Questa e’ l’espressione che ho imparato oggi.

Sono molto contento di aver conosciuto un sacco di persone a CouchSurfing, dei meeting settimanali, di alcune persone che vedo piu’ spesso, delle amicizie che sto coltivando e di tutto cio’ che ad esso e’ collegato. Pero’ in questi giorni sto riflettendo, e stasera in particolare.
Uscire con una certa frequenza e vedere sempre le stesse persone sta diventando fastidioso.

Quello che mi manca di piu’ del mio Paese (guardate che terminologia sono arrivato ad usare..) e’ il calore, l’affetto delle persone, degli amici, la condivisione di un percorso politico in alcuni casi, di amicizia in altri e familiare in altri ancora.

Continuo a dire che questo Paese, questa citta’ mi piace, mi piace molto, pero’ la freddezza delle persone e’ una cosa dura da digerire, a volte spiazzante.
Per questo motivo stasera da Rivoli non mi sentivo proprio a mio agio, una birra e 10 minuti dopo me ne sono tornato via.

<tennologia>
Prima di Rivoli sono stato ad un Workshop su Drupal, e’ un appuntamento mensile ma solo oggi sono riuscito ad andarci. Parlavano del caso di un sito migrato dalla versione 4.7 alla 6.0, dei passaggi e dei problemi riscontrati.
Interessante.
I tre piani per raggiungere la stanza (eravamo una 20ina) me li sono fatti con un tipo simpatico, lavora all’UoT (come il 40% delle persone che conosco qua, tutti con e-mail @utornoto.ca e @gmail.com) e fa volontariato ad uno dei vari network di ciclisti in citta’ (TO e’ una citta’ ciclabile), vesito quasi come “pagliaccio” in quel contesto pieno di uomini e giovani professionisti dell’IT.
Nota fastidiosa un ragazzetto che andava e veniva dalla stanza con un piatto di insalata e faceva domande con la bocca piena.
</tennologia>

nota: forse tra un paio di settimane accendono i termosifoni a casa.

Read Full Post »

Venerdi’ sera ci siamo agganciati ad una festa organizzata da uno degli “ambasciatori” di couchsurfing di Toronto, la zona era una delle piu’ fighe della citta’, il Kensington Market.
In pratica lui vive in un condominio ed ha a dispisizione uno stanzone dove organizzare feste private, fico.

Arriviamo io e Anna, ci raggiungera’ Irma piu’ tardi.
La situazione all’inizio e’ abbastanza morta, visti i costumi di queste parti non sappiamo cosa aspettarci, prima di partire (con un paio di bottiglie di vino), avevamo ipotizzato un piano di emergenza (non poter bere all’aperto e’ una menata) che poi non e’ servito.
Gran parte delle persone sono volti noti, nel corso della serata poi arrivano anche altri, un buon 95% delle persone e’ di CouchSurfing, da una parte bello, e’ una comunita’ viva e interessante, dall’altra sempre i soliti volti, devo cambiare.
Solito cibo sano sul tavolo, un po’ di musica, un sacco di macchine fotografiche.
La festa prosegue in stile “oratorio”, nel senso che i “giochi” che facciamo non li ricordavo dai primi anni delle medie, l’atmosfera pero’ e’ buona. Prima di andarmene c’e’ stata la battaglia dei palloncini, probabili rimanenze di Improve Everywhere.

Sabato pomeriggio eravamo tutti e tre volontari al consolato italiano per la notte bianca torontese. I nostri compiti erano quelli di parlare con la gente e magari vendere loro qualche utilissimo corso di italiano.

La serata doveva iniziare alle 6.52pm, e’ iniziata quasi un’ora dopo a causa di problemi tecnici causati dal service che aveva in mano la parte tecnica (impianto elettrico, proiezioni, ecc..), che definire incompetente e’ un complimento.

La serata consisteva nella proiezione di alcuni video provenienti da tutta Europa (il Consolato Italiano ospita da tre anni questa iniziativa), un’installazione con gli elastici delle mutande cammuffati da opera ragionata e un paio di banchini informazioni, uno coi francesi che davano info sull’Euronight a novembre e l’altro, il nostro, con info sulla serata, sulle attivita’ dell’IIC e altro materiale di paesi europei, nello specifico la Francia che ha messo poggiato il proprio materiale sul tavolino e bona, e Finlandia dove un paio di ragazze sono arrivate, hanno sistemato due maglie di qualche squadra sportiva, un po’ di meteriale promozionale finlandese e milioni di caramelle. Poi sono scomparse per riapparire in periodi di 20 secondi.
Durante la serata abbiamo abnche distribuito dei gelati (temperatura esterna 5°C), sono arrivate le cavallette,  la fila per queste delizie (un paio ne ho mangiati anche io in verita’). Le confezioni erano tipo il nostro calippo, un tizio ha chiesto come si mangiava e stava per infilarci le dita dentro, un’altra voleva il biglietto da visita dell’azienda che li distribuisce. Cavallette zoticone comunque.

Alle 10.30pm circa, consapevoli dell’incompetenza degli altri volontari europei, francesi, olandesi, tedeschi e finlandesi (alla facciazza dei luoghi comuni sugli italiani), ce ne andiamo un po’ sconsolati.

La notte bianca e’ in pieno svolgimento.
Migliaia di persone per le strade, talvolta difficile camminare, vecchi giovani e bambini, torontesi e stranieri venuti da altri paesi e dallo stesso Canada. Atmosfera viva, con la nostra guida cerchiamo di orientarci sulle varie iniziative, andiamo prima ad Est poi Nord, poi di nuovo a Sud, centro di arte polacco, artisti di strada, cascate fatte in bottiglie di plastica, centri commerciali, locali, gallerie d’arte, tutti sono aperti per questa notte, anche la metro, con tariffe standard, rimane in servizio tutta la notte, ed e’ sempre piena.
Incuriositi passiamo College Park dove c’e’ una roba sugli zombi, arriviamo e vediamo persone effettivamente truccate e vestite in maniera mostruosa. Le mi colleghe all’arrivo se ne trovano uno di fronte e fanno un salto non indifferente, lo stesso mostro le prende di mira 20 minuti piu’ tardi dall’altra parte del parco, altro salto ed esclamazione di spavento in italiano. E’ stato divertente.
Piu’ a sud ci consigliano un palazzo con dei disegni di luce sulle finestre illuminate a quadranti, deve essere a fine, non c’e’ piu’ musica.
Sono le due circa e siamo alla disperata ricerca di un Tim Hortons aperto (Starbucks e SecondCup fanno, onestamente, cagare), rinunciamo e torniamo alle nostre dimore, ci infileremo in quello vicino casa.
Sono quasi le tre, buona notte.

Read Full Post »

Ieri pomeriggio dopo lavoro mi sono trovato la cucina vuota ed un sacco di pezzi di plastica a coprire zone delicate (bicchieri, stoviglie varie, pentole, ecc..)
Da meta’ pomeriggio il tetto della cucina non c’era piu’.
Chissa’ per quanti altri giorni mi tocca mangiar fuori. !@#$%^&*()

Tempismo perfetto.
Parte del tetto era rotto, sporco e gocciolava, ma visto che in estate “non c’era nessuno, non potevano farlo in quel periodo? Poi io naturalmente vengo a conoscenza di queste azioni a cose fatte.

Questo a parte ieri sera da Rivoli ci hanno “cacciati via”, nel senso che nell’area in cui solitamente stavamo c’era una festa privata di una trasmissione televisiva, con i due conduttori. Aria fiacca, la nostra.

Read Full Post »

Ieri il signor Peter mi ha avvisato che oggi il loro meeting sarebbe iniziato prima.
Uscito da lavoro dovevo fare qualche commissione, ma a casa entro le 6, altrimenti non ci sarei potuto rientrare prima delle 9-10pm.

Entrando in metro, incontro uno dei confratelli, Isaac, 21enne studente di scienze politiche internazionali, facciamo due chiacchere, lo vedo molto timido quando non e’ con i suoi fellows, mi chiede opinioni sulla casa, cerco di restare sul vago, almeno per questa settimana.
Just in case” mi chiede il numero di telefono ed io prendo il suo, mi faranno gli scherzi cretini?

Arrivato a casa svuoto la borsa delle cose inutili e ci metto i miei due libri di Naomi Klein, Shock Doctrine (Inglese) e Shock Economy (Italiano).

Ho fissato con Theresa alle 6pm davanti al cinema, e’ acora presto e mi avvio con calma, in fondo e’ a 10-15 minuti a piedi da casa. Senza fretta mi faccio un giro anche in libreria, non sapendo che il mio essere in anticipo cronico mi salvera’ di li’ a poco. Trovo infatti la mia amica davanti allingresso, alla sua destra una lunga fila di persone in coda per l’acquisto, i piu’ fortunati, del biglietto all’ultima ora, a sinistra un’altra coda altrettanto lunga (che raddoppiera’) per i ticket holders chi, come me, si era munito di biglietto in anticipo. Ci accodiamo e stiamo fermi sul posto piu’ di un’ora, con vari personaggi, alcuni dei quali ritroveremo sul palco, pronti a fornirci di tutti i volantini che (non) desideriamo, siamo sotto elezioni e quando spiego che, sfiga, non posso aiutarli a cacciare il conservatore Harper, divento meno interessante.

Le file sono davvero piene di gente e siamo curiosi di conoscere il numero sui biglietti degli altri, alle nostre vicine, che stanno mangiando il Sushi in scatola, cadono i biglietti, numero 432, io ho il 92-93, direi che sono stato uno dei primi a prenderli quasi un mese fa. Da questo punto di vista, al contrario di altri italiani che ho conosciuto qua, non mi sta venendo troppo difficile abituarmi ai loro ritmi ed alla loro puntualita’.

Dopo un’ora entriamo, ci sono altri tizi che conosciamo ma non ci vedono, siamo fortunati (ah, la puntualita’ cronica!) e cerchiamo dei posti nelle prime file, in quarta ci sediamo.
Di li’ a poco la sala si riempira’.

L’ambiente e’ strano per un cinema vero, almeno per quello che ho visto finora, ma siamo in The Annex.
L’atmosfera, le pareti, i banchini, odorano di CPA di Viale Giannotti, piu’ serio e piu’ pulito, l’odore di attivismo politico non si nasconde e non si fa attendere.

Naomi e’ ai piedi del palco, le due ragazze che hanno organizzato la serata (che iniziera’ alle 7.20 anziche’ alle 6.30pm) cominciano a parlare, sono attiviste di due organizzazioni diverse, ringraziano tutti per esser venuti ed avvertono che entro le 9pm, causa small budget, tutti fuori, cosa che ovviamente si rivelera’ impossibile, e non laciate niente nel cinema (qui solitamente lasciano pacchi di pop corn e lattine a gogo’).
La seconda ragazza e’ attivista per gli Indiani d’America che stanno pian piano scomparendo tra riserve e arresti vari, e’ visibilmente provata, piange, quasi.

Finalmente e’ il turno della Klein, un’oretta di monologo interrotta dagli applausi e da sue battute sarcastiche (che di rado comprendo), sa parlare, sa muoversi, in piedi dietro al parlatoio. Non molto da dire in realta’.

La stessa Klein passa poi la parola ad un amico attivista locale, ne seguiranno altri 5-6, da loro molto spazio, una mezzora tutta, da una parte ho apprezzato cio’ che ha fatto, dando voce all’attivismo reale e locale, a quello che anche nei suoi libri apprezza e promuove, si e’ rivelata una bella persona, per quel poco che ho potuto capire. Ai due lati del cinema c’erano un banchetto con i suoi libri (Toronto Women’s Bookstore, dove ho preso i biglietti) e uno per il popolo Palestinese, all’ingresso del cinema invece materiale informativo sulle elezioni delle prossime settimane.
Dicevo, ho apprezzato questo suo comportamento da una parte, dall’altra alcune delle persone che parlavano non avevano idea del significato del termine “amplificazione” da quanto urlavano al microfono e dal tempo che sono state a parlare, vi ricorda nessuno? :)
Qui i biglietti costavano 8$ a NYC 48$, magari due situazioni diverse, la’ probabilmente gli attivisti saranno supporter di Obama che la stessa Klein critica pesantemente (Scuola di Chicago)

Finita la serata ha iniziato a firmare i libri, una massa di gente ma non troppa, io fra questi con le mie due edizioni.
Per fortuna hanno passato dei post-it, che se dovevo fare lo spelling del mio nome in quella calca ero ancora li’.

For [mio nome],
Be Brave!

Quando vede le due edizioni del libro mi chiede di dove sono, glielo dico e fa una battuta del tipo “Che titolo stupido hanno scelto per l’edizione italiana” (Shock Economy anziche’ quello originale Shock Doctrine), ed in effetti ha ragione.

Esco e vado a recuperare il metropass di ottobre, lo pago 9$ meno grazie ad alcuni sgami di una tipa di CouchSurfing.
La stessa tipa, Gail, il pomeriggio mi aveva detto di aver visto, tempo fa, il marito di Naomi, Avi Lewis, uscire da una lavanderia della zona.
Anvedi che c’ho la Klein come vicina di casa!

Torno a casa, nella stanza comune gli agenti segreti in giacca e cravatta stanno ancora parlando, studiano  un nuovo tipo di birra che ti fa sbronzare in mezzo bicchiere? Segreto industriale.
Scusate.

Peter deve aver percepito che ce lo odio, se non fosse cosi’ dovrebbe mettersi un paio di buoni occhiali.

Anche oggi ho scritto questo post in piedi, dove ho trovato connessione.
Ieri, che poi la connessione e’ sparita. Merda.

A volte posso dare l’impressione (ok, e’ vero, non e’ solo un’impressione!) di scrivere molto, troppo, quello che faccio pero’ non e’ solo scrivere per voi che mi leggete ma anche per me stesso, per i tempi bui di dicembre…

nota: Parlando del piu’ e del meno Theresa mi ha chiesto se penso di trasferirmi qui. Ho risposto di si.

Read Full Post »

Older Posts »