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Archive for the ‘casa’ Category

Stasera festa di addio/arrovederco quasi completamente italiana.
E’ stato quasi come ricordare quella sera di alcuni mesi fa dove ho salutato gli amici fiorentini, in partenza per un futuro abbastanza ignoto.
Devo dire che e’ stato divertente, com’e’ andata, le persone e sopratutto un’atmosfera particolarmente vicina e rilassata.
Contrariamente ai giorni scorsi oggi mi sono sentito piuttosto rilassato, non succedeva da quando ho iniziato a pensare seriamente alla partenza, rilassato anche sugli aspetti piu’ personali che mi stanno accadendo e di cui ho scritto molto poco.

Stasera e’ stata diversa.
A fine festa, una volta uscito per tornare a casa, durante i miei quotidiani 20-30 minuti di cammino al freddo, mi sono sentito strano, stavo violando la neve, quel manto bianco che alle 2 del mattino e’ incontaminato era, pochi centimentri dietro di me, pieno di impronte numero 9½.
La neve della serata, quasi magica, stava attaccando anche sui miei vestiti.

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Ieri ci sono state le elezioni americane, ovviamente qui, come vicini di casa sono piuttosto sentite, le iniziative e le proiezioni pubbliche di CNN e altri programmi tv si sprecavano.

Ma partiamo dall’inizio.

Nel tardo pomeriggio ho finalmente reincontrato uno dei miei cugini a Toronto per un corso, cena presto presto con due suoi colleghi.
Quando si parla di spreco italiano non pensiamo a quello che fanno anche qui, erano in 3 per un corso di una settimana con un docente torontese, l’azienda ovviamente pagava tutto: 300$ a notte per camera per 7 giorni piu’ pranzi e cene, piu’ trasporto prima classe arriviamo a quasi 9000$. Ma vabbe’.
Dicevo, cena in questa catena di ristoranti non proprio economica, il Jack Astor’s, 90% signorine in nero a servire, selezionate da un concorso di bellezza del College, la nostra fa la carina col collega vicino al corridoio, una ragazza piuttosto energetica che sa effettivamente come accogliere i clienti (diciamo che la pagano per questo la divisa piuttosto aderente aiuta) o meglio, per ricevere una lauta mancia.

A fine serata la vedo in rosso sulla metro tutta mogia mogia, tutte quelle ore a sorridere, fare la carina, correre su e giu’ coi piatti non sono sicuramente poi cosi’ divertenti.

Finita la cena vado con Concita in un paio di posti a vedere le elezioni americane, il secondo e’ il cinema Bloor organizzato da NOW Toronto in cui proiettano CNN e uno spettacolo di un’altra tv, una roba comica. Nel frattempo scorrono i risultati, la gente esulta alla vittoria stato per stato di Obama e si lancia in lunghi buuuu su quelli vinti da McCain.
Ad un certo punto, verso le 11 e qualcosa tutti si alzano in piedi ed esultano in un grande applauso.

Barak Obama e’ il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

Devo ammettere che sono rimasto stupito, non mi aspettavo una cosa cosi’ veloce.
A questo punto proviamo ad andare in un paio di posti per vedere i festeggiamenti, ci dirigiamo alla festa dei Democratici americani ma vogliono 25$ di ingresso, rinunciamo, passiamo allora alla grande festa in Dundas sq, arriviamo e ci sono 80 persone in tutto, molti dei quali “frikkettoni” con musica a tutto volume ed una sagoma a grandezza naturale di Obama.
Ok, e’ finito tutto (o non e’ neanche cominciato) a mezzanotte.

Questa mattina sento dei rumori nella cucina e penso che siano gli operai che portano via i rimasugli della festa di Halloween. Mi sbaglio.
Esco per andare al lavoro e trovo una troupe televisiva che sta girando un film. Tutto e’ ovviamente pulito (o messo da una parte..), a me come al solito, diocristo, non hanno detto nulla e la tipa un po si stupisce, ma neanche troppo.
Mentre esco mi fermano un minuto che stanno girando una scena sulla porta.
Il tavolone e’ pieno di cibo e quando sono a 50 metri da casa due studentesse zaino in spalla scendono dalle scale di casa.
Ci vediamo alle 2pm.

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Devo ammettere di essermi sbagliato, la mia confreaternita non e’ poi cosi’ noiosa, ieri non e’ successo nulla di significativo, mi hanno dato cosi’ occasione di scrivere qualcosa qua.

Forse devo ringraziarli. Ma anche no.
Le cose si sono svolte in pochi minuti.

Peter, il capo della confraternita, quello che doveva darmi le chiavi e mi ha dato buca, quello che non mi caga, l’unico fra tutti che neanche quando e’ di fronte a me mi saluta, neanche un “Hi”, niente, zero, ieri sera mentre ero in cucina stavo per inzuppare la forchetta nel mio pasto viene (e li’ gia’ dovevo sospettare) e mi dice:
Peter: “Perche’ non hai risposto quando ho bussato?
Io: “Sai com’e’, ero sotto la doccia
e continua
Peter: “Hai presente il lunedi’ pomeriggio, quando non puoi stare qui perche’ abbiamo riunone?
Io: “Si
Lui: “Ecco, devi andartene per una mezzora, abbiamo una riunione adesso
Io: “Ok, sono qua, dammi il tempo di mangiare e me ne vado, tanto dovrei andarmene comunque
Lui: “No, devi andartene ora
Io: “Dai, ci metto 10 minuti a mangiare, poi me ne vado
Lui: “No, ora
A quel punto mi sfogo e gliene dico quattro, che, minkia, neanche un’ora di preavviso mi ha dato sto tizio.

Mentre mi vesto per uscire sbuca dalla porta e mi allunga 20$ per la cena, inizialmente rifiuto, non e’ questione di soldi ovviamente, insiste e li prendo.
Fortuna che dall’altra parte della strada ci sono le ragazze che mi hanno raccattato.
Al pagamento dell’affitto di ottobre ne riparliamo bene.

Il lunedi’ dalle 7 alle 9.30pm non posso stare in quella che per 3 mesi dovrebbe essere la mia casa, la cucina e’ lezza, ieri sono stato nella stanza della lavanderia e dire che e’ sporca e’ un’eufemismo, creepy la definirei, mi avevano assicurato connessione in camera e c’e’ una volta su 10. A tutto questo si aggiunge il fatto che di punto in bianco me ne devo andare a loro piacimento, ma stiamo fuori?!?

Esco visibilmente alterato sbattendo la porta, alle mie spalle il signorino chiude la porta (che normalmente si
apre con una combinazione) col chiavistello, capitasse mai che questo italiano del cazzo torni all’improvviso a fare una scenata.

I 20$ dollari ci pagano da bere al James Joyce.

Prima pero’ andiamo a vedere la Samba sul marciapiede all’angolo Spadina/Bloor.

Torno a casa e tanto per cambiare non c’e’ connessione in camera, vado nella stanza comune e in 15 minuti sento entrare gente urlante, vabe’ vado a letto, non sono in vena.
Come sapete la mia stanza confina con la cucina, mi trovo 5-6 di loro, c’e’ anche Seth, senza il boss, un po’ alticci che stanno cucinando. Quando sono cosi’ (e sono a casa, non li vedo mai..) sono pure simpatici, intavoliamo una discussione sulla lingua inglese e sul miglior modo di impararla/migliorarla, con loro che parlano solo inglese, inserendo due fuck ogni tre frasi. Vado a letto che e’ meglio.

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Oggi solito tran tran, mattina al lavoro, sono riuscito a portare la valigia grande a casa nuova, ho comprato il porta incenso che cosi’ tolgo un po’ di puzzo dall’area dormitorio e la mascherina per gli occhi per dormire decentemente.
Domani mattina e’ il turno dell’ultima borsa e, se non piove, anche la bici, e sono a posto!

Dopo il party a scuola per l’ultimo giorno (ci hanno dato da mangiare e bere praticamente solo troiai) ci siamo spostati all’Istituto Italiano di Cultura, quello davanti alla mia futura casa e il futuro lavoro di Irma.

C’era una sorta di conferenza con Eugenio Bennato (che ho scoperto essere un fisico) e la Taranta Power, la platea quasi piena di 70enni rimasti ai loro 20 anni. Mezz’ora di ritardo ma ne e’ valsa la pena. Bennato ha iniziato a parlare (anche in inglese e quasi meglio del Direttore….), qualche demo dello spettacolo di domani (ah gia’, non l’ho detto, domani c’e’ la festa a Little Italy su College st., oltre alla Taranta Power altre cose italiane agghiaccianti) e qualche domanda non troppo vispa da parte del pubblico ultrasettantenne.

Finita la conferenza sia io che Irma abbiamo intrattenuto rapporti interpersonali con i componenti e la componente della band. Lei vera calabrese, io mezzosangue, siamo finiti, grazie ad uno dei componenti del gruppo, a cena con tutti loro da Giovanni’s (ristorante italiano, ovviamente, dove fra l’altro lavora l’altro italiano col mio stesso permesso), pasto, risotto al pesce per esser precisi, offerto da Radio Chin, altro pilastro della comunita’ italiana a Toronto.

I componenti devo dire che sono davvero uno spettacolo, simpaticissimi, domani comunque andiamo a vederli e magari ci facciamo pure il giro turistico insieme, se si riprendono dal sonno.
Ci sono un paio di commenti buffi che forse e’ meglio che non scrivo, nel caso chiedete.

Insomma, abbiamo svoltato cendando con la Taranta Power, che buffo, tutto mi aspettavo tranne questo.
Poi forse Eugenio ce l’ha un po’ con me, che gli ho finito il bicchiere di grappino spagnolo.. ;)

Tornto a casa e mi trovo il padrone sbronzo, ha saputo che mi trasferisco in una confraternita, anche lui mi ha chiesto se conoscevo il film Animal House, ha guadagnato 100 punti (ne aveva persi 100.000, siamo a -99.900).
Dall’altra parte del mondo dovevo stare per incontrare questi personaggi :)

nota: da domani dormo a casa nuova
nota2: questo e’ il 60esimo post che scrivo

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Oggi grandi pulizie a casa nuova. La situazione non e’ delle piu’ pulite in generale, pavimento in legno, certe cose proprio non se ne vanno, ma pace. La cosa piu’ tragica e’ in realta’ il bagno che versa in delle condizioni tutte sue, per usare un eufemismo.
Domani spero di rimediare un po’ di mobilia, appena ho il minimo indispensabile mi muovo da qua. Stamattina mi sono dovuto alzare alle 9.30 che dal caldo/umido non resistevo, uscito dalla mia stanza si stava bene, quasi freschino. Che odio!

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Domani vado a prendere le chiavi e il contratto della nuova casa, speriamo il tipo non sia in ritardo cronico come al solito.
Stasera pensavo che in zona non ci sara’ un No-Frills e sicuramente mi mancheranno i biscotti con cui faccio colazione, ma trovero’ altro. :)

Il proprietario della casa dove sono ora sembra proprio un furbetto, nel senso negativo del termine, voleva restituirmi il deposito il 15 settembre, per di piu’ con un assegno. Stasera mi ha detto che non ha i soldi, improbabile direi, ma non e’ una cosa che mi riguarda.

Oggi (almeno) 153 morti a Madrid.

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Non so da dove iniziare, quindi comincero’ dalla fine.

Stasera, tornando alla mia reggia, ho visto un sacco di luci sul terrazzino di un paio di case oltre la mia e troppe macchine parcheggiate per strada (due..). Stavano girando un film o una pubblicita’, la cosa che si notava di piu’ era un’affettatrice..

Ho girato almeno 7-8 scuole di inglese, mi hanno dato tutte l’idea di entrare in qualcosa di molto simile a quello che ho trovato a New York quindi, a parte quella che sto seguendo (gratis) ed un’altra di cui mi hanno parlato tutti molto bene ma che posso frequentare solo un giorno a settimana da settembre, ho deciso che investiro’ qualche risparmio in alcool, che possiamo definire un altro genere di scuola, ne ho gia’ spesi troppi in formazione farlocca, meglio divertirsi.

Ok, arriviamo al significato del titolo.
Avete letto tutti quanti della mia ricerca di casa, dei posti coi topi, con le pareti creative o l’odore “particolare” di queste zone.
L’altro giorno dopo settimane di ricerca mi sono deciso a chiamare il contatto che mi avevano dato e che, per email, non rispondeva mai, tale Monhit o qualcosa del genere.

Ci fisso per le 6.30 di lunedi’, lui e’ un indiano che per vivere fa anche questo, ha in gestione delle stanze in questa struttura, forse anche in altre, sembra un tipo tranquillo e ispira fiducia ma sa bene in fatto suo.

Lo dico solo adesso che volevo averne la conferma, avendo sborsato per primo e ultimo mese, scaramanzia lo sapete..
Per farla breve dal 1 settembre andro’ a vivere in una confraternita, la Alpha Delta Phi di Toronto (non so se e’ proprio quella giusta :P, fra i suoi alumni compaiono personaggi come Rockfeller).

Quello che mi hanno raccontato e’ esattamente l’immaginario che si ha dalle decine di film mmerigani che passano le nostre tv. Per chi non lo conoscesse consiglio Animal House (soprannome dato dal mio contatto alla casa in questione).
Mi raccontavano di aver visto buttar giu’ divani, sedie, poltrone ecc da questa casa.

La visita non e’ stata delle migliori, delirio completo, poltrone, sedie, panche ovunque per terra, accompagnate da sporco diffuso. Stanno per chiamare un’impresa di pulizie perche’, come diceva Seth, che mi ha portato in giro per casa prima dei 45minuti di ritardo di Monhit: “e’ estate, non c’e’ nessuno e a chi c’e’ non importa molto, poi dopo le vacanze noi studiamo molto, non come in Europa o in Italia che all’universita’ vi divertite e studiate poco“.

Avevo due scelte, una stanza piccola al terzo (secondo) piano sotto il soffitto con la finestra rotta e poca voglia di ripararla, e una piu’ grande al pian terreno o al primo piano come dicono qua (vicino alla cucina..) con il bagnetto privato interno. Ho optato per quest’ultima. E’ vero che la pago un po’ di piu’ (con i prezzi italiani e’ ok, con quelli di qua un po’ meno, nonostante lo sconto) ma e’ anche vero che sto prendendo questa nuova sistemazione come un’esperienza, vivere con 13 confratelli sara’ divertente :)

La zona fra l’altro e’ fighissima: dall’altra parte della strada c’e’ l’Istituto Italiano di Cultura, a 3-400 metri la stazione della metro di St. George e in 5 minuti a piedi sono in ufficio, inoltre la zona e’ ben predisposta per raggiungere praticamente tutto dalla Chinatown Spadina/Dundas, la Little Italy di College st., la vita di Queen/Richmond/Adelaide/King, e’ la parte ad ovest di downtown, quella piu’ viva, ma sopratutto e’ la tavola numero 6 della mia mappa di Toronto, e’ un po’ come quando su una cartina vedere tutta la citta’ ma sul retro c’e’ il particolare della zona piu’ centrale o piu’ fighetta, io sono li’! e da come potrete capire, piglia bene! :)

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