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Archive for novembre 2008

Ultimo settimana Londinese, un po’ di saluti al parentado.
Fine settimana piu’ corto del solito visto che venerdi’ sera ero a dare i biglietti al cinema e lunedi’ mattina al lavoro.
Sabato giornata di attesa ed un salutino.
A letto presto che ho dormito davvero poco, se poi pensate che in TV c’era Maria de Filippi.

Domenica mattina sveglia presto presto, a pranzo festa di compleanno per i 365 gorni di un bimbo, capirete che la rumorosa preparazione del cibo, accompagnata dalle urla e dalle pareti di cartone..

La festa per un bambino di un anno invitando un pupazzo della TV non mi pareva molto sensato, magari per gli altri piu’ grandi ma non per lui. Mi viene da pensare pero’ che invitare un pupazzo del genere per dei bambini e vedere gli adulti esaltati alla sua vista mi pare profondamente diseducativo, per entrambi, saro’ antico e della vecchia scuola ma un’Alice’s Adventures in Wonderland lo avrei apprezzato di piu’ (sanno cos’e’?).

Detto questo, dopo essersi ingozzati di ottimo cibo, la festa e’ finalmente finita,

qualche saluto e ci dirigiamo da altri parenti. Avevo avvisato del mio arrivo/saluto in modo da rivedere per l’ultima volta le piccole pesti ed e’ andata bene, accoglienza come mi aspettavo. E’ stata una gioia rivedere quelle creature.

Partiamo per la stazione degli autobus, arrivo a Toronto intorno alle 11pm.

nota: post bruttino

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Venerdi’ pomeriggio, dopo molti tentativi andati a vuoto sono riuscito finalmente a vendere la mia stufetta, 20$ ad una ragazza sudamericana, ci stavo quasi rinunciando dalla quantita’ di persone non realmente interessate che mi hanno scritto.
Ho anche visto la prima violazione esplicita al biglietto della metro, un ragazzo che salta nel mulinello dell’uscita. :)

Dal tardo pomeriggio mi ero reso disponibile come volontario all’Eu! European Film Festival che si svolge dal 16 al 30 novembre, questa e’ la quarta edizione, ma ne ho gia’ parlato in un post precedente.
Questa volta pero’ mi sono trovato dalla parte di chi distribuisce i biglietti, gratuiti, anche se con offerta libera, una media di 10-15$ ogni 2 persone, non male.
Come dicevo io ero volontario per l’Istituto Italiano di Cultura, ovvero il film italiano, “Il mercante di stoffe“.
Il cinema conteneva 360 persone, spettacolo andato sold-out, neanche un posto libero. Era la seconda proiezione, per far scorrere il pubblico abbiamo dovuto far aspettare fuori, mi si stringeva il cuore al dover dire che, prima di entrare, avrebbero dovuto attendere una media di 20-30 minuti al gelo, abbiamo fatto anche delle “eccezioni” nel distribuire i biglietti ma sempre fuori dovevano stare, qualcuno mi guardava con occhi stralunati, altri inteneriti altri ancora stupiti. Solo una persona si e’ lamentata in maniera significativa, dopo aver ripetuto che la colpa non era mia (in effetti il manager del cinema era rigido su questo punto) in inglese, ho capito che era italiano ed ho provato a fargli comprendere la situazione, ma da buona testina di minkia, scusate il termine da salotto parigino, se ne e’ andato sbraitando e blaterando delle parole, tra le quali un (a me) chiaro “vaffanculo”, dato che manco ero pagato, prendermi anche un’offesa gratis non era il massimo, visto che era gia’ sulla via del ritorno a casa, ho cordialmente ricambiato ad alta voce. La cosa piu’ triste e’ stata che le persone in coda che hanno assistito alla scena hanno preso me per quello stronzo (un vaffanculo, qualunque lingua tu parli, lo si capisce) ed i commenti erano “per fortuna non capisco questa lingua” o qualcosa del genere, mi e’ dispiaciuto un sacco ma non ci stavo a prendermi un’offesa cosi’.

Tornando al film, il commento che ho avuto da canadesi, francesi, italiani e armeni(a), e’ stato “interesting” detto con una faccia…”interesting“, devo dire che concordavo, onestamente non e’ stato il massimo anche se c’era l’attenuante del low budget, il doppiaggio (attori italiani film in italiano) non era fatto proprio bene, alcune scene un po’ creative.
Durante la proiezione una sola persona mi separava dal regista, persona interessante.
Non ho assistito a commenti e domande (mi e’ stata raccontata come una scena poco simpatica) ero all’entrata a raccogliere offerte e voti.

Finisco a cena in una pizzeria italiana, Terroni, rinomata dalla comunita’ della pizza e del mandolino ma spesso criticata dai locali (cercate ‘terroni toronto’ su un motore di ricerca..) a causa dell’integralismo culinario, ovvero niente personalizzazioni schifose come formaggio su tutto cio’ che e’ commestibile e cose cosi’.
Devo dire che la qualita’ era buona, non mangiavo una pizza degna di questo nome da mesi.

Si fa tardi e il direttore dell’IIC porta tutti a casa, la mattina successiva, quella in cui sto scrivendo, sveglia alle 7am per la quarta, ed ultima, visita al parentado di London.
Non avevo fatto il biglietto ed arrivo presto, che conoscendo i canadesi non sai mai, alla fine sono il secondo della fila, al freddo, ad aspettare l’autobus, un’ora di attesa all’aperto, fortuna che non sono freddoloso, come ha detto la tipa davanti a me “it’s early, but if you can handle the cold..”
Arriva l’autobus e in fila saliamo, sono due ore e mezza di viaggio, anche per questo nello scrivere sono stato alquanto logorroico.

Il percorso e’ pieno di neve, faccio qualche foto.
Nevica.

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Oggi che ho fatto?Ah si, ho preso un po’ di freddo.

Uscendo di casa ho trovato Toronto sommersa da un velo di 5-10cm bianco.
Dopo lavoro sono andato a fare un po’ di foto in giro per la citta’ mentre mi dirigevo verso la sede del Toronto International Film Festival a ritirare la lettera di referenza per i turni che ho fatto come volontario (magari una virgola eh..).
Al ritorno ho deciso di andare a vedere un film svedese, Mind the gap, Se upp för dårarna in lingua originale.
Dal 16 al 30 novembre infatti si svolge il Festival del Cinema Europeo, lingua originale, sottotitoli anglofoni, gratis.
Le quasi due ore sono passate piuttosto velocemente, la trama non particolarmente impegnativa ma devo dire che mi e’ piaciuto molto. Non sto qua a raccontarne la trama (che trovate qui), ma parte delle storie che raccontava le ho percepite in quanto straniero in un Paese diverso dal mio, molti in sala ridevano ad alcune battute che avrebbero magari richiesto qualche secondo in piu’ di riflessione.

Al ritorno a casa mi cucino una pasta, mentre la giro sbuca uno degli amici dei confratelli e, rivolgendosi ad un’altro nella stanza adiacente, chiede “ma avete lo chef?“, a parte che era un pastino sfigato visto che piu’ di questo poco posso fare qui, io rimango sempre piu’ sconvolto dall’assenza delle mezze misure, qui pare che esistano o i ragazzini o gli 80enni, una via di mezzo e’ davvero difficile trovarla, per fortuna io ci sono riuscito!

Mentre tornavo a casa dal film (anche durante in realta’) ho pero’ pensato che in una situazione “normale”, ovvero in Italia, come cittadino Italiano che vive una vita normale, avrei preso un po’ in giro il film, forse non sarei neanche andato a vederlo, da qua pero’ e’ diverso, alcune scene me le sentivo addosso, mi mancano alcuni comportamenti, alcune persone, sono contento da una parte di tornare, vediamo per quanto.

un abbraccio.

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Questa era la mia finestra ieri sera prima di andare a dormire

finastra serale

e quest’altra questa mattina

finestra mattutina

Ieri ha nevicato tutto il giorno, bello devo dire, non bufera ma neve pian piano che ha attaccato per qualche centimentro.
La cosa pericolosa adesso e’ il ghiaccio, non tanto per il quasi scivolone di stamattina, e neanche per i tizi che ieri mattina hanno deciso di pulire i vetri e bagnare tutto il marciapiede (potevano farlo prima) che diventera’ una latra di ghiaccio. Il pericolo viene dalla strada, saro’ anche arrogante, ma qui non sanno guidare e con questo tempo, strada scivolosa, le cose peggiorano, spero solo che in questo mese non mi uccida nessuno.

Nei prossimi giorni spero di fare qualche giro fotografico.

Intanto ieri sera sono stato invitato allo Yuk Yuk’s, un Comedy Club dove 5-6 comici si sono dati il cambio per quasi due ore, una sorta Zelig diciamo.
Ovviamente il livello di comprensione e’ stato piuttosto basso, il presentatore, uno dei pochi comprensibili dall’inizio alla fine, mi ha pure coinvolto per quei due minuti necessari a fare una figuraccia.

La serata e’ finita al James Joyce tra una birra e un classico burger&fries mentre fuori continuava a nevicare, ancora, devo dire, senza molto freddo.

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Non leggere

La cosa piu’ significativa di oggi e’ stata masterizzare due CD.

Intanto una tizia (italiana) ha tentato, fallendo, di trascinarmi a casa sua per aggiustarle il computer pieno di virus.

Della serie “anche se lavoro nell’informatica non vuol dire che ti debba sistemare il pc

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Sabato ho dimenticato di dire che nel pomeriggio, prima della festa, sono anche stato all’AGO, Art Gallery of Ontario, una fila di 2 ore di lunghezza spropositata, pero’ scorreva piuttosto bene.
Era l’inaugurazione dopo i lavori e quindi ad ingresso gratuito. Interessante anche se il 90% delle targhette erano assenti, vedevi ma non sapevi cosa.
La “Galleria Italia“, quella visibile dall’esterno, era piena di nomi italiani sulle colonne in legno, finanziatori.

Sabato sera invece e’ stata la serata piu’ eccitante che ho avuto negli ultimi 5 anni. Ho cenato verso le 7-7.30 circa, dopo 15 minuti mi sono abbioccato per qualche minuto prima di pensare alla serata e, con un’interruzione di 15-20 secondi, mi sono svegliato alle 9.30 della domenica.

Domenica invece la gita nelle periferie torontesi e’ saltata per una buona causa, ma non importa.
Sapevo di una “Santa Claus parade“, perche’ no?
Esco di casa e, oltre al nevischio, noto uno strano traffico davanti casa. La parade passa su Bloor st, mi avvicino ed e’ in corso.
Atmosfera meravigliosamente strana. La visione che mi trovo davanti sono i due lati della strada pieni di gente, 40% bambini entusiasti accompagnati dai genitori, tutti infreddoliti, sedie, coperte, tutto il necessario per scaldarsi sotto quello che sara’ il primo regalo natalizio alla citta’ di Toronto, qualcuno piu’ credente di me potrebbe definirlo un regalo dal cielo, ha iniziato a nevicare bene, per poco piu’ di 20 minuti ma nevica durante la parata di Babbo Natale, qualcosa significhera’ (o anche.no).

La parata era sul commerciale andante, tutti i carri sponsorizzati, la Mattel con delle Barbie giganti, la Coca Cola con orsi altrettanto grandi, Sears, Canadian Tire, Zellers, e cosi’ via, bande da mezzo Nord America, i carri portavano bambini in costume urlanti “Merry Christmas” tutti contenti ma spesso infreddoliti da temperatura e neve.

Piccolo dettaglio: io non ero esattamente preparato a tutto questo, al freddo intendo, normalmente non porto i guanti ed anche in questa occasione mi mancavano, poi ero con la macchina fotografica in mano e le tenevo pure fuori, se aggiungete che per vedere dovevo star fermo capite che non era il massimo, anche se molto divertente.
L’ultimo carro era lui, si proprio lui, Santa Claus che salutava i bambini presenti
Una volta finita la parata tutte le centinaia e conetinatia di persone si sono alzate ed ordinatamente (quasi) si sono dirette verso i mezzi pubblici (St. George & Spadina stns principalmente), io ho proseguito infilando in un negozio caldo per poi, piu’ tardi, beccare Valerio.
Giornata quasi natalizia.

La sera avevamo un appuntamento per un evento sull’inizio dell’European Film Festival ad una struttura vicina al consolato polacco.
All’arrivo, inconsapevoli, scopriamo che e’ una serata di gala, presenti direttori e staff dei consolati europei, il nostro abbigliamento non era dei piu’ formali, ci siamo fatti notare ecco.
Abbiamo scroccato una cena a base di stuzzichini di vario tipo e un sacco di vino da tutta Europa (Grecia, Romania, Slovacchia, Francia, ecc.. per l’Italia c’era un rosso Negramaro, non poteva mancare l’immigrato, il vino cileno).
La nostra compagnia, conosciuta, era interessante, uno dei commensali si e’ fatto notare, come esempio mi verrebbe da citare il film “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” con Alberto Sordi, lui era un Sordi un po’ meno impacciato, la terra il Canada e non l’Australia, lei una italiana del 2009 e non la Cardinale.

Oggi e’ l’ennesimo giorno in cui ricevo pessime notizie da Firenze.
Vorrei non farmela prender male e vedere queste indicazioni come un “segno” che devo rimanerci poco, purtroppo non ci riesco; vengono da amici e da persone di cui pensavo di potermi fidare. Sono molto deluso.

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