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Archive for novembre 2008

Oggi ho passato tutto il giorno con Viola, su e giu’ per la citta’ tra commissioni, fotografie e semplice turismo.
Giornata positiva.

Stasera festa di addio per due componenti di Couchsurfing Toronto, Garry (che sara’ il PR di flikr.com) e Stephanie, situazione molto divertete. Ancora meglio la compagnia che e’ arrivata a meta’ serata e mi ha appena lasciato.

Domani parto per Quebec City, i miei compagni di viaggio sono Viola che ho ritrovato dopo piu’ di un decennio che non ci vedevamo e Valerio, che ho conosciuto pochissimi mesi fa.

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Domani parto per Quebec City.

In un’occasione come questa dovrei essere molto felice, non ci sono mai stato, tutti ne parlano bene, ecc, ecc..
Avrei preferito rimanere a Toronto, ma sono contento di come parto, senza rimorsi.
Viva la sincertita’.

E, forse, viva le favole.

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Oggi ultimo giorno di lavoro in Canada, per il 2008.

Se da una parte mi sento sollevato, dall’altra avverto prossimo il giorno della mia partenza che, ne sono certo, sara’ tragico per molti motivi.

Da qua ho seguito in maniera sporadica le vicessitudini italiane. In questi mesi ho parlato con molti degli Amici che mi hanno letto in questi mesi, le uniche notizie positive ho ricevuto sono che.. in realta’ non ci sono buone notizie, forse soltanto che la penisola italiana non e’ stata invasa dai Profeti del Lato Oscuro,  ma non e’ una bella consolazione.

A volte mi chiedo perche’ torno, mi rispondo che il visto di lavoro sta scadendo, che non voglio fare il “profugo”, che in un paese come questo che, economicamente, offre delle Opportunita’ non voglio fare il “solito italiano” (e qua un po’ ne ho conosciuti).
Devo risolvere e creare delle questioni a casa, voglio, ho bisogno di, abbracciare (del)le persone.

Ma poi cosa? Arrivero’ in un paese diverso, quanto lo scopriro’ solo una volta arrivato.

E sono terribilmente spaventato da cio’. Del ri-abituarmi.
Non posso, non voglio.

Mi sono reso conto che in questi mesi sono cresciuto, sono cambiato in maniera significativa, le ultime quattro settimane sono state particolarmente intense, si avvicinava la partenza e la mia testa si alternava tra un pallone Super Tele ed un altoforno che produce ghisa.

Gli ultimi eventi inoltre non aiutano affatto.

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Dopo settimane di tentativi ieri sera sono finalmente riuscito a farmi un giro fotografico serale con Concita, situazione interessante, inizio a capire come funzionano alcune cose.
Purtroppo non ero del tutto presente e la serata un po’ ne ha risentito, anche se comunque interessante.
Ho pure scoperto un locale portoghese, pareva di entrare in una pasticceria italiana, mi sono sentito (quasi) a Casa!

Mi devo organizzare meglio per la pubblicazione delle foto sul blog, ma con la situazione connessione che ho al momento, e con i giorni contati alle mie partenze, la vedo difficile.

Bella serata devo dire.

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Gli ultimi giorni di permanenze un po’ lunghe, come quella che sto per finire qua, sono particolari, rischiano pero’ di essere i peggiori, non vuoi salutare i nuovi amici, coloro che hai incontrato in questo breve, ma allo stesso tempo lungo periodo, devi ma non vorresti andartene.
E io non posso proprio ora.

Le cose peggiorano, precipitano, quando agli sgoccioli della tua permanenza incontri coloro che avresti voluto (o dovuto?) conoscere mesi prima, non puoi approfondire e rischi che rimanga una cosa cosi’ appesa, e non vorresti.
C’e’ questo rischio che non vorresti correre ma sei obbligato, ti comporti diversamente da come faresti con il tempo dalla tua parte, male.

Ci rimani sotto rapidamente, troppo rapidamente.

Ma perche’ ho scritto alla seconda persona singolare?

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Ieri concerto della PFM al Danforth Music Hall, posti F25 ed F26, sesta fila, ottimo direi.
Teatro non particolarmente grande, mezzo vuoto, la meta’ piena erano un 90% italiani di cui una ventina di persone conoscevo piu’ o meno bene, ho capito che il biglietto per vedere il concerto lo avranno pagato in 3, poverini.
Offriva la CIIM, Confederation of Italian Entrepreneurs Worldwide, la Camera di Commercio Italiana nel mondo insomma (ho visto il loro logo tutta la sera sul palco, non mi ha esaltato particolarmente con quel tricolore piazzato li’..).

Fortunatamente non ero solo, una telefonata quasi all’ultimo minuto mi permesso di “incastrare” una persona. Ho apprezzato.

La serata e’ finita in un bar sportivo davanti ad un sandwich con patatine ed una Corona.

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Ieri pomeriggio, a caso, mi sono trovato di fronte a quella che mi e’ stata definita come firma autografa di Albert Einstein datata 1952, era in vendita, valore commerciale dai 6 agli 8.000$.

Mancano pochi giorni alla partenza per il Quebec, gli stessi al mio esilio dalla stanza nella comfraternita, ieri pomeriggio me lo sono preso per fare la prima valigia, buttando nell’immondizia qualcosa si qualcosa no.
Si avvicina il fatidico giorno..

Nel tardo pomeriggio sono andato a sentire la PFM (Premiata Forneria Marconi) all’IIC, sono stato assoldato come fotografo di guerra. Seguiva cena.

Stamani invece, alle 5.30am i miei confratelli e qualche fidanzata hanno avuto la geniale idea di andare (venire) in cucina a buttare per terra una cassa di bottiglie di birra vuota con tutto quello che ne consegue, ovvero urla e imprecazioni a non finire (sono monotoni: fucking e bitch), scenetta che e’ finita alle 7.30am.
Capisco che questi non fanno una ceppa da mattina a sera e viceversa tranne imprecare e sbronzarsi, pero’ lo sanno che accanto alla cucina c’e’ uno stronzo che potrebbe dormire, rispetto zero.
Si meriterebbero qualcosa, ma i loro anticorpi sono troppo resistenti.

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