Venerdi’ pomeriggio, dopo molti tentativi andati a vuoto sono riuscito finalmente a vendere la mia stufetta, 20$ ad una ragazza sudamericana, ci stavo quasi rinunciando dalla quantita’ di persone non realmente interessate che mi hanno scritto.
Ho anche visto la prima violazione esplicita al biglietto della metro, un ragazzo che salta nel mulinello dell’uscita. :)
Dal tardo pomeriggio mi ero reso disponibile come volontario all’Eu! European Film Festival che si svolge dal 16 al 30 novembre, questa e’ la quarta edizione, ma ne ho gia’ parlato in un post precedente.
Questa volta pero’ mi sono trovato dalla parte di chi distribuisce i biglietti, gratuiti, anche se con offerta libera, una media di 10-15$ ogni 2 persone, non male.
Come dicevo io ero volontario per l’Istituto Italiano di Cultura, ovvero il film italiano, “Il mercante di stoffe“.
Il cinema conteneva 360 persone, spettacolo andato sold-out, neanche un posto libero. Era la seconda proiezione, per far scorrere il pubblico abbiamo dovuto far aspettare fuori, mi si stringeva il cuore al dover dire che, prima di entrare, avrebbero dovuto attendere una media di 20-30 minuti al gelo, abbiamo fatto anche delle “eccezioni” nel distribuire i biglietti ma sempre fuori dovevano stare, qualcuno mi guardava con occhi stralunati, altri inteneriti altri ancora stupiti. Solo una persona si e’ lamentata in maniera significativa, dopo aver ripetuto che la colpa non era mia (in effetti il manager del cinema era rigido su questo punto) in inglese, ho capito che era italiano ed ho provato a fargli comprendere la situazione, ma da buona testina di minkia, scusate il termine da salotto parigino, se ne e’ andato sbraitando e blaterando delle parole, tra le quali un (a me) chiaro “vaffanculo”, dato che manco ero pagato, prendermi anche un’offesa gratis non era il massimo, visto che era gia’ sulla via del ritorno a casa, ho cordialmente ricambiato ad alta voce. La cosa piu’ triste e’ stata che le persone in coda che hanno assistito alla scena hanno preso me per quello stronzo (un vaffanculo, qualunque lingua tu parli, lo si capisce) ed i commenti erano “per fortuna non capisco questa lingua” o qualcosa del genere, mi e’ dispiaciuto un sacco ma non ci stavo a prendermi un’offesa cosi’.
Tornando al film, il commento che ho avuto da canadesi, francesi, italiani e armeni(a), e’ stato “interesting” detto con una faccia…”interesting“, devo dire che concordavo, onestamente non e’ stato il massimo anche se c’era l’attenuante del low budget, il doppiaggio (attori italiani film in italiano) non era fatto proprio bene, alcune scene un po’ creative.
Durante la proiezione una sola persona mi separava dal regista, persona interessante.
Non ho assistito a commenti e domande (mi e’ stata raccontata come una scena poco simpatica) ero all’entrata a raccogliere offerte e voti.
Finisco a cena in una pizzeria italiana, Terroni, rinomata dalla comunita’ della pizza e del mandolino ma spesso criticata dai locali (cercate ‘terroni toronto’ su un motore di ricerca..) a causa dell’integralismo culinario, ovvero niente personalizzazioni schifose come formaggio su tutto cio’ che e’ commestibile e cose cosi’.
Devo dire che la qualita’ era buona, non mangiavo una pizza degna di questo nome da mesi.
Si fa tardi e il direttore dell’IIC porta tutti a casa, la mattina successiva, quella in cui sto scrivendo, sveglia alle 7am per la quarta, ed ultima, visita al parentado di London.
Non avevo fatto il biglietto ed arrivo presto, che conoscendo i canadesi non sai mai, alla fine sono il secondo della fila, al freddo, ad aspettare l’autobus, un’ora di attesa all’aperto, fortuna che non sono freddoloso, come ha detto la tipa davanti a me “it’s early, but if you can handle the cold..”
Arriva l’autobus e in fila saliamo, sono due ore e mezza di viaggio, anche per questo nello scrivere sono stato alquanto logorroico.
Il percorso e’ pieno di neve, faccio qualche foto.
Nevica.
