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Archive for the ‘bus’ Category

Ultimo settimana Londinese, un po’ di saluti al parentado.
Fine settimana piu’ corto del solito visto che venerdi’ sera ero a dare i biglietti al cinema e lunedi’ mattina al lavoro.
Sabato giornata di attesa ed un salutino.
A letto presto che ho dormito davvero poco, se poi pensate che in TV c’era Maria de Filippi.

Domenica mattina sveglia presto presto, a pranzo festa di compleanno per i 365 gorni di un bimbo, capirete che la rumorosa preparazione del cibo, accompagnata dalle urla e dalle pareti di cartone..

La festa per un bambino di un anno invitando un pupazzo della TV non mi pareva molto sensato, magari per gli altri piu’ grandi ma non per lui. Mi viene da pensare pero’ che invitare un pupazzo del genere per dei bambini e vedere gli adulti esaltati alla sua vista mi pare profondamente diseducativo, per entrambi, saro’ antico e della vecchia scuola ma un’Alice’s Adventures in Wonderland lo avrei apprezzato di piu’ (sanno cos’e’?).

Detto questo, dopo essersi ingozzati di ottimo cibo, la festa e’ finalmente finita,

qualche saluto e ci dirigiamo da altri parenti. Avevo avvisato del mio arrivo/saluto in modo da rivedere per l’ultima volta le piccole pesti ed e’ andata bene, accoglienza come mi aspettavo. E’ stata una gioia rivedere quelle creature.

Partiamo per la stazione degli autobus, arrivo a Toronto intorno alle 11pm.

nota: post bruttino

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Venerdi’ pomeriggio, dopo molti tentativi andati a vuoto sono riuscito finalmente a vendere la mia stufetta, 20$ ad una ragazza sudamericana, ci stavo quasi rinunciando dalla quantita’ di persone non realmente interessate che mi hanno scritto.
Ho anche visto la prima violazione esplicita al biglietto della metro, un ragazzo che salta nel mulinello dell’uscita. :)

Dal tardo pomeriggio mi ero reso disponibile come volontario all’Eu! European Film Festival che si svolge dal 16 al 30 novembre, questa e’ la quarta edizione, ma ne ho gia’ parlato in un post precedente.
Questa volta pero’ mi sono trovato dalla parte di chi distribuisce i biglietti, gratuiti, anche se con offerta libera, una media di 10-15$ ogni 2 persone, non male.
Come dicevo io ero volontario per l’Istituto Italiano di Cultura, ovvero il film italiano, “Il mercante di stoffe“.
Il cinema conteneva 360 persone, spettacolo andato sold-out, neanche un posto libero. Era la seconda proiezione, per far scorrere il pubblico abbiamo dovuto far aspettare fuori, mi si stringeva il cuore al dover dire che, prima di entrare, avrebbero dovuto attendere una media di 20-30 minuti al gelo, abbiamo fatto anche delle “eccezioni” nel distribuire i biglietti ma sempre fuori dovevano stare, qualcuno mi guardava con occhi stralunati, altri inteneriti altri ancora stupiti. Solo una persona si e’ lamentata in maniera significativa, dopo aver ripetuto che la colpa non era mia (in effetti il manager del cinema era rigido su questo punto) in inglese, ho capito che era italiano ed ho provato a fargli comprendere la situazione, ma da buona testina di minkia, scusate il termine da salotto parigino, se ne e’ andato sbraitando e blaterando delle parole, tra le quali un (a me) chiaro “vaffanculo”, dato che manco ero pagato, prendermi anche un’offesa gratis non era il massimo, visto che era gia’ sulla via del ritorno a casa, ho cordialmente ricambiato ad alta voce. La cosa piu’ triste e’ stata che le persone in coda che hanno assistito alla scena hanno preso me per quello stronzo (un vaffanculo, qualunque lingua tu parli, lo si capisce) ed i commenti erano “per fortuna non capisco questa lingua” o qualcosa del genere, mi e’ dispiaciuto un sacco ma non ci stavo a prendermi un’offesa cosi’.

Tornando al film, il commento che ho avuto da canadesi, francesi, italiani e armeni(a), e’ stato “interesting” detto con una faccia…”interesting“, devo dire che concordavo, onestamente non e’ stato il massimo anche se c’era l’attenuante del low budget, il doppiaggio (attori italiani film in italiano) non era fatto proprio bene, alcune scene un po’ creative.
Durante la proiezione una sola persona mi separava dal regista, persona interessante.
Non ho assistito a commenti e domande (mi e’ stata raccontata come una scena poco simpatica) ero all’entrata a raccogliere offerte e voti.

Finisco a cena in una pizzeria italiana, Terroni, rinomata dalla comunita’ della pizza e del mandolino ma spesso criticata dai locali (cercate ‘terroni toronto’ su un motore di ricerca..) a causa dell’integralismo culinario, ovvero niente personalizzazioni schifose come formaggio su tutto cio’ che e’ commestibile e cose cosi’.
Devo dire che la qualita’ era buona, non mangiavo una pizza degna di questo nome da mesi.

Si fa tardi e il direttore dell’IIC porta tutti a casa, la mattina successiva, quella in cui sto scrivendo, sveglia alle 7am per la quarta, ed ultima, visita al parentado di London.
Non avevo fatto il biglietto ed arrivo presto, che conoscendo i canadesi non sai mai, alla fine sono il secondo della fila, al freddo, ad aspettare l’autobus, un’ora di attesa all’aperto, fortuna che non sono freddoloso, come ha detto la tipa davanti a me “it’s early, but if you can handle the cold..”
Arriva l’autobus e in fila saliamo, sono due ore e mezza di viaggio, anche per questo nello scrivere sono stato alquanto logorroico.

Il percorso e’ pieno di neve, faccio qualche foto.
Nevica.

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Dopo la neve della mattinata di ieri il pomeriggio si e’ rivelato particolarmente freddo.
Inutile dire che streetcar, autobus e metro, unitite al fatto che molte stazioni escono direttamente sui caldi e accomodanti centri commerciali, ci hanno salvati nell’ultimo giro turistico di Ale a Toronto.

Niente di significativo tranne la sera, al concerto di Elisa (anche questo gratis), stile sagra paesana, principalmente italiani ovviamente, coda non troppo lunga sala grande ma non stadio come sarebbe ovvio in Italia, ma e’ normale.
Bella la voce, il concerto, personalmente, non mi ha entusiasmato, ma forse perche’ non ero in vena o non sapevo che fare, ma e’ un altro discorso :/

A fine concerto siamo usciti e abbiamo iniziato a fare commenti sul concerto, ci accorgiamo, se ne accorge lui in realta’, che il tipo accanto a noi e’ il bassista del gruppo, simpatico sul palco e fuori. Fortuna che i commenti non erano cattivi.

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Oggi BuskerFest festival a sud di downtown, artisti di strada, mangiatori di spade, manipolatori di burattini che manipolano burattini piu’ piccoli, un sacco di gente, al St Lawrence Market :) Bella situazione. Adesso non ho voglia quindi metto qualche foto nei prossimi giorni.

Ho conosciuto Peter, il presidente della Confraternita Alpha Delta Phi. Ancora niente chiavi..

Stasera invece, tornando a casa, alla stazione della metro ho incontrato un vecchietto italiano sui 70-75.
Qui funziona che per tutto fai la fila, scale mobili e autobus compreso, questo tizio arriva e si dirige dirattamente alla porta del bus scavalcando la fila, non sale, dato che sono principalmente donne a salire fa il “cavaliere” (beh, hai saltato la fila, che pretendi) e dice “prima le signore”, poi pero’ lo sento dire “signora” in italiano, gli faccio l’ovvia domanda se e’ italiano e l’ovvia risposta e’ si, di Cosenza, Firenze replico io.
Dalla stazione metro a casa ci sono cinque fermate (vedamo se le ricordo: Bathurst, Vaughan, Wychwood ave, Chistie st ed Arlinghton ave, la mia), in questo lasso di tempo mi racconta che e’ arrivato 18 anni fa o a 18 anni, non e’ stato molto chiaro, dopo aver finito la scuola, da solo senza genitori o prestiti si e’ fatto da solo, ha fatto il fotografo, e forse ha dipinto, per i pezzi grossi dalla famiglia reale del Belgio a Papa Giovanni (di cui ha un crocifisso e 15kg di carte) passando per attori e cantanti italiani, “mi conocono tutti, ma sai, io non lo dico a nessuno che non sta bene”, fatto sta che nel giro di 4 minuti sapevo praticamente tutta la sua vita e dove abita.
“Tempo fa ho litigato con…” si avvicina per non farsi sentire (parlavamo in italiano) “degli Ebrei”, mi dice sottovoce, perche’ “qui, sai, i canadesi sono tutti ignoranti e com’e’ l’Italia non c’e’ nessun altro paese”.
Mentre scendo dal bus mi sento dire “Bella Firenze”

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Ok, le possibilita’ sono due:
1. sono fortunato, e questa la scarto subito
2. la piogga fa orario d’ufficio e tornando a casa si fa vedere

anche oggi l’ho scampata quasi per un pelo, il tempo di tornare, farmi una doccia e mettere qualcosa sul fuoco (pardon, i fornelli sono elettrici, odio) ed e’ venuto giu’ per 15 minuti il diluvio universale, poi basta. Incredibile.

Come promesso oggi ho iniziato a cercare una bici, vediamo se riesco a trovare qualcosa di decente entro la fine della settimana, non ne posso piu’ di queste differenze di temperatura tra luoghi al chiuso con aria condizionata, fuori caldo umido, stazione metro molto caldo e umido e treni, streetcar e bus freddi. Alla fine se va avanti cosi’ mi prendo davvero qualcosa :(

Ieri sera ho fatto un salto allo Sneaky Dee’s, posto decisamente interessante.

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Oggi mi hanno pagato (cash), stasera facevo un banale conto, facendo 2 ore di “straordinario” alla settimana arrivereri a piu’ di 1000 dollari, bah.. “ho visto cose che voi preacari…”

Sapendo che sono italiano ci siamo messi a chaccerare ed e’ venuto fuori che il tizio che mi ha pagato ha i genitori di un paese vicino Nicastro (chi deve intendere intende..), il mondo e’ davvero piccolo..

Dopo lavoro mi sono fatto un giro al supermercato vicino l’ufficio giusto per curiosita’ vista la storia di questo tizio, l’Onesto Ed. Personaggio mezzo commerciante mezzo filantropo.
Il posto e’ enorme, mi ci sono quasi perso, all’ingresso e all’uscita e’ pieno di foto di Ed Mirvish da solo o in compagnia di personaggi illustri, c’e’ pure un ufficio immigrazione. Contrariamente a molti supermercati non ci sono fronzoli o sciccherie (anche se nella sezione arredamento mi sono trovato di fronte una carrozza da salotto, senza cavalli e ho scovato anche degli ottimi tarallucci). I prodotti sono sugli scaffali o i banconi messi in ordine ma senza curare il lato estetico ed i prezzi (molti, non tutti) devo dire abbastanza onesti per essere Toronto.

Pennichella, anzi nap, pomeridiana visto che ero un po’ in botta, e alle 8pm sono uscito in cerca di un paio di festival, non mi ero informato piu’ di tanto e non ne ho trovato neanche uno. Pace, mi sono fermato a prendere una birra (i prezzi sono circa cosi’: mezza pinta in bicchiere 6.35$, 4€, un bottiglia 6.25$) in un pub sulla Queen St West, il The Horse Tavern, ho evitato il concerto del locale che volevano 25$.

nota: devo sbronzarmi

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Stasera sono andato all Beach International Jazz Festival, ho alzato bandiera bianca.
E’ in effetti un altro mondo, in pratica hanno chiuso una strada dal 1897 al 2375, un bel pezzo, e ogni 100 metri circa un gruppo o un tizio suonava, dal tipo fermo immobile per due ore con chitarra e microfono, passando per il gruppetto jazz proseguendo con i gruppi rock e con l’orchestra, un po’ di tutto insomma. Ognuno aveva il suo pubblico, dalle ragazzine urlanti ai distinsi signori, accanto, a ballare o accennare segni di movimenti, molto giovani e molto anziani fianco a fianco, una neo-mamma aspirante frik, scene anche buffe.
Senza un filo di retorica alla fine sono venuto via con un po’ di vergogna addosso (stava anche chiudendo.. orario 19.00-23.00). Vedere Firenze che da questo punto di vista supporta iniziative di tizi morti da 500 anni fa venire una tristezza non indifferente.

La cosa bella e’ che qui, nonostante cio’ che dicono i locali, i mezzi pubblici funzionano e di traffico da parcheggio, nonostante la strada fosse piena di gente, neanche l’ombra. Puoi spostarti sul serio 24 ore su 24, capillarmente, per tutta la citta’.

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