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Archive for the ‘2008’ Category

Ieri c’e’ stata la Zombi Walk 2008, in concomitanza con un festival cinematografico dell’horror (stesso cinema della Klein) da qualche anno organizzano questa camminata degli zombi.
Quest’anno enorme successo, un migliaio di persone vecchio giovani e bambini travestiti da zombi che hanno attraversato mezza citta’.
Alcuni costumi erano davvero impressionanti.
Le persone sono arrivate gia’ travestite e le scene in metro, streetcar e bus erano davvero esilaranti, passeggeri stupiti, bambini eccitati o spaventati sorrisi e mugugni un po’ ovunque.

Nel tragitto dal Trinity Bellwoods park al Cinema passanti ed automobilisti stupiti e divertiti.

Presto le foto.

Dopo la camminata durata un paio d’ore siamo finiti a cena in un locale koreano vicino casa, a little korea o koreatown, oves di Bloor. Buono.

Prima di andare a letto una birretta con Sai, ragazzo birmano emigrato per studio qua, vorrebbe venire a Firenze per frequentare una scuola d’arte.
Forse non e’ il periodo giusto.

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Ok, ieri non ho scritto, ero un po’ teso per un paio di cose che sono successe.

Sulla prima sono ancora in attesa, la seconda spero sia risolta. Ma procediamo con calma.

Una volta entrati a far parte dei volontari del TIFF si viene iscritti ad una newsletter, in questi messaggi vengono fatte comunicazioni di servizio, spostameni di orari, uffici, richieste di volontari, internship, ecc..

Qualche settimana fa in una di queste newsletter facevano richiesta per una internship (stage) per il supporto tecnico ai loro uffici, come requisiti chiedevano piu’ o meno il mio profilo.
Mando il mio cv (che il resume’ mi pareva limitato) la mattina ed il pomeriggio mi rispondono, mercoledi’ pomeriggio sono a colloquio con questa Roberta.
Mi accomodo, si fanno due chiacchere, mi chiede un po’ cosa faccio, cosa ho fatto, cosa voglio fare, esperienze, le solite cose di un colloquio insomma. Il tutto con un velo, un piumone, di informalita’, il giro sembra tutto molto giovane.

Entro la fine della settimana mi fara’ sapere, se dovessero prendermi un po’ di progetti andrebbero a modificarsi, ma bene cosi’.
Sto aspettando.

La seconda cosa e’ una menata, la mia sistemazione abitativa.
Ottobre si stava avvicinando e quindi la data del pagamento dell’affitto. Come ben sapete se avete seguito un po’ questo blog ci sono un sacco di cose che non vanno, per questo volevo parlare col tizio che mi ha affittato la stanza. Riesco a parlarci per telefono solo una volta, poi non risponde, devo nascondere il numero del cellulare per riuscire a fissarci. Scopro che non e’ piu’ lui il manager della casa (doh!), ma i miei accordi erano con lui, per farla breve riesco ad abbassare il prezzo dell’affitto mensile, pero’ devo anche parlare con la T.D.C. di Peter, oggi riesco a beccarlo e “spunto” (per modo di dire) 50$ piu’ di quanto avevo proposto, non ho insistito perche’ qui devo viverci.
Quando gli elenco le cose che non vanno la sua risposta e’ “e cosa ti aspettavi?” questi studenti confraternitari megalomani non li reggo (trogloditi qualcuno ha detto, concordo :).
Questo per spiegare in due parole gli scorsi 2-3 giorni piuttosto intensi e stressanti, c’ho pure dormito male.

Vediamo che succede, se succede qualcosa, nei prossimi giorni, che secondo me non e’ finita qua.

Detto questo domani pomeriggio alle 6.52pm inizia la Nuit Blanche di Toronto, per qualche ora mi sono messo volontario per l’evento europeo che quest’anno (sfiga!) si svolgera’ al consolato italiano.

Morale delle favole: aspetto
nota: ieri mentre andavo al lavoro il cane al guinzaglio di una tipa si e’ messo a farla in mezzo di strada, sulle strisce, lei imbarazzatissima. stonzate ma ci vogliono.

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Sono in biblioteca a London, con un po’ di tranquillita’

ok, ci sarebbero un sacco di cose da dire, non so da dove iniziare.

Venerdi’ 11, prima di partire ho incontrato una ragazza italiana intenzionata a trasferisi a Toronto per lavoro, cercava i locali, anche se magari non potevo permettermelo ho voluto dire anche la mia…

Diritto verso l’autobus partiti in perfetto orario, mi sono trovato accanto una tipa che per tutte e due le ore e mezzo di viaggio non ha smesso di spippolare col cellulare.
Modi friendly e informali dell’autista che strillava che saremmo partiti.

Il motivo principale per cui sono tornato a London per una decina di giorni e’ la festa della madonna paesana, in concomitanza con quella del paese natio in Italia e un pranzo col parentado che si terra’ domenica.

Come gia’ sapevo la mentalita’ e’ rimasta un po’ indietro, la processione rimasta tale e quale agli anni 60-70 senza evoluzioni, come invece e’ avvenuto nel paese in Italia, la festa successiva al Club e’ stata come assistere al festival canoro di Napoli negli anni 60. La cantante piu’ recente e alla moda pareva essere (una sola canzone) era Laura Pausini.
Giovani presenti piu’ per compiacere i genitori che per volonta’ propria.
La religione, formalmente, e’ parte integrante del quotidiano. Almeno nel parentado. Almeno nelle apparenze.

Il giorno dopo la festa sono passato (..) dal Club e, con una domanda del tipo “Hanno costruito la moschea a Firenze?”, sono rimasto bloccato per due ore a (s)ragionare sull’invasione dei selvaggi musulmana dell’occidente imperialista civilizzato. Una festa.

Ribadisco che la mia visione di London e’ molto parziale, mi trovo in una sorta di campanaccio di vetro dove i musulmani nel giro di cinque/dieci di anni conquisteranno l’intera Europa, dove i gay-che-trasmettono-malattie devono essere rinchiusi in riserve indiane ben lontane dai veri uomini e le vere donne e dove se hai un figlio devi essere sposato/a altrimenti sono guai.
Se inizio a dire qualcosa mi fanno avere la scomunica direttamente da lassu’?

Quando ho detto di essere stato al Gay Pride di Toronto si sono tutti “preoccupati”. Qualche volta sembrava di essere nel 1908 anziche’ nel 2008. Sono rimasto un po’ sconvolto da questo atteggiamento, specialmente di coetanei.

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Il titolo sara’ incomprensibile ai piu’, ma mi piaceva cosi’.

Molti di voi sanno come la penso su certe forme di volontariato e quello che state per leggere vi stupira’ un po’.Da oggi sono ufficialmente volontario del TIFF, il Toronto International Film Festival. Sono gia’ alcuni giorni che ci penso, la settimana scorsa ho visto che oggi c’era questo appuntamento e mi son detto, perche’ no? almeno conosco gente, spikko un po’ di inglese e mi diverto, proviamoci..
E’ andata cosi’, l’appuntamento era alle 6.30pm, il sito diceva che per questa sessione “solo” i primi 380 sarebbero stati accettati, percio’, uscito da lavoro dopo un paio di commissioni sono andato all’appuntamento. Erano le 4pm e per fortuna ci avevo visto giusto, ero fra i primi 15, fila che finiva dietro l’angolo quindi non vedevo il resto delle persone. Gente di tutti i tipi, quasi tutti over 25 sembra, vecchini e vecchine, molti asiatici e molti locali (ma cosa sono i locali in un paese come questo?).
Ci portano il libretto del volontario del TIFF e compiliamo tutti un foglio con alcuni personali, alle 6.10 circa finalmente ci fanno entrare in questo teatro al 60 di Simcoe St, entrata degli artisti/staff sul retro.
Hanno dato in precedenza un bigliettino colorato (ogni 30 circa di colore diverso).

Entriamo, siamo davvero 380 persone su diverse file, i ritardatari, dal 381 in poi sono rimasti a bocca asciutta e non entreranno, l’aria e’ subito informale, eta’ media dei coordinatori 26-28 anni ad esagerare, animati, simpatici (comprensibili…), ci spiegano come funzioneranno le prossime 2 ore e come dovremo comportarci durante il TIFF (ci sara’ comunque un training di un paio d’ore ad agosto). Finita l’introduzione i biglietti rossi (io ero rosso) sono i primi ad entrare per prenotare i propri turni, abbiamo 20 minuti per decidere dove andare se cinema, piazze, lavoro d’ufficio, marketing, pr, ecc.. alla fine c’e’ una mini interview con le motivazioni della partecipazione a questa attivita’ e la consegna del curriculum (anzi résumé..), vedendolo spero che gli vadano bene i turni che ho scelto, ben lontani da attrezzature elettroniche.
Nel frattemo ho conosciuto una vecchietta arzilla (qui sono parecchie devo dire), venuta dalla Germania decenni fa e che, come me, faceva qualche battuta sul su/giu’/destra/sinistra sostituito qui dal nord/sud/est/ovest ma niente di che tranne che 40 anni fa e’ stata in Italia. Ognuno ha i suoi crucci.
A settembre vi diro’ come sara’ questa esperienza :)

Le altre due cose degne di nota di oggi sono state un povero cane la cui padrona ha messo delle scarpette (molto simili alle sue) e due guardie che entravano in metro con sottobraccio uno stereo, se lo facevo io mi fermavano e mi mandavano a Guantanamo.

Per qualche giorno saro’ a London, sara’ un salto nella Calabria degli anni ’60 e ’70, sara’ uno spasso (leggete la nota di sarcasmo su!) ma sara’ occasione di fare qualche foto.
Mi sono pero’ preparato a questo tour de force, in biblioteca mi sono preso un libro che non so se definire interessante, della serie anche-con-8000km-di-distanza-facciamoci-del-male, in piu’ ho una tesi da leggere, il tema e’ l’immigrazione italiana in Canada.

per oggi e’ tutto

nota: da un paio di giorni la cucina e’ (finalmente) diventata un luogo di socializzazione

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Bella la metro, confrontata con alcune citta’ italiane e’ avanti anni luce, pero’ se non c’e’ il tipo a controllare e non hai l’abbonamento o il token non ci accedi, gli abbonamenti acquistabili solo con contanti (qui che per un caffe’ usano la carta) se hai l’abbonamento settimanale come nel mio caso e ti prendi un mensile, come nel mio caso, resti un giorno scoperto perche’ oggi e’ lunedi’ ma e’ anche l’ultimo giorno del mese e luglio inizia domani.

Foto. Come promesso ci sono le foto del Gay Pride! Tenete conto che ho fatto una grossa cernita su flickr (qui accanto), almeno finche’ non mi prendo un account pro o qualche buon samaritano (visto il tema) non mi regala un account.
Per vederle tutte potete comunque andare sul mio solito archivio foto.

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Ci sarebbero un sacco di cose da dire, ne scrivero’ solo alcune, vi annoierei e sarebbe troppo lungo.

Per prima cosa in effetti la Parade e’ una Parade, quando da piccoli ci dicevano “guardare ma non toccare”, ed era cosi’, ovvero carri nel mezzo e persone dietro le transenne, osservi ma non partecipi e questo mi ha un po’ deluso, sarebbe stato piu’ divertente, ma vabbe’.
Arrivato sulla Bloor St, la parata era gia’ iniziata, vista la massiccia partecipazione della citta’ cerco un posticino con un cordone di gente un po’ piu’ sottile e mi ci piazzo.
Da quando sono arrivato e’ il primo giorno che tiro fuori la macchina fotografica. Inizio a scattare allo scattabile :) carri di tutti i generi, dall’associazione genitori di figli trans al Gay Rugby Football Club, dai soldati USA rifugiati in Canada ai poliziotti gay, passando per i “random” che non ho capito cosa sono.
I gadget piu’ lanciati in assoluto erano delle collane colorate che cercavano tutti di accaparrarsi, cosi’ come un’apparizione in tv, al passaggio delle telecamere c’era la ressa (ma anche chi si nascondeva :P).
Accanto a me c’erano due tizi che parevano esser venuti solo per i gadget..

Finita la parade mi sono incamminato per la zona del pride di ieri ma un agglomerato di persone mi incuriosisce, mi avvicino e scopro che stanno vedendo Germania Spagna, mi fermo, e’ il 74′, la Spagna vince sulla Germania, bene ;) nel frattempo un artista di strada li’ accanto rinuncia allo spettacolo, eravamo tutti intenti a vedere la partita e nessuno lo considerava, si e’ affacciato ed e’ stato gentilmente allontanato, poverino…
Contemporaneamente le teste di cuoio della citta’ di Toronto, quelli che dopo il Pride hanno da lavorare, ripuliscono le strade dai troiai gettati per terra.

Arrivato alla zona pride mi faccio un po’ di giri e scelgo di tornare al palco di ieri, quello con un sacco di performances. Non ve le sto a raccontare tutte ma fra trans, ragazzi/e e ragazzini/e e’ stato un bello spettacolo, finivano (quasi) tutti con poco addosso, visto i pride…
Sto scaricando giusto ora le foto sul computer, appena le carico online le vedrete anche sulla destra del blog.

A Firenze pensavo che lo facessero perche’ sbronze, ma le ragazze qui per qualunque cosa strillano, e non e’ l’alcool.
E’ stato curioso osservare la polizia a fianco di personaggi di tutto vestiti, parlare con loro, i volti, buffi, di entrambi..
In certi momenti mi sono sentito quasi fuori luogo, in tutto il delirio in percentuale gli etero erano un 25-30% (mie stime..), persone s/vestite di tutto, bellissimo osservare lo stereotipo del manager di finanza vestito da donna o il motociclista gay dei classici cinematografici, ma era una festa.
Una quantita’ di sponsor esagerata (addirittura persone monocolore, blu o verde) col logo dello sponsor.
Da notare il fatto che se di coppie ce ne erano a centinaia, erano piu’ rari i casi si coppie di pelle diversa, pochi pochi rispetto alla massa, un sacco invece erano le coppie di vecchetti arzilli e tatuati e altrettanto in numero quelle di giovani sotto i 17-18 anni.

In questi giorni sto sentendo spesso in giro odore di pot (come si dice qua) ma finora ho solo visto un ragazzo fumare per strada, si nascondono bene, anche se l’uso personale e’ tollerato. A proposito di fumo, durante il giorno non ho visto fumare quasi nessuno, stasera dolo le 21 c’era quasi da affumicarsi.
Ho visto le codE agli ATM (i bancomat).

Una delle strade principali della manifestazione si chiama Church, Chiesa..

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Oggi era la giornata di avanscoperta di downtown, o per meglio dire della TTC, il trasporto pubblico di Toronto e per questo mi sono detto che probabilmente non avrei guardato la partita. E’ andata diversamente.
Stamani per prendere una corsa della metropolitana ci ho impiegato piu’ di un’ora (di orologio), purtroppo gli abbonamenti non funzonano come a New York ma vanno dal primo all’ultimo giorno (della settimana come del mese). Mi sono fatto i miei soliti chilometri a piedi e all’altra stazione ho risolto con un cassiere un po’ burbero ma funzionale.

Arrivo a downtown e mi sento perso, non immagini di trovarti in una stazione della metropolitana dove per uscire devi passare da 3 piani di centri commerciali con gli articoli piu’ strani.

Superato lo shock mi sono buttato su Dundas St e una sua perpendicolare, dalle 12.15 che sono sceso dalla metro sono riuscito a affogare i denti in qualcosa di commestibile alle 13.10 circa, il resto l’ho passato camminando in cerca di un ristorantino dove avevo mangiato l’anno scorso, ma niente.

Finito di mangiare ho cambiato idea, voglio, devo vedere la partita, cavolo! Il patriottismo d’oltre oceano dove lo mettiamo? L’Amore per un Paese lodato in tutto il mondo, l’orgoglio di un passaporto della Repubblica Italiana, per persone che morendo hanno detto “orgoglioso di essere..” meglio fermarsi che visti i personaggli coinvolti son pure capaci di querelarmi (si, so gia’, la risposta ma fra i cestini che si trovano in giro non sapevo quale buco usare 8^)
/me pessimo

Scemenze a parte mi dirigo verso casa per vedere la partita, fortuna vuole che la tv non funziona (o meglio, non la so usare) e mi fermo ad un baretto (si, l’ho trovato, esistono anche qua, non solo Tim Horton’s e StarBucks!) con proiettore e bandiera italiana.
Al bancone chiedo una birra (si, bevo, sfatiamo questo mito che sono astemio ok?!?) e la tipa 60enne mi chiede “what kind of beer?” ci mettiamo daccordo e poi grida alla tipa che serve ai tavoli “dai una birra a chiss’ùomo” io le dico che sono della terra degli spaghetti ma mi ignora.

Partita iniziata, tutto lo staff (familiare presumo) indossa una maglia dell’Italia dei mondiali 2006 come fosse la divisa del locale e per 120′ piu’ i rigori il locale pullula di persone con maglie azzurre, ad un certo punto si alza un “forza italia” indicatore del fatto che di Italia ne sanno abbastanza poco, ci sono anche dei giovani 20-25enni tifosi del paese dei loro genitori.

La partita finisce ed il dispiacere e’ meno evidente di quanto pensassi, torno a casa e vado a mangiare qualcosa, domani faccio spesa.

Mentre cerco qualcosa inizio a sentire i caroselli di macchine, sono gli spagnoli, questi, non questi (precisazione dovuta, sto giusto in questi giorni leggendo Gomorra di Roberto Saviano).
Caroselli di macchinoni con bandiere spagnole che sbucano ovunque, non so se l’euforia dei i nostri vicini di mare e’ cosi’ diffusa in tutta la citta’ di Toronto, fatto sta che la loro insistenza sulla St. Clair Ave la leggo come una sorta di “sfida”, questa e’ infatti una zona storicamente italiana e questo scampanellio e’ stata forse una ripicca sui campioni del mondo in carica ;-)

Sbuca anche qualche bandiera italiana, mi trovo al fianco un SUV, mentre torno a casa dopo 2 pezzi di pizza enormi (oddio..qui e’ tutto troppo grande), con due ragazzi che non avranno neanche assistito al giorno in cui Michail Sergeevič Gorbačëv assume la carica di Soviet Supremo (tsk!), e il cui vocabolario italiano non supera Pizza e Ciao bbella, ma e’ stato divertente.

Una coinquilina mi ha suggerito un’Esselunga vicino casa, oggi e’ domenica ed e’ chiusa, percio’ questo e’ rimandato a domani.

Oggi logorroico, avevo tempo anche per i riferimenti.

A presto

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