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Archive for the ‘alcool’ Category

Partiamo dall’inizio.

Ieri, con calma, dopo lavoro mi sono diretto al Roy Thompson Hall per il mio primo shift come volontario del TIFF, c’e’ la fila per tutto e pensavate non ci fosse anche qua?
In pratica funziona cosi’: arrivi sul retro del teatro, fai la fila, 5 persone alla volta di quel turno entrano per il sign-in, ti scrivi il nome a pennarello sul badge e sei dentro (stesso discorso all’uscita, fai la fila, firmi il sign-out, riconsegni il badge e ti danno l’agognato voucher).
Io ero in fila davanti ad una tizia, 50enne locale, che poi si e’ rivelata un po’ stronza, ma con calma.
Una volta entrati, tutte le volte, ci fanno sedere in una stanzona per una sorta di briefing dove spiegano cosa andremo a fare per quel turno, che film ci sono in proiezione e cosa ci sara’ da aspettarsi. Al RTH ci sono due tipi di turni, l’interno e l’esterno.
Ieri la nostra responsabile era Vanessa, una ragazza nera, piccola e tutta peperina, schizzata oserei dire, ironicamente.
Hanno spiegato cosa c’era da fare all’interno e poi, mancando gente, hanno chiesto se qualcuno voleva andare fuori, “perche’ no?” mi sono detto. Mannaggia a me.
Fuori sono stato posizionato alla rush-line, in pratica la fila dove puoi acquistare i biglietti avanzati per il film in proiezione in quel momento (link tiff.ca), un posto abbastanza sfigato, dovevo dire alle persone due cose: niente carte di credito/debito e nessuna garanzia sull’ingresso, a fine serata, per lo spettacolo delle 21.30 erano circa 180 in fila e nessuno e’ entrato (il giorno prima i fortunati erano stati 40).
Io e la tizia che era in fila con me (la 50enne locale, esaltata, che poi vuoleva stare al centro dell’attenzione di tutti) capitiamo nello stesso posto e all’inizio del turno mi fa una domanda, io non la capisco, fa la faccia superiore storta e dopo mezzo nanosecondo la vedo lontana 100 metri da me, grazie per l’accoglienza. Non chiedo di essere accompagnato per mano, sono a Toronto da qualche mese e me la sto cavando piuttosto bene, ma almeno non fare la stronza. Da allora la ignoro e basta.

Ma andiamo avanti.
Il mio turno e’ lontano da tutto, e’ il punto piu’ distante dall’ingresso (e quindi il punto nevralgico) del RTH. Parlo con un sacco di persone e solo con una tipa non riesco ad interagire, buono direi.
E’ venerdi’ sera e dopo il mio turno vado ad una festa a casa del tipo che, non ricordo se l’ho scritto, abbiamo incontrato alla Open House del TIFF qualche settimana fa. La cosa imbarazzante era che i partecipanti erano molto giovani e molto sbronzi, alcuni ho scoperto addirittura fare l’high school, mi sentivo vecchio.. percio’ mi sono sbronzato anche io.
Ho fatto un miscuglio di quello di alcolico che c’era, ho sbagliato. Mi sono sbronzato troppo, per fortuna con me c’era un angelo custode, non ricordo molto di quando sono andato a letto, devo pero’ dire che erano anni che non vomitavo per l’alcool. A posteriori ho analizzato la situazione, oltre al fatto di aver bevuto di tutto in realta’ non ho bevuto cosi’ tanto, pero’  il fatto che qua non mangio molto (eufemismo) probabilmente ha aiutato a far assorbire al mio corpo di tutto e di piu’.

Morale della favola sono stato male per mezza giornata.
Alle 11am avevo appuntamento col mio vecchio padrone di casa per riavere il deposito iniziale, prima di trasferirmi mi aveva detto qualcosa tipo “ti restituisco i soldi il 15 settembre con un assegno” ovviamente parlava fuori dal mondo, il motivo era che non ce li aveva, quando pero’ me ne sono andato ho tenuto le chiavi, magicamente i soldi sono apparsi..
Traslocando mi sono tenuto un coltello figo e qualche gruccia (si, non c’era molto da intascarsi), per questo motivo avevo paura che questionasse sui soldi e non ero davvero in condizioni di farlo, fortuna ha voluto che in 5 minuti me la sono cavata.
Ovviamente dopo mi sono precipitato da un Tim Hortons per assumere qualcosa di solido.

Come imprevisto della giornata ho dovuto fare un’altra lavatrice con vestiti e lenzuola contententi quello che avevo mangiato il giorno prima (si, e’ una metafora..), nel frattempo ho fatto anche un pasto vero, il mio bisogno di solidi era impellente.

Si fanno le 3.30pm e me ne vado al RTH per il secondo di 5 turni. La tipa e’ ancora dietro di me, e’ un incubo! :)
Mi siedo accanto a Bob, 60enne veterano del TIFF da almeno 5 anni e scambiamo due chiacchere. Veniamo divisi in gruppi, io capito nella zona dove entrano gli spettatori, poco lontanto dal red carpet delle stars, il mio compito e’ dire ai visitatori dove stanno il cesso e gli ATM (bancomat).
Me la cavo ma non bene come ieri. Durante la proiezione siamo inutili percio’ ci hanno mandati in pausa per un’ora e mezza, in questo tempo mi sono fatto un giro della zona. Mi riposo un po’ che devo stare altre ore in piedi, in questo tempo un gruppo di ragazze, che poco prima con ogni probabilita’ hanno strillato ai loro idoli cinematografici, osservano con invidia la mia maglietta verde, quando dico loro che non ho ancora visto “nessuno” all’inizio non ci crede. Per fortuna che il mio fine ultimo per questo festival non e’ correre dietro ad Angelina Jolie e Brad Pitt, avrei gia’ perso. Ma domani chissa’.
Si fanno le 8.20 e torno dentro, mi tocca raccogliere i biglietti per far vincere un SUV-Cadillac-super-inquinante a qualche spettatore mentre che esce dalla proiezione. A raccolta finita torno alla mia postazione originale, passa poco piu’ di un’ora e abbiamo finito, in anticipo.
Peccato, quando inizi a divertirti poi finisce subito, stavo diventando un esperto di “dov’e’ il cesso?”. Domani volendo potrei tornare in questa postazione ma ho deciso di fare sempre turni diversi, per provare, per rinnovare, per mettermi in crisi sopratutto.
Almeno domani mi auguro di vedere Keira.

Ho scritto un sacco e molte cose le ho dimenticate per strada, come la signora che mi chiede come arrivare in un posto che non ho mai sentito, “ma sei di Toronto?”, “no”, “Ah, allora ok”.
Le scrivero’ nei prossimi giorni. Posso? ;-)

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Alla fine solo stanotte (stamattina) sono riuscito a dormire a casa nuova.
Questo fine settimana e’ stato particolarmente intenso, e’ anche un long week-end, il 1 settembre e’ Labour Day, giorno di festa nel Nord America.
Sabato primo giorno al Festival. A meta’ pomeriggio con Irma, Theresa (Toronto) e Sascha (Berlino) abbiamo passato tutto il pomeriggio per College st. a prendere un po’ in giro i diversi spettacolini anni 50-60 per poi dirigerci verso il main stage al concerto Taranta Power, molte le persone, gran parte delle quali molto anziane, sedute davanti al palco, con buona probabilita’ si aspettavano la tarantella che avevano lasciato decenni fa nelle loro terre, cosi’ non e’ stato, ovviamente.
Sia Theresa che Sascha, pur non capendo molto, hanno apprezzato la performance, chiedendoci anche il nome dell’artista, per approfondire.

Dopo cena, lasciati i due stranieri, ci siamo reincontrati col gruppo, l’ora tarda ha richiesto le magie per rimediare qualcosa di alcolico vicino all’hotel, per fortuna la fata turchina era con noi ed e siamo riusciti a bere qualcosa.
A notte tarda i mezzi scarseggiano a Toronto, siamo rimasti in albergo con i ragazzi.

La mattina di ritorno a casa per una doccia rinfrescante (fa caldo..), io poi avevo il mio appuntamento con il solito gruppo di CouchSurfing, persone meravigliose devo dire.
Era un meeting al Kensington Market per un’altra sessione di Free Hugs, questa zona e’ piena di vita easygoing, e ieri era proprio la giornata senza auto, centinaia e centinaia di persone per le strade dell’area e una 15ina di folli muniti di cartelli con su scritto “Free Hugs” (Abbracci Gratis), e di abbracci gratis ce ne sono stati davvero tanti, situazione decisamente migliore di quella scorsa in Dundas Square.

Finito il pomeriggio di abbracci in 6-7 siamo andati a prendere qualcosa da bere, io mi sono poi staccato per raggiungere Roberto e gli altri della band, rinchiusi in un recinto abbiamo potuto bere una birretta.

Il concerto e’ stato decisamente piu’ coinvolgente, sotto cassa vecchini, giovani e bambini, ci siamo fatti coinvolgere volentieri.

Birretta dopo cena in zona albergo e poi a letto.
Purtroppro le cose sono un po’ precipitate nelle ultime ore, ma era comprensibile dopo mesi stressanti di tour.
Devo dire che mi sono divertito in questi giorni, non mi aspettavo certo quello che e’ successo e sono contento di come sono andate le cose (quasi tutto ecco:)

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Oggi solito tran tran, mattina al lavoro, sono riuscito a portare la valigia grande a casa nuova, ho comprato il porta incenso che cosi’ tolgo un po’ di puzzo dall’area dormitorio e la mascherina per gli occhi per dormire decentemente.
Domani mattina e’ il turno dell’ultima borsa e, se non piove, anche la bici, e sono a posto!

Dopo il party a scuola per l’ultimo giorno (ci hanno dato da mangiare e bere praticamente solo troiai) ci siamo spostati all’Istituto Italiano di Cultura, quello davanti alla mia futura casa e il futuro lavoro di Irma.

C’era una sorta di conferenza con Eugenio Bennato (che ho scoperto essere un fisico) e la Taranta Power, la platea quasi piena di 70enni rimasti ai loro 20 anni. Mezz’ora di ritardo ma ne e’ valsa la pena. Bennato ha iniziato a parlare (anche in inglese e quasi meglio del Direttore….), qualche demo dello spettacolo di domani (ah gia’, non l’ho detto, domani c’e’ la festa a Little Italy su College st., oltre alla Taranta Power altre cose italiane agghiaccianti) e qualche domanda non troppo vispa da parte del pubblico ultrasettantenne.

Finita la conferenza sia io che Irma abbiamo intrattenuto rapporti interpersonali con i componenti e la componente della band. Lei vera calabrese, io mezzosangue, siamo finiti, grazie ad uno dei componenti del gruppo, a cena con tutti loro da Giovanni’s (ristorante italiano, ovviamente, dove fra l’altro lavora l’altro italiano col mio stesso permesso), pasto, risotto al pesce per esser precisi, offerto da Radio Chin, altro pilastro della comunita’ italiana a Toronto.

I componenti devo dire che sono davvero uno spettacolo, simpaticissimi, domani comunque andiamo a vederli e magari ci facciamo pure il giro turistico insieme, se si riprendono dal sonno.
Ci sono un paio di commenti buffi che forse e’ meglio che non scrivo, nel caso chiedete.

Insomma, abbiamo svoltato cendando con la Taranta Power, che buffo, tutto mi aspettavo tranne questo.
Poi forse Eugenio ce l’ha un po’ con me, che gli ho finito il bicchiere di grappino spagnolo.. ;)

Tornto a casa e mi trovo il padrone sbronzo, ha saputo che mi trasferisco in una confraternita, anche lui mi ha chiesto se conoscevo il film Animal House, ha guadagnato 100 punti (ne aveva persi 100.000, siamo a -99.900).
Dall’altra parte del mondo dovevo stare per incontrare questi personaggi :)

nota: da domani dormo a casa nuova
nota2: questo e’ il 60esimo post che scrivo

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Oggi ho avuto conferma certa di 3 turni del Film Festival sui 7 che mi ero proposto di fare, 3 sono in attesa, magari mi chiamano nei prossimi giorni, puo’ capitare.

Anche oggi sono stato, come ieri e l’altro ieri, alla mia futura stanza per prendere le chiavi ma picche. Avevo fissato con Peter, il presidente, ma non e’ arrivato, fortunatamente ho reincontrato Seth che si e’ proposto di procurarmele per domani, mi ha pure chiamato, quindi spero di non fare un ulteriore viaggio a vuoto.

La Open House del TIFF di oggi, pizza a parte, e’ stata una quasi totale perdita di tempo, ci hanno raccolti in un cinema e spiegato che esistono altre iniziative cinematografiche a Toronto tra cui quella dei bambini e quella delle universita’, ma niente di significativo.
In compenso abbiamo conosciuto un ragazzo tedesco di Berlino, anch’egli qua per la lingua, un aspirante regista.

Veniamo al titolo.
Giorni fa Ruth, la compagna di classe spagnola, mi aveva accennato ad una festa della scuola per stasera, una supermegagalattica festa, ingresso gratuito e bellissima. Gia’ non ci pensavo piu’ ma alla fine, con Irma, ci abbiamo fatto un salto.
Nel tragitto abbiamo incontrato altri compagni di scuola e in fila per entrare c’erano Ruth ed altri ragazzi ispanici (centro/sud America), tutti felici e fogati per questa festa piena di gente.
Una volta entrati e capita la situazione molti, non tutti, dei nostri sguardi si sono incrociati, ci siamo resi conto che eravamo il turistume a Toronto. In realta’ era abbastanza ovvio, una festa, gratis, piena di gente, gran parte dei ggiovani erano studenti delle varie scuole di inglese, cosa ci aspettavamo? Prima o poi doveva capitare di entrare in uno di questi posti kitch fatti come quelle vasche piene di pesci dove basta buttare un’esca che le trote abboccano, e noi eravamo le trote. Allocche.
Unica consolazione che i drink non costavano cifre spropositate. Voglio pero’ rimarcare il fatto che se vuoi sbronzarti hai tre possibilita’: o ti prepari qualcosa di forte a casa, o chiedi una vodka/gin/quello-che-e’ senza ghiaccio che senno’ bona, o spendi cifre spropoositate per accumulare alcool, che l’annacquamento e’ normale e se vuoi una cosa forte e’ quasi impossibile.
Devo scoprire dove posso trovare un buon Negroni, che voglio alcolizzarmi ma senza mutui. I wanna get drunk!

Ah, se qualcuno che trova questo blog volesse evitarlo, il posto si chiamava Suite 106 e sta al 106 di Peter St, tre piani di fighettume locale e straniero alquanto triste.

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Giornata interessante, iniziata alle 12.00 in Dundas Sq, al Free Hugs Day (Abbracci gratis), eravamo in cinque ma in qualche modo devo inziare a frequentare i locali no? :) Per dure ore (altri hanno continuato io ho abbandonato il campo) abbracciato un sacco di locali e turisti, molti ci guardavano un strani ma e’ stato bello cosi’.
Guarda le foto.

Dopo la capatina quotidiana in biblioteca mi sono fermato a College Park (e’ a meta’ downtown, accessibile da un po’ ovunque) a leggere un po’ con le birre, appena acquistate per l’invito al barbecue pomeridiano/serale, come compagne di panchina.
Birra, vino e alcolici qui li puoi comprare solo in negozi appositi, il che e’ un po’ pacco per noi abituati a trovarli ovunque, ma vabbe’.

Il barbecue e’ andato bene direi, oltre a Viviana che avevo conosciuto l’altro giorno c’erano il suo compagno ed altri due ragazzi easygoing, come si dice qua, tutti italiani, con cui abbiamo passato una bella serata anche in giro per Yorkville, zona molto bellina a nord di downtown e da cui probabilmente prendero’ qualche contatto per la mia permanenza in questa citta’.

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