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Archive for the ‘college’ Category

Dopo settimane di tentativi ieri sera sono finalmente riuscito a farmi un giro fotografico serale con Concita, situazione interessante, inizio a capire come funzionano alcune cose.
Purtroppo non ero del tutto presente e la serata un po’ ne ha risentito, anche se comunque interessante.
Ho pure scoperto un locale portoghese, pareva di entrare in una pasticceria italiana, mi sono sentito (quasi) a Casa!

Mi devo organizzare meglio per la pubblicazione delle foto sul blog, ma con la situazione connessione che ho al momento, e con i giorni contati alle mie partenze, la vedo difficile.

Bella serata devo dire.

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Ieri ho capitolato, sono andato per la prima volta al WalMart di Toronto a cercami una coperta (inizia a raffrescare) e qualche altra cosetta. Mi dispiace ammetterlo ma come potete ben immaginare i loro prezzi sono dannatamente competitivi rispetto alla media ed il confronto qualita’ non regge se confrontato a certi negozi a downtown, dall’abbigliamento a molto altro. Un po’ deluso ma sono abbastanza sicuro che ci tornero’.

Ieri pomeriggio invece mi sono andato a vedere il primo di una serie di film organizzato dall’associazione degli studenti della UoT, il film in questione era “Buffalo ’66“, ottimo il cast e bello il film che risale al 1996. Tra le altre cose, nonostate made in USA, comprensibilissimo.

Insieme a me c’era Valerio con cui ho poi cenato al famigerato Sneeky Dee’s, buono, abbiamo poi finito la serata su College st.

Ieri era anche il 17, giorno di una festa a casa mia che pero’, per ovvi motivi, ho deciso di evitare.

Stamani ovviamente in giro per casa i bicchieri bianchi, non piu’ rossi, di birra, pieni e vuoti, erano sparsi ovunque e la cucina piuttosto lurida. Inutile dire che non alzeranno un dito e questa situazione rimarra fino alla prossima settimana quando la donna delle pulizia ci fara’ visita.
Intanto giovedi’ uno degli abitanti che non avevo ancora visto si e’ nutrito di qualcosa che poi ha lasciato sul tavolo per due giorni.
Scusate se mi dilungo su questi particolari ma qualche volta non ci credo neanche io.

Oggi dopo scuola pensavo di andare a vedere il corteo contro la guerra, iniziava all’1pm, io sono riuscito ad arrivare solo alle 2.30pm e dei manifestanti neanche l’ombra.

nota: questo e’ il 100esimo post del blog, speravo di scrivere qualcosa di piu’ interessante per questo avvenimento. Sono passati inoltre 125 giorni da quando sono atterrato sul suolo canadese.

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Alla fine solo stanotte (stamattina) sono riuscito a dormire a casa nuova.
Questo fine settimana e’ stato particolarmente intenso, e’ anche un long week-end, il 1 settembre e’ Labour Day, giorno di festa nel Nord America.
Sabato primo giorno al Festival. A meta’ pomeriggio con Irma, Theresa (Toronto) e Sascha (Berlino) abbiamo passato tutto il pomeriggio per College st. a prendere un po’ in giro i diversi spettacolini anni 50-60 per poi dirigerci verso il main stage al concerto Taranta Power, molte le persone, gran parte delle quali molto anziane, sedute davanti al palco, con buona probabilita’ si aspettavano la tarantella che avevano lasciato decenni fa nelle loro terre, cosi’ non e’ stato, ovviamente.
Sia Theresa che Sascha, pur non capendo molto, hanno apprezzato la performance, chiedendoci anche il nome dell’artista, per approfondire.

Dopo cena, lasciati i due stranieri, ci siamo reincontrati col gruppo, l’ora tarda ha richiesto le magie per rimediare qualcosa di alcolico vicino all’hotel, per fortuna la fata turchina era con noi ed e siamo riusciti a bere qualcosa.
A notte tarda i mezzi scarseggiano a Toronto, siamo rimasti in albergo con i ragazzi.

La mattina di ritorno a casa per una doccia rinfrescante (fa caldo..), io poi avevo il mio appuntamento con il solito gruppo di CouchSurfing, persone meravigliose devo dire.
Era un meeting al Kensington Market per un’altra sessione di Free Hugs, questa zona e’ piena di vita easygoing, e ieri era proprio la giornata senza auto, centinaia e centinaia di persone per le strade dell’area e una 15ina di folli muniti di cartelli con su scritto “Free Hugs” (Abbracci Gratis), e di abbracci gratis ce ne sono stati davvero tanti, situazione decisamente migliore di quella scorsa in Dundas Square.

Finito il pomeriggio di abbracci in 6-7 siamo andati a prendere qualcosa da bere, io mi sono poi staccato per raggiungere Roberto e gli altri della band, rinchiusi in un recinto abbiamo potuto bere una birretta.

Il concerto e’ stato decisamente piu’ coinvolgente, sotto cassa vecchini, giovani e bambini, ci siamo fatti coinvolgere volentieri.

Birretta dopo cena in zona albergo e poi a letto.
Purtroppro le cose sono un po’ precipitate nelle ultime ore, ma era comprensibile dopo mesi stressanti di tour.
Devo dire che mi sono divertito in questi giorni, non mi aspettavo certo quello che e’ successo e sono contento di come sono andate le cose (quasi tutto ecco:)

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Non so da dove iniziare, quindi comincero’ dalla fine.

Stasera, tornando alla mia reggia, ho visto un sacco di luci sul terrazzino di un paio di case oltre la mia e troppe macchine parcheggiate per strada (due..). Stavano girando un film o una pubblicita’, la cosa che si notava di piu’ era un’affettatrice..

Ho girato almeno 7-8 scuole di inglese, mi hanno dato tutte l’idea di entrare in qualcosa di molto simile a quello che ho trovato a New York quindi, a parte quella che sto seguendo (gratis) ed un’altra di cui mi hanno parlato tutti molto bene ma che posso frequentare solo un giorno a settimana da settembre, ho deciso che investiro’ qualche risparmio in alcool, che possiamo definire un altro genere di scuola, ne ho gia’ spesi troppi in formazione farlocca, meglio divertirsi.

Ok, arriviamo al significato del titolo.
Avete letto tutti quanti della mia ricerca di casa, dei posti coi topi, con le pareti creative o l’odore “particolare” di queste zone.
L’altro giorno dopo settimane di ricerca mi sono deciso a chiamare il contatto che mi avevano dato e che, per email, non rispondeva mai, tale Monhit o qualcosa del genere.

Ci fisso per le 6.30 di lunedi’, lui e’ un indiano che per vivere fa anche questo, ha in gestione delle stanze in questa struttura, forse anche in altre, sembra un tipo tranquillo e ispira fiducia ma sa bene in fatto suo.

Lo dico solo adesso che volevo averne la conferma, avendo sborsato per primo e ultimo mese, scaramanzia lo sapete..
Per farla breve dal 1 settembre andro’ a vivere in una confraternita, la Alpha Delta Phi di Toronto (non so se e’ proprio quella giusta :P, fra i suoi alumni compaiono personaggi come Rockfeller).

Quello che mi hanno raccontato e’ esattamente l’immaginario che si ha dalle decine di film mmerigani che passano le nostre tv. Per chi non lo conoscesse consiglio Animal House (soprannome dato dal mio contatto alla casa in questione).
Mi raccontavano di aver visto buttar giu’ divani, sedie, poltrone ecc da questa casa.

La visita non e’ stata delle migliori, delirio completo, poltrone, sedie, panche ovunque per terra, accompagnate da sporco diffuso. Stanno per chiamare un’impresa di pulizie perche’, come diceva Seth, che mi ha portato in giro per casa prima dei 45minuti di ritardo di Monhit: “e’ estate, non c’e’ nessuno e a chi c’e’ non importa molto, poi dopo le vacanze noi studiamo molto, non come in Europa o in Italia che all’universita’ vi divertite e studiate poco“.

Avevo due scelte, una stanza piccola al terzo (secondo) piano sotto il soffitto con la finestra rotta e poca voglia di ripararla, e una piu’ grande al pian terreno o al primo piano come dicono qua (vicino alla cucina..) con il bagnetto privato interno. Ho optato per quest’ultima. E’ vero che la pago un po’ di piu’ (con i prezzi italiani e’ ok, con quelli di qua un po’ meno, nonostante lo sconto) ma e’ anche vero che sto prendendo questa nuova sistemazione come un’esperienza, vivere con 13 confratelli sara’ divertente :)

La zona fra l’altro e’ fighissima: dall’altra parte della strada c’e’ l’Istituto Italiano di Cultura, a 3-400 metri la stazione della metro di St. George e in 5 minuti a piedi sono in ufficio, inoltre la zona e’ ben predisposta per raggiungere praticamente tutto dalla Chinatown Spadina/Dundas, la Little Italy di College st., la vita di Queen/Richmond/Adelaide/King, e’ la parte ad ovest di downtown, quella piu’ viva, ma sopratutto e’ la tavola numero 6 della mia mappa di Toronto, e’ un po’ come quando su una cartina vedere tutta la citta’ ma sul retro c’e’ il particolare della zona piu’ centrale o piu’ fighetta, io sono li’! e da come potrete capire, piglia bene! :)

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Oggi, per la prima volta da quando sono qui, ho pensato ad un eventuale prolungamento del mio soggiorno canadese. Non era ancora successo, il blog e’ un po’ un termometro dei miei umori e di come vedo le cose ma questo pomeriggio ho riflettuto anche su questo. Poi con calma scrivero’ un post piu’ riflessivo ma accontentatevi di questo per il momento.

Ho incontrato il mio ultimo contatto italiano preso in Italia, si chiama Daniela ed e’ grazie a lei ed al suo blog che sono venuto a conoscenza della possibilita’ di poter fare questa esperienza.
Daniela e’ ormai in questo Paese da diversi anni, arrivata quasi per caso per imparare l’inglese, ci e’ rimasta. Diventanone cittadina.
Sono stato alla stazione televisiva dove lavora per il telegiornale in lingua italiana (il piu’ lungo, un’ora, dell’intero continente Americano) ed ho conosciuto diverse altre persone arrivate in Canada o scappate dall’Italia. Per quei pochi minuti che sono stato con loro e scambiandoci quattro chiacchere li ho trovati bene, contenti di dove stanno (vediamo se ne esce qualche contatto lavorativo di qualche tipo). Questo, insieme ad i ragazzi conosciuti dei giorni scorsi mi ha fatto riflettere sulla mia permanenza come dicevo all’inizio dell’articolo.

Venuto via dal 545 Lake Shore Boulevard West di OmniTV (vicino al molo :), con un sacco di confusione in testa, ho fatto la solita capatina in biblioteca con pero’ un occhio piu’ attento all’area ESL con cuffie ed audiovisivi per poi finire al solito College Park per la lettura quotidiana.

La giornata finira’ con un sacchetto pieno di confusione che, per qualche giorno, terro’ accanto al letto.

Oddio.

nota: la cosa buffa e’ che sto guardando giusto adesso (sono le 20.00) OMNI News, con Daniela come “mezzobusto”, un altro ragazzo conosciuto in redazione, Luca, come inviato esterno e Vito allo sport :)

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Giornata interessante, iniziata alle 12.00 in Dundas Sq, al Free Hugs Day (Abbracci gratis), eravamo in cinque ma in qualche modo devo inziare a frequentare i locali no? :) Per dure ore (altri hanno continuato io ho abbandonato il campo) abbracciato un sacco di locali e turisti, molti ci guardavano un strani ma e’ stato bello cosi’.
Guarda le foto.

Dopo la capatina quotidiana in biblioteca mi sono fermato a College Park (e’ a meta’ downtown, accessibile da un po’ ovunque) a leggere un po’ con le birre, appena acquistate per l’invito al barbecue pomeridiano/serale, come compagne di panchina.
Birra, vino e alcolici qui li puoi comprare solo in negozi appositi, il che e’ un po’ pacco per noi abituati a trovarli ovunque, ma vabbe’.

Il barbecue e’ andato bene direi, oltre a Viviana che avevo conosciuto l’altro giorno c’erano il suo compagno ed altri due ragazzi easygoing, come si dice qua, tutti italiani, con cui abbiamo passato una bella serata anche in giro per Yorkville, zona molto bellina a nord di downtown e da cui probabilmente prendero’ qualche contatto per la mia permanenza in questa citta’.

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Oggi e’ il Canada Day, il Paese compie 141 anni, un pischello.
Uffici chiusi, qualche negozio per turisti e ristoranti aperti.

Fra le iniziative di questo giorno, oltre a quelle istituzionali nelle piazze e nei parchi c’era anche il Cannabis Day, ero curioso e ci ho fatto un salto. Sono rimasto abbastanza deluso, la sfilata probabilmente neanche c’e’ stata, al parco erano in 100, 150 con stime ottimiste, qualche bandiera di marijuana, qualcuno che fumava davanti ai 6 poliziotti ma niente di particolare.
Divertente e’ stato vedere un ragazzo, 20-22 anni, con due bandiere, una con disegnate tante foglie di maria e l’altra del Canada, difficilmente da noi si vedrebbero cose di questo genere, ma qui la percezione e’ diversa.
Tutto questo sotto lo sguardo vigile e rilassato di 7 poliziotti (si, se ne e’ aggiunto uno) di massimo 35 anni, in un parchetto (College Park) con fontana, giovani, hiphopettari, alternativi, rollatori e qualche passeggino, mentre un giovinotto sulla Yonge St urlava al megafono qualcosa tipo “venite a fumare, venite..” in continuazione.

Li’ accanto, in Dundas Sq, una manifestazione istituzionale faceva esibire balli tradizionali di vari paesi del mondo, molto giovani i performers, qualche volta sembravano buttati li’ da genitori troppo orgogliosi del loro Paese per vedere che i figli tutta sta voglia di esibirsi mica ce l’avevano..
Oggi e’ stata una giornata rossa, chiunque poteva indossava una maglia del Canada o di Toronto e chi non aveva questa era comunque in rosso, pantaloni, magliette, felpe (poche, caldo..), bandierine e bandierone distribuite ovunque a chiunque. Alla fine ho desistito anch’io a prenderne una. :)

Stanco di Dundas Sq mi sono spostato a sud di Union Station, sul molo. Anche qui tutto rosso, il parco pieno di gente, artisti di strada e, come in Dundas Sq, mercatini multietnici, quelli da fiera con prodotti locali e, non poteva mancare, cibo in quantita’.
Non lo leggo come patriottismo all’americana (USA) ma fra discorsi pubblici, tv, e mezze frasi ascoltate in giro la parola “Canada” e’ davvero usata molto.
Le foto.

nota: non ricordo se l’ho gia’scritto, nei corridoi della metro ci sono dei rettangoli formati da cerchi gialli, sono gli spazi in cui musicanti e artisti di vario tipo si possono esibire, li’ e solo li’.
nota2: ovviamente anche qui pieno di telecamere.

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