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Archive for dicembre 2008

Fine blog

Questo e’ l’ultimo post del blog, quello di chiusura.

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Sono arrivato a Firenze.
Sei mesi sono molti e allo stesso tempo sono molto pochi ma alcune cose cambiano, conosci persone, cambi o adatti le tue abitudini a quelle del posto in cui stai, rivedi oggetti, senti percezioni che avevi messo in uno stato di pausa per la tua esperienza fuori.

Sono appena arrivato e mi daro’ qualche giorno di tregua per adattarmi.
Devo riabituarmi, mi rendo ora conto che tutto sara’ meno drammatico di quanto ho scritto nei giorni scorsi. Ma non scrivevo con la testa.

Sono molto felice di aver fatto tutto quello che ho fatto, senza rimpianti e senza rimorsi, su questo mi sento fortunato.
Non la considero un’esperienza finita li’, potrebbe continuare, non piu’ come esperienza ma come qualcosa di diverso.

Mi sento pero’ di dover chiedere scusa ad alcune persone, quelle piu’ vicine in particolare.
Nelle ultime settimane mi sono reso conto di essere stato quasi insopportabile, avevo solo due pensieri nella testa, il secondo era ovviamente quello della partenza verso un ignoto conosciuto, il dover affrontare ancora una volta, dall’inizio, molte cose che avrebbero dovuto essere ovvie e che improvvisamente non lo sono state.

Provero’ a scrivere due righe nei prossimi giorni, quando il riadattamento sara’ in una fase avanzata.

Un abbraccio a tutti, vicini e lontani.
Ciao.

NB: la scheda Rogers in Italia non funziona, se mi inviate sms non li ricevo.

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Un pugno di ore mi separa dalla partenza.
Molti dei lettori di questo blog mi conoscevano quando sono partito, altri mi hanno incontrato in questi 177 giorni, qualcuno meno, altri mi hanno soltanto visto ed altri ancora solo letto, come un qualsiasi blog.
Tanto e’ cambiato, alcuni contatti rimarranno altri si perderanno col tempo, e’ normale, sara’ il futuro a riservarci sorprese e noi ad aiutarlo.

Prima che si verifichi questo pero’ mi piacerebbe un commento da te, giusto due parole, un pensiero, un ricordo per chiudere questo spazio che mi ha impegnato dall’inizio alla fine di questa mia permanenza (in attesa di..).

Attenzione!
Questo blog continuera’ per alcuni giorni dopo la fine del viaggio.

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Oggi terzo ed ultimo giro di saluti, collettivi e privati.
Quello privato piu’ toccante del collettivo, per ovvie ragioni.

Pensavo peggio, speravo forse, ma da come sono fatto me lo aspettavo in questo modo.
Dispiace, senza dubbio dispiace lasciare le persone in questo modo, dopo 6 mesi stai solo iniziando ad apprezzarle, vivi in un Paese, una Citta’, inizi ad avere il tempo di capirla, di conoscerla e di interagire con le persone in maniera differente dalla semplice conoscenza casuale.
Dispiace lasciare quelli che in questi mesi ti sono stati vicini, che ti hanno aiutato ad andare avanti, a crearti una nuova vita, anche se temporanea, in un luogo completamente nuovo per te.
Dispiace conoscere una persona, troppo tardi o forse al momento giusto, avere poco, troppo poco tempo per conoscerla, inizi a starci bene insieme ed il tuo volo e’ pronto, li’ a poche ore di distanza, ti crei i tuoi film, fai la coda per vedere la trilogia de Il Signore degli Anelli e ti accorgi che l’altra sta invece iniziando da Vacanze di Natale 1982, il ritorno, il tempo e’ stato tiranno e tu rovini parte di quello che poteva o non poteva essere, che sarebbe potuto essere. Perche’ sai, sapete, che hai una scadenza troppo vicina per essere vera, ti ritrovi il giorno prima con troppi segni che ti stanno ad indicare la via, che sara’ retta, storta, strabica, strana ma e’ pur sempre la via a cui stai pensando, che, con buone probabilita’ vuoi, a cui, fra l’altro, stai pensando gia’ da molto tempo.
Non vuoi tornare sul vecchio tracciato, sul vecchio percorso, non ne sei sicuro, non sai.
Se cresciuto, sei cambiato, maturato direbbe qualcuno, forse anche io. Ti senti diverso, quasi un’altra persona, non vuoi e non senti il bisogno di tornare alla vecchia, e’ uno scalino che hai fatto, che non ti aspettavi, non cosi’, non in questo modo.
Gli ultimi mesi sono stati significativi, le ultime settimane decisive per le scelte che farai dal tuo ritorno a poco o molto.

La paura vera, quella di cui ti preoccupi, quella piu’ grande e’ una ed ha un nome soave che pero’ nasconde un grosso pericolo, si chiama abitudine.

Un grazie a tutti, buoni e cattivi, belli e brutti, etero, homo e trans, uomini e donne, grandi e piccoli, nuovo e vecchio continente, italiani, armeni e cittadini del mondo, bianchi e neri, gialli o verdi, amici o stronzi, nobili e approfittatori.
Quello che sono lo devo anche a voi.

E non e’ una minaccia.

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Stasera festa di addio/arrovederco quasi completamente italiana.
E’ stato quasi come ricordare quella sera di alcuni mesi fa dove ho salutato gli amici fiorentini, in partenza per un futuro abbastanza ignoto.
Devo dire che e’ stato divertente, com’e’ andata, le persone e sopratutto un’atmosfera particolarmente vicina e rilassata.
Contrariamente ai giorni scorsi oggi mi sono sentito piuttosto rilassato, non succedeva da quando ho iniziato a pensare seriamente alla partenza, rilassato anche sugli aspetti piu’ personali che mi stanno accadendo e di cui ho scritto molto poco.

Stasera e’ stata diversa.
A fine festa, una volta uscito per tornare a casa, durante i miei quotidiani 20-30 minuti di cammino al freddo, mi sono sentito strano, stavo violando la neve, quel manto bianco che alle 2 del mattino e’ incontaminato era, pochi centimentri dietro di me, pieno di impronte numero 9½.
La neve della serata, quasi magica, stava attaccando anche sui miei vestiti.

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Ieri sera primi saluti, piuttosto intimi, a couchsurfing.
Niente di significativo da raccontare.

La compagnia ottima, sopratutto il dopo.

nota: -parole +azione.

nota2: proprio bello tornare dopo sei mesi e trovarsi cio’ che doveva esser gia’ successo.

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Fa freddo, nevica, ma

tutto il resto e’ noia

(quasi tutto)

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